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Claudio Baglioni e il calcio: l'ode a Baggio e la canzone Alè-oo. Che squadra tifa e il dono speciale alla nazionale italiana

Il cantautore romano è un fan assiduo della Roma, il suo grandTour "LA VITA È ADESSO” è slittato di un anno a causa di una polmonite interstiziale

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Quella sua maglietta fina è sempre stata giallorossa, da quando vide per la prima volta la Maggica contro l’Inter in un “pomeriggio cupo e uggioso” da bambino.. Core de Roma, Claudio Baglioni, di quella Roma di una volta con gli stornellatori e il Cupolone sullo sfondo. Lo chiamavano Agonia da ragazzino perché era smunto e pallido con un paio di occhialoni giganti: “Sono tifoso di tutte le squadre ma specialmente della Roma” disse scherzando come ospite di Fazio a Quelli che il calcio nel 1996 ma la sua simpatia per la Roma nasce da quello spirito di contraddizione che porta i giovani ad affermare il contrario di quello che fanno i genitori: “Mio padre era laziale, ma mi portò per la prima volta allo stadio a vedere una partita della Roma. Giocava contro l’Inter, in un pomeriggio cupo e uggioso. Visibilità scarsa, riconoscevo solo le maglie giallorosse. Così mi sono ritrovato romanista“.

Perchè Baglioni tifa Roma

Da padre però Baglioni l’ha spuntata: il figlio Giovanni è lupacchiotto da sempre, a volte hanno visto anche derby assieme allo stadio anche se il cantautore ci va di rado ultimamente (“Sono stato vicino alla squadra direi per tutti gli anni settanta e la prima parte degli anni ottanta, durante i quali ho conosciuto molti giocatori – rivelò in una vecchia intervista – Poi ci sono state fasi alterne, con momenti di allontanamento ed altri di riavvicinamento. Tuttavia ancora oggi sono un romanista che, pur non frequentando ogni domenica lo stadio, segue comunque tutte le vicende”).

Il distacco dal calcio ha una data precisa, 29 maggio 1985, la tragedia dell’Heysel: “Una gara disputata malgrado il decesso di 39 tifosi, mi diede l’impressione che ci fosse un esercizio pazzo del potere calcistico. Il fatto di non poter fermare in nessun modo l’evento, mi indusse a pensare…Io considero il calcio come un momento bello durante il quale ci si può abbracciare anche con uno sconosciuto che ti sta accanto, ma se questo deve servire da paravento ad una massificazione verso la follia generale, allora bisogna prenderne le distanze”.

La canzone per Baggio

Ha amato Mourinho e apprezza Gasperini ma il suo modello è Sacchi (“ho avuto modo di conoscerlo personalmente, e mi è anche molto simpatico. Trovo che sia stato un buon direttore d’orchestra, e che abbia creato delle ottime sinfonie”), adora Totti ma delirava di più per Roberto Baggio che entra anche in un suo brano del 2015 “Prima del calcio di rigore”: “ci sono facce e nomi da strappare dal cuore – come spine dai piedi – l’ultima è Roberto che spara troppo alto alla lotteria dei rigori – sembra ieri ma ne è passato del tempo e il conto ormai segna cento – a pensarlo così in ginocchio sul dischetto – sotto lo sguardo da marmo greco dei compagni sequestrati a centro campo – capisci che la vita scorre in gran parte prima del calcio di rigore – e che la distanza che ti separa dalle cose è quella – c’è sempre uno che fischia e un altro ti fissa con occhi di lama – la cosa più difficile è capire che il senso non sta nel buttarla dentro o fuori – ma nel prendere la rincorsa e tirare”.

A pallone ha giocato poco Baglioni, nella nazionale cantanti delle origini era portiere e ha partecipato a parecchie gare di beneficenza (“Ho praticato il nuoto quasi a livello agonistico. Sono un discreto nuotatore,. Ho fatto pallavolo a scuola, e poi, come tutti, ho giocato a pallone. Ero centromediano metodista, soltanto che avevo molto metodo e… poco talento. Ricordo che ancora non esistevano le lenti a contatto, ed io, dopo aver rotto per due volte i miei occhiali, fui costretto da mio padre a smettere”). Per i mondiali di nuoto ha composto anche un inno “Acqua nell’acqua”, nel ’98 invece compose “Da me a te” per celebrare i 100 anni della Figc, un brano nato dall’idea dello stesso cantautore di raccontare «la storia della nazionale come storia di un Paese: errori e meriti, ferite e gioie, sconfitte e vittorie».

L’inno per la Figc

Il testo ripercorre proprio il lato umano ed emotivo dell’epopea sportiva degli azzurri, dalle imprese degli allora tre mondiali vinti alle disfatte di competizioni internazionali disputate in modo anonimo; un modo di porsi esplicitato già nell’incipit: «C’erano altri come noi / le storie della storia / di polvere e di gloria / uomini come noi». Nel videoclip del brano, Baglioni esegue il brano te al pianoforte, al centro dello stadio Olimpico di Roma illuminato a giorno ma completamente vuoto. A ciò si mescolano le immagini di un anziano signore, il quale, durante una partitella fra bambini, si trova a ricordare alcuni momenti della sua lunga esistenza, tutti vissuti sullo sfondo delle gesta della nazionale italiana. Dovesse riscriverlo oggi, dopo i tre flop Mondiali, dovrebbe cambiare probabilmente parecchie cose nel testo.

In precedenza, nell’82, aveva pubblicato l’album live “Alè-oo” che prende il nome da coro finale l’inno spontaneo dei tifosi romanisti intonato dal pubblico durante anche durante i concerti negli stadi: “Questo canto è stato creato dalla tifoseria romanista – rivelò Baglioni – Lo sentii per la prima volta durante un concerto al Palaeur, e fu bellissimo. Pensai a due mondi, quello dello sport e quello della musica, che cominciavano ad incontrarsi. Ormai è diventato anche un modo per chiamare i bis, anche nei confronti degli artisti stranieri. Peter Gabriel una volta mi chiese cosa significasse e che Joni Mitchel voleva farci un brano.

Nell’85 scrive anche un altro brano apparentemente calcistico “Tutto il calcio minuto per minuto” ma in realtà parla di tutt’altro e usa la storica trasmissione radiofonica come metafora per raccontare tre diverse età della vita, descrivendo l’esistenza umana come una radiocronaca, passando la “palla” da un’età all’altra come nei collegamenti dai campi di calcio.

Il problema di salute di Baglioni

Aveva annunciato un grande tour Baglioni ma è stato costretto a far slitta lore spettacolo “GrandTour LA VITA È ADESSO” a causa di una polmonite interstiziale acuta. L’artista ha raccontato sul suo profilo Instagram da oltre 300.000 follower: “Proprio in occasione del mio settantacinquesimo compleanno ho preso una sindrome influenzale abbastanza tradizionale, di quelle fuori stagione, ma siccome non passava ho deciso di fare degli accertamenti e alla fine è venuto fuori che non era solo una semplice influenza, ma si trattava di una polmonite acuta interstiziale. Con la voglia anche di risolvere presto questa questione, e con l’aiuto di una dose sostanziosa di farmaci, sono uscito fuori dalla fase più delicata e intensa perché quest’infiammazione, anche rara, è stata di una certa rilevanza. Ho dovuto prendere una decisione, anche dolorosa e difficile. È significato scegliere di prendere tutto il blocco del calendario del GrandTour, quello che sarebbe partito il 29 giugno a Venezia e terminato a settembre a Torino, e spostarlo esattamente di un anno: dal 2026 al 2027”.

Claudio Baglioni e il calcio: l'ode a Baggio e la canzone Alè-oo. Che squadra tifa e il dono speciale alla nazionale italiana Ansa

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