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Cobolli, che succede? Subito fuori a Montreal contro Hanfmann, per Flavio è tutta colpa della tosse

Nuova sconfitta sorprendente per l'azzurro, che dopo Umago esce di scena al primo turno anche nel Masters 1000 canadese. "La pressione non c'entra, convivo con un altro problema".

3 min di lettura

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Dopo i fuochi d’artificio del Roland Garros, con la finale persa al quinto set contro l’amico Sascha Zverev, e di Wimbledon, dove ha raggiunto per la seconda volta in due ann i quarti di finale, Flavio Cobolli deve fare i conti con un’improvvisa e per nulla gradevole crisetta di risultati di mezza estate. Dopo l’eliminazione al primo turno rimediata al torneo di Umag dall’argentino Burruchaga, l’azzurro si è arreso al debutto anche a Montreal al cospetto di un altro avversario che, al top, avrebbe liquidato senza troppi problemi: il tedesco Hanfmann. Cobolli, dopo oltre due ore di agonia, ha ceduto invece in due set.

Montreal, Cobolli cede in due set al tedesco Hanfmann

Prestazione irriconoscibile da parte dell’eroe dell’ultima Davis dell’Italia, apparso lontano dalla forma migliore. Mai, prima di questa occasione, Hanfmann aveva battuto sul cemento un giocatore in top ten: c’è riuscito grazie a due tie-break, ma dopo che Cobolli tanto nel primo quanto nel secondo set era riuscito faticosamente a riemergere da situazioni difficili. Nel primo parziale il romano s’è trovato sotto 1-4, ha rimontato, poi però s’è arreso di misura (7-5) nel gioco decisivo. Nuova impresa nella seconda frazione: da 2-5 a 5-5, dopo aver annullato tre matchpoint al rivale nel corso dell’ottavo gioco. Ma il crollo si è poi materializzato al tie-break : 7-2.

Flavio spiega: “La tosse non mi fa respirare e dormire”

“Ho da tre settimane questa tosse che mi impedisce di respirare e di recuperare come vorrei dopo uno scambio. Faccio fatica a dormire”, la rivelazione dopo la sconfitta a Ubitennis. “Ho questo problema che non riesco a risolvere però non è un alibi e non voglio sminuire nessuno“. E ancora: “Sono stati giorni difficili. Ha piovuto tanto ed è stato difficile ambientarsi per chi veniva dall’Europa, secondo me non tutti ci sono riusciti, o meglio, c’è chi ci è riuscito di più e chi meno. Io credo di aver giocato i migliori set d’allenamento della mia vita in questi tre giorni e di aver avuto sensazioni che difficilmente ho avuto quest’anno, positivamente parlando. Quindi sono rimasto un po’ sorpreso dall’inizio della partita”.

Cobolli, la pressione non c’entra: “Ci convivo da inizio anno”

Per Cobolli non è questione di pressione, con cui ormai deve convivere proprio dopo i suoi recenti exploit negli Slam e la vertiginosa crescita in classifica: “Devo curarmi al più presto per i prossimi appuntamenti. Credo che da inizio anno io conviva con una pressione molto alta, molto forte, quindi non credo che aver detto pubblicamente un obiettivo mi tolga energie mentali e non credo che mi metta addosso ulteriore pressione, più di quella che ho già normalmente. Credo che la pressione più alta della mia vita l’abbia avuta a inizio anno, dopo un picco di gioia ed emozioni incredibili dopo la Davis. Le aspettative su di me erano molto alte, ma credo che dopo un anno del genere, anche se dovesse esserci un po’ di pressione o più di quella del dovuto, io riesca a conviverci abbastanza bene“.

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