Avviso ai naviganti: l’Italia del ciclismo è viva, soprattutto quando il numero sulla schiena lo attacca Filippo Ganna. Che regala un dispiacere mica da ridere al popolo fiammingo, che aspetta trepidante il ritorno al successo di Wout Van Aert sulle strade di casa, mentre invece è stato Pippo a tagliare per primo il traguardo nella Dwaars door Vlaanderen, la corsa antipasto del Giro delle Fiandre che domenica, più o meno sempre sulle stesse strade, vedrà darsi battaglia anche assi del calibro di Pogacar e van der Poel (oggi entrambi assenti). Ma quel che ha fatto Ganna è stato semplicemente da antologia, ottenendo una vittoria che lo proietta di diritto tra i favoriti in vista della classiche monumento del Nord.
- Una gara esplosa ai -50 km dall'arrivo (e un Van Aert super)
- Ganna, un ultimo chilometro da fuoriclasse assoluto
- Pippo felice e stupito: "Bello vincere nell'università del ciclismo"
Una gara esplosa ai -50 km dall’arrivo (e un Van Aert super)
Perché riprendere le ruote di Van Aert era tutto, fuorché scontato. Soprattutto per quello che strada facendo è capitato al fuoriclasse della Ineos Granadiers: due problemi meccanici ne hanno fortemente rallentato la rincorsa ai fuggitivi di giornata, con Gregoire, Gachignard e Larsen che hanno acceso la miccia ai -50 km dall’arrivo, anche se poi la vera fucilata l’ha mandata a segno Van Aert sull’Eikeberg, uno dei muri più insidiosi di giornata, con un tratto in pavé a rendere ancora più dura una salita al 5% di pendenza media.
È lì che il fiammingo è andato a riprendere il terzetto al comando, restando poi solo con Larsen ai -20 km dal traguardo. Solo a quel punto il gruppo ha deciso di organizzarsi per andarli a riprendere: proprio in quel momento Ganna ha dovuto fare i conti con il secondo incidente di giornata, vale a dire la rottura del manubrio, che l’ha costretto a cambiare bici e a risalire la corrente, staccato di 25 secondi dalle ruote del gruppo (e aveva già forato una cinquantina di chilometri prima). Un episodio che avrebbe potuto abbattere un elefante, non il Ganna visto oggi sulle strade fiamminghe, capace di rimettersi in carreggiata con una forza inaudita.
Ganna, un ultimo chilometro da fuoriclasse assoluto
Niente e nessuno avrebbe potuto immaginare che il capitano della Ineos Granadiers avrebbe avuto la forza per andare a riprendere anche Van Aert. Eppure è esattamente quello che è successo: il gruppo ha cominciato a tirare, Ganna ha fatto un forcing indiavolato sull’Herlegemstraat, l’ultimo settore di pavé di giornata (800 metri), mentre Van Aert era rimasto ormai solo allo scoperto, deciso a non voltarsi fino al’arrivo, distante poco meno di 5 km.
Con l’aiuto di Veermesch però Pippo s’è avvicinato sempre di più al rivale della Visma, e a quel punto nell’ultimo chilometro sono saltati gli schemi: Ganna ha lanciato una sorta di “chilometro lanciato”, mutuato dalla pista, e ai -250 metri ha saltato Van Aert e ha potuto alzare le braccia al cielo tra lo stupore dei tanti fiamminghi, delusi dall’incredibile beffa subita dal loro beniamino, che ha resistito solo al ritorno del gruppo.
Pippo felice e stupito: “Bello vincere nell’università del ciclismo”
La gioia di Ganna è quella di un intero movimento che aspettava solo un segnale del piemontese per provare a rialzare la testa. “Nel finale ho fatto uno sforzo impressionante. Sono stato un po’ sfortunato tutto il giorno, perché dopo il primo passaggio sull’Eikenberg ho forato la ruota anteriore, pur scegliendo di continuare fin quando ho potuto prima di cambiare la bicicletta una prima volta.
Poi ho rotto il manubrio. Spero che tutta la mia sfortuna si sia concentrata nella giornata di oggi. Alla fine, quando avevamo Sheffield davanti, eravamo coperti bene. La squadra mi è stata attorno, mi ha aiutato in tutte le fasi cruciali della gara. Nel finale ho provato a ripagarli al meglio per tutto il supporto che mi hanno dato e ce l’ho fatta”.
Pippo ha anche reso grande onore a Van Aert, il grande sconfitto di giornata: “Ha fatto una performance impressionante, non è stato facile rientrare su di lui. Alla fine però le gambe mi hanno supportato fino al traguardo, anche se ho iniziato a crederci soltanto una volta arrivato nei pressi dell’ultima curva. Anche dietro stavano andando molto veloci e potevano riprendermi. Sono davvero felice, può dare un buon morale a me e al team per le prossime gare. Penso sia una delle vittorie più importanti della mia carriera, specialmente qui nell’università del ciclismo”.
