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Ciro Ferrara escluso dal murale con la top 11 del Napoli: "Traditore". La replica: "Maradona m'avrebbe voluto"

Il post amareggiato dell'ex difensore degli azzurri e della Juventus: l'artista Jorit lo ha "sostituito" con Ghoulam dopo una consultazione online tra tifosi.

5 min di lettura

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Un murale con gli undici calciatori top della storia del Napoli fa bella mostra di sé da qualche giorno all’esterno dello stadio Maradona. L’ha realizzato lo street artist Jorit, famoso per i suoi ritratti di personaggi celebri, tutti raffigurati con dei caratteristici segni rossi sul volto. Jorit, che in realtà i chiama Ciro Cerullo e ha 35 anni, l’ha dipinto su commissione del Comune partenopeo e ha scelto gli undici protagonisti attraverso una consultazione online tra i suoi followers. Più che i prescelti, fanno discutere gli esclusi. Uno in particolare: manca Ciro Ferrara, il napoletano (di nascita) più vincente di sempre. Almeno finora.

L’Undici ideale del Napoli nel murale dello stadio

Ci sono Dino Zoff, Kalidou Koulibaly, Giuseppe Bruscolotti, Ruud Krol e Faouzi Ghoulam. I due di centrocampo sono Antonio Juliano e Marek Hamsik, mentre l’attacco farebbe le fortune degli appassionati di playstation: ci sono infatti Edinson Cavani, Diego Armando Maradona e “Ciro” Mertens alle spalle di Antonio Careca. Se non ci sono dubbi o recriminazioni su quasi tutti i prescelti, forse l’intruso – almeno per molti – sembra essere Ghoulam. Certo, mancano altri big della storia azzurra, da Salvatore Bagni a “Rambo” De Napoli, da Gonzalo Higuain a Bruno Pesaola o Luis Vinicio. Per non parlare degli eroi degli ultimi due Scudetti, comunque troppo recenti. Ferrara, però, perché non c’è?

Ferrara escluso: decisivo il trasferimento alla Juve

In tanti, soprattutto i più giovani, non gli hanno “perdonato” il trasferimento alla Juventus nell’estate del 1994. Il Napoli rischiava il fallimento, era stato messo in mora. Marcello Lippi, tecnico che aveva appena portato gli azzurri in Coppa Uefa, prese la strada di Torino, sponda bianconera, e chiese a Ferrara, colonna della difesa azzurra, di seguirlo e la cessione del capitano diede sollievo alle casse del Napoli. Più del trasferimento in sé, in ogni caso, molti tifosi azzurri non hanno digerito alcune dichiarazioni di Ferrara di qualche tempo fa. “Napoli o Juve? Come chiedermi di scegliere tra mamma e papà“. Per qualcuno, dichiarazioni non consone: “Traditore”.

Il post dell’ex difensore del Napoli e dei bianconeri

La nota curiosa è che in realtà il nome di Ferrara dalla consultazione sarebbe venuto fuori per il murale: la scelta di escluderlo a vantaggio di Ghoulam sarebbe stata presa da Jorit in autonomia. E di questo s’è crucciato lo stesso Ferrara, che ha affidato a un post su Instagram tutta la sua amarezza. “Mentirei se dicessi che non mi è dispiaciuto non essere stato inserito tra gli Undici ideali, anche perché sono un figlio di Napoli e sono il napoletano più vincente nella storia del Napoli. Mentirei anche se fingessi di non conoscerne il motivo reale, nonostante le supercazzole che sono state accampate”.

L’amarezza di Ferrara: “Mai rifiutate storia e origini”

Ferrara ha aggiunto: “Per fortuna, e ne ho la prova ogni volta che giro a piedi per le strade della mia città, ci sono napoletani e tifosi realisti, che quell’epoca l’hanno vissuta e la ricordano bene, conoscono i fatti che portarono al mio trasferimento e sanno che non hanno mai significato un rifiuto della mia storia e delle mie origini. Se è vero che la decisione finale è stata presa dall’esecutore del murale, penso che si sia persa l’occasione di assumere uno sguardo puro, cioè non contaminato da condizionamenti soggettivi, che avrebbe davvero dato a quest’opera il respiro eterno a cui ambiva”.

Ferrara, l’attacco a Jorit e la citazione di Maradona

Quindi l’attacco all’autore: “Murale figlio del suo tempo e della mano del signor Ciro Cerullo nato nel 1990 che lo ha realizzato, troppo giovane per avere vissuto e compreso quegli anni, e che si è fatto sicuramente guidare dal ‘sentito dire’. Se la scelta di non rappresentarmi deriva, come credo, da un risentimento dei tifosi, mi consola il fatto che la parola ‘risentimento’ abbia origine dalla parola ‘sentimento’, pur ferito. Per quanto riguarda il mio, di sentimento… chi non ricorda la scena di Stoccarda, in cui Diego mi abbracciava e spiegava a tutti che io quella vittoria la meritavo più di ogni altro per via del mio legame autentico con Napoli? Diego ha sempre saputo chi fossi e da dove arrivassi. Sono Ciro Ferrara, napoletano di nascita e di sangue. Non serve aggiungere altro”.

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