Flavio Cobolli saluta subito Montecarlo. Una sconfitta a sorpresa per il tennista romano che sperava in una campagna decisamente diversa sulla terra rossa del Principato. Invece contro il belga Blockx arriva uno stop che fa male condito anche dalla frustrazione per una decisione arbitrale.
- La rabbia per la decisione arbitrale
- Il momento difficile per Flavio
- Aurelie Tourte e il precedente con Sinner
- Occhio di falco e terra rossa: perché fa cilecca
La rabbia per la decisione arbitrale
Non è stato un match semplice per Flavio Cobolli che forse è rimasto anche sorpreso dalla solidità del suo avversario. Il belga Blockx è uno dei nomi emergenti nel circuito maschile, uno di quei giovani da tenere d’occhio in ottica futura e nel primo set domina l’azzurro vincendo il parziale per 6-3. Ci si aspetta una reazione da parte dell’eroe della Coppa Davis ma nel secondo set, le cose non vanno meglio. La frustrazione di Flavio aumenta e sul 5-3 per il belga arriva una palla contestata e i nervi saltano del tutto. La tecnologia considera buono un colpo di Blockx ma il segno sulla terra rossa sembra indicare invece che si tratta di un colpo fuori. Cobolli è incredulo e comincia la sua protesta all’indirizzo dell’arbitro Aurelie Tourte che sembra quasi dirgli: “Cosa vuoi che faccia?”.
Il romano finisce per perdere la partita con un doppio e netto 6-3 e alla fine del match ancora in polemica con la giudice di sedia decide di non salutarla. Cobolli ha anche protestato perché a suo avviso il gioco sarebbe poi ripreso prima che fossero finiti i rumori dal pubblico. Ma forse la sua più che una protesta è stato un modo per sfogare una frustrazione montata in un match difficile.
Il momento difficile per Flavio
Cobolli prova subito a smaltire la rabbia e la delusione. L’uscita da Montecarlo sembra piuttosto prematura per le sue ambizioni e il romano prova a spiegare cosa è successo: “Probabilmente io sono un po’ frustrato dalle tante settimane di allenamento e dai viaggi. Il circuito per me è ancora nuovo, ho alcune lacune da colmare e ogni tanto vengono fuori soprattutto dal punto di vista caratteriale. Non avevo mai fatto una settimana di allenamento prima di un torneo, sono uno a cui piace giocare e penso che lo farò anche più degli altri. Mi serve il ritmo per giocare, qui invece abbiamo provato una cosa diversa”.
Aurelie Tourte e il precedente con Sinner
Montecarlo, terra battuta e Aurelie Tourte: tutto riporta alla mente vecchi ricordi e neanche troppo felici. E’ la primavera del 2024 quando si sta giocando la semifinale tra Sinner e Tsitsipas. Il match va al terzo set con l’azzurro avanti di un break, non c’è ancora la tecnologia e nel terzo set arriva una svista clamorosa. Una seconda palla di servizio del greco è fuori ma non viene chiamata, avrebbe assegnato il secondo break a Sinner che avrebbe allungano sul 4-1. Invece arriva la reazione di Stefanos che si riporta nel match e vince il match (prima di vincere anche la finale con Ruud). Il giudice di sedia anche in quella circostanza era Aurelie Tourte che per un paio di giorni si becca un po’ di proteste dai tifosi dell’altoatesino ma in quella edizione non c’è l’occhio di falco.
Occhio di falco e terra rossa: perché fa cilecca
L’introduzione della tecnologia per le chiamate è un’introduzione recente se parliamo della terra rossa. Ormai il sistema ELC Live è stato adottato in tutti i tornei. Ma se sul cemento e parzialmente anche sull’erba garantisce un livello di attendibilità molto alto, continuano a esserci dei problemi quando si gioca sulla terra battuta. Durante un match infatti la terra si sposta, si accumula vicino alle linea o viene mossa dal vento. A differenza del cemento, le righe sono dei nastri fisici inchiodati al suoli e se la terra si accumula sopra la riga, la telecamere potrebbe percepire in modo sbagliato gli spazi inducendo il sistema a una chiamata sbagliata.
