Era il grande favorito, ha vinto come si conviene a un favorito vero: staccando tutti e arrivando a Superga a braccia elevate, perché Tom Pidcock sapeva che qualcuno lassù lo stava aspettando. Un successo bello e convincente, quello del britannico: 4 anni dopo Mark Cavendish, Pidcock riporta la Union Jack a sventolare nella corsa che quest’anno ha festeggiato i 150 anni dalla prima edizione (era la 107esima in totale), riuscendo a prevalere su Tobias Johannessen e Primoz Roglic.
- Tattica perfetta, gambe leggere: Pidcock in forma Sanremo
- Pellizzari fatica ma alla fine si difende benino
Tattica perfetta, gambe leggere: Pidcock in forma Sanremo
L’ultimo britannico a vincere la corsa più antica d’Italia (prima edizione nel 1876) fu Mark Cavendish nel 2022 (peraltro presente all’arrivo per festeggiare e poi premiare i suoi ex colleghi sul podio), ma con arrivo in pianura e vittoria d’autore in volata. Da quando l’organizzazione ha riportato l’arrivo in cima al colle di Superga, la faccenda è diventata di proprietà esclusiva di passisti e scalatori, con Pidcock che succede nell’albo d’oro a Isaac Del Toro e Alberto Bettiol, dimostrando di avere una gamba importante in vista della Sanremo, dove sicuramente può essere annoverato tra i possibili corridori “alternativi” al duopolio composto da Pogacar e van der Poel.
“Vincere aiuta a vincere, e una vittoria merita sempre di essere celebrata”, ha detto a fine corsa il capitano della Pinarello Q36.5. Il quale ha saggiato la propria condizione nella prima scalata a Superga, dando la sensazione di stare veramente bene. Quando poi, dopo aver fatto lavorare i propri compagni di squadra alle pendici dell’ultima ascesa (quindi ai -5 km dall’arrivo), ha deciso di prendere in mano la situazione, ha dimostrato di essere molto preparato anche tatticamente.
Perché ha lasciato sfogare Uijtdebroeks prima e Roglic poi, quindi ha anticipato una probabile volata ristretta (sempre imprevedibile) allungando su una svolta a sinistra ai meno 600 metri dall’arrivo, e impedendo a chiunque di prenderne la ruota. Tobias Johannessen ha dimostrato di avere anche lui una discreta gamba chiudendo secondo, Roglic è andato su del suo passo e dopo una bella accelerazione a un chilometro dall’arrivo s’è accontentato del terzo posto (lui che a Superga vinse nel 2021). E dietro lo sloveno ha chiuso Giulio Pellizzari, quarto a 11 secondi.
Pellizzari fatica ma alla fine si difende benino
Pellizzari era un altro dei potenziali favoriti, ma le fatiche della Tirreno-Adriatico gli hanno presentato il conto. Ha fatto un po’ lo yo-yo staccandosi già sulla prima salita verso Superga, poi nuovamente all’inizio della seconda, approfittando però nel finale di un po’ di attendismo della testa del gruppo per riportarsi sulle ruote dei migliori, di fatto andando su col suo passo.
Non è stato mai in lizza per la vittoria, ma ha comunque chiuso davanti a Uijtdebroeks che invece la corsa ha provato a farla saltare a più ripresa, e anche su Cepeda e Fortunato (ottavo a 25 secondi) che avevano tenuto le ruote dei migliori. In top ten anche Fancellu, nono a 36 secondi. Insomma, tutto secondo copione. E allora occhio a Pidcock per la Sanremo: dovesse esserci brutto tempo, uno come il britannico andrebbe preso molto sul serio.
