La Spagna ha riconsegnato all’Italia un figlio prediletto: Giulio Ciccone non stava così bene da una vita, e la vittoria nella tappa regina (e conclusiva) della Vuelta a Burgos sta a lì a dimostrarlo. Un’azione perfetta, quello dello scalatore abruzzese, che ha staccato nientemeno che Isaac Del Toro nell’ultimo chilometro dopo che il messicano era uscito per primo dal gruppo dei migliori, con Ciccone bravissimo a riportarsi sulla sua ruota. Un’azione di pura potenza e astuzia, un biglietto da visita ideale in vista di una Vuelta nella quale il corridore della Lidl Trek punta a raccogliere tanto, sia per ciò che riguarda la classifica della montagna (la maglia a pois… azzurri, anziché rossi come al Tour), sia in ottica classifica generale.
- Del Toro attacca, Ciccone lo fa rimbalzare: vittoria d'autore
- Sinner felice dagli USA. In Polonia Tiberi e Bettiol per la maglia
Del Toro attacca, Ciccone lo fa rimbalzare: vittoria d’autore
La vittoria ottenuta da Ciccone è il segnale che l’Italia del pedale aspettava da tempo. Sin qui la sua annata è stata decisamente sventurata: una caduta al Giro nelle prime tappe lo aveva costretto al ritiro, e anche alla Vuelta a Burgos le cose non erano cominciate bene per via di una scivolata nella tappa inaugurare (era sulle ruote di Del Toro, che ha scivolato e l’ha indotto all’errore).
A Lagunas de Neila, insomma, l’abruzzese ha ritrovato la gamba dei giorni migliori: non è bastato per portarsi a casa la vittoria finale della corsa, che è andata proprio a Del Toro, che s’è preso una bella rivincita dopo la delusione patita nella penultima frazione del Giro d’Italia.
La giornata tricolore s’è composta però anche del terzo posto di tappa di Lorenzo Fortunato, con Giulio Pellizzari e Giovanni Aleotti che hanno chiuso rispettivamente al settimo e ottavo posto. Fortunato ha chiuso al secondo posto nella generale a 19 secondi da Del Toro, con Pellizzari quarto a 30 secondi e Ciccone quinto a 56 secondi. Di fatto, Giulio paga il minuto e mezzo incassato proprio per via della caduta nella prima frazione, episodio nel quale è rimasto coinvolto senza alcuna responsabilità.
Sinner felice dagli USA. In Polonia Tiberi e Bettiol per la maglia
A far festa per la vittoria dell’amico Ciccone è certamente anche Jannik Sinner, che ha potuto accogliere la notizia nelle prime ore del mattino in quel di Cincinnati, dove è atteso nel primo pomeriggio locale (presumibilmente intorno alle 20 italiane) al debutto nel Masters 1000 americano contro il colombiano Galan.
Dopo la vittoria di ieri di Caruso, l’Italia continua a trovare gioie in salita in questo scorcio d’estate, con la Vuelta sullo sfondo che in un modo o nell’altro potrebbe contribuire a regalare ulteriori soddisfazioni. Ciccone peraltro si propone anche come l’uomo di punta per la nazionale azzurra del neo CT Villa in vista dei mondiali di Kigali, in Ruanda, che si disputeranno su un tracciato che strizza l’occhio agli scalatori.
Intanto al Tour de Pologne vince il monegasco Langellotti: quinto di giornata Antonio Tiberi, che domani nella corno conclusiva dovrà recuperare 28 secondi dal leader, che è lo stesso Langellotti. Occhio a Bettiol, in ritardo di 28 secondi, così come a Sobrero che ne ha 29 di ritardo: sulla carta, i margini per un ribaltone nella frazione conclusiva ci sono tutti, con McNulty (secondo di giornata) che ne deve recuperare 10 e Jan Christen appaiato a Tiberi a 22.
