Un terremoto scuote il basket italiano: Ettore Messina si è dimesso dall’incarico di President of Basketball Operations dell’EA7 Olimpia Milano. Resterà in società come consulente del presidente Leo Dell’Orco, ma in panchina a partire dalla sfida di Eurolega di mercoledì contro il Maccabi Tel Aviv siederà Peppe Poeta, che la scorsa estate aveva deciso di tornare proprio a Milano nelle vesti di assistente di Messina, nonostante nella passata stagione da capo allenatore della Germani Brescia s’era spinto fino alla finale scudetto, persa contro la Virtus Bologna.
- La crisi dell'ultima settimana e l'andamento lento in Eurolega
- Peppe Poeta sale sul carro con 7 mesi d'anticipo
- Tanti colpi, ma solo trofei nazionali: Messina la chiude così
La crisi dell’ultima settimana e l’andamento lento in Eurolega
A far precipitare la situazione in casa Olimpia hanno certamente contribuito le tre sconfitte rimediate nell’ultima settimana, tali da indurre anche Messina a una profonda riflessione. Quella che doveva essere nelle intenzioni l’ultima stagione da allenatore, si è così rivelata alla stregua di un fallimento arrivato con almeno 7 mesi d’anticipo sul termine naturale del rapporto: la vittoria in Supercoppa a fine settembre aveva forse illuso più d’uno che la stagione di Milano avrebbe potuto regalare un copione differente rispetto alla precedente, chiusa praticamente all’asciutto (se si eccettua sempre la Supercoppa) in virtù delle sconfitte in finale di Coppa Italia contro Trento e nella semifinale play-off scudetto contro Bologna.
Ma è soprattutto in Eurolega che l’Olimpia non riesce a far tornare i conti da un po’: l’ultima partecipazione alla post season è datata 2022, con tre eliminazioni consecutive al termine della stagione regolare e un’altra falsa partenza in quella corrente (l’EA7 ha uno score di 6 vittorie e 6 sconfitte dopo 12 gare, lo stesso ruolino della Virtus Bologna, ed è appena aggrappata alla zona play-in).
Peppe Poeta sale sul carro con 7 mesi d’anticipo
Già nel dicembre del 2023 Messina era stato sul punto di lasciare l’Olimpia, salvo poi ottenere dall’allora patron Giorgio Armani il rinnovo dell’accordo come capo allenatore fino al 2026, oltre alla conferma come President of Basketball Operations (in pratica un ruolo che comprende tutta la gestione tecnica e non solo: allenatore, direttore sportivo e general manager del club).
La scelta di Messina di fare un passo indietro è però figlia di una maturata consapevolezza di aver perso ormai il polso dello spogliatoio, o magari anche della volontà di promuovere più in fretta Peppe Poeta, che è tornato l’estate scorsa con la “promessa” che dalla prossima stagione sarebbe diventato il nuovo head coach di Milano.
La rinuncia all’incarico di POBO diventa così una sorta di “sentenza” che certifica la fine di un esperimento che dal 2019 in qua ha prodotto 3 scudetti (con l’agognata terza stella finalmente cucita sul petto), 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane, più un terzo posto nella final four di Eurolega 2021, con il rimpianto per la semifinale persa a fil di sirena contro il Barcellona dell’allora rivale Mirotic.
Tanti colpi, ma solo trofei nazionali: Messina la chiude così
Dell’epoca Messina a Milano resteranno proprio i grandi colpi di mercato, che pure non hanno prodotto i risultati sperati. Mirotic è stato forse il più altisonante di tutti: arrivato nell’estate 2023, in due annate il montenegrino ha fatto vedere lampi di classe, ma senza la necessaria continuità per incidere (soprattutto in Europa). Questa estate poi è arrivato Marko Guduric, ma sin qui la scelta non ha pagato dividendi. Resta la sensazione di un potenziale (anche economico) non sfruttato a dovere, tra addii anche rumorosi (si pensi a quello di Nick Melli, che un anno dopo è andato a conquistare l’Eurolega con il Fenerbahce) e qualche incomprensione di troppo.
Alla fine Milano negli ultimi anni è stata portata sulle spalle da Shields, LeDay, Rodriguez, Hines, appunto Melli e dall’ultimo Datome, ma se in Italia con Bologna è riuscita spesso a spuntarla, in Europa è sempre mancata quando contava di più.
Con Poeta l’EA7 apre un nuovo capitolo: qualcuno sostiene che se fosse stato in vita ancora Giorgio Armani mai Messina si sarebbe sognato di lasciare l’incarico. Qualunque sia la vera ragione, di sicuro per il basket italiano è una pagina di storia rilevante, dal momento che l’ormai ex coach di Milano aveva fatto sapere che l’Olimpia sarebbe stata la sua ultima squadra (ergo, carriera finita). Salvo diversa comunicazione, naturalmente.
