Stenta a decollare il 2026 di Flavio Cobolli, che dopo l’eliminazione al primo turno all’Australian Open è stato sconfitto nettamente all’esordio dal connazionale Luca Nardi. Una sconfitta pesante per il tennista romano, che in Francia si è presentato con un nuovo taglio di capelli molto simile a quello dell’amico Carlos Alcaraz. Vittoria importante invece per il pesarese, che cerca la svolta in questa nuova stagione.
- Cobolli, il taglio in stile Alcaraz non basta: il derby di Montpellier va a Nardi
- Inizio di 2026 da dimenticare per Cobolli
- Nardi, sarà l’anno della definitiva esplosione?
Cobolli, il taglio in stile Alcaraz non basta: il derby di Montpellier va a Nardi
Cobolli si è presentato al torneo di Montpellier con un nuovo taglio di capelli che ricorda molto quello che spesso abbiamo visto ad Alcaraz, sfumato e rasato ai lati. Le similitudini tra Flavio e il recente vincitore dell’Australian Open si esauriscono però qui, perché al debutto nel torneo francese l’azzurro è stato protagonista di una prestazione un po’ sottotono per uno che solo pochi mesi fa aveva trascinato l’Italia al terzo successo consecutivo in Coppa Davis. Merito però anche del suo avversario Nardi, protagonista di una prestazione praticamente perfetta che lo ha portato a dominare il connazionale con il netto risultato di 6-2 6-3.
Inizio di 2026 da dimenticare per Cobolli
Al netto dei meriti di Nardi, questa sconfitta testimonia un inizio di stagione molto complicato per Cobolli. Quella a Montpellier è infatti la terza partita persa su quattro partite disputate nel 2026, con l’unica vittoria che è arrivata alla prima uscita dell’anno contro Stan Wawrinka al termine di una lunga battaglia. Dopo di che sono arrivate solo sconfitte per Flavio, le ultime due (quindi questa contro Nardi e quella all’esordio all’Australian Open, dove però aveva accusato problemi di stomaco), anche in maniera netta.
Nardi, sarà l’anno della definitiva esplosione?
Chi invece spera che il 2026 sia l’anno della svolta è certamente Nardi, giocatore dal talento sopraffino (tanto da essere diventato l’italiano più giovane a entrare nella classifica ATP a 14 anni), ma che ha sempre faticato a trovare continuità e a gestire i momenti complicati, tanto che nelle ultime tre stagione ha sempre galleggiato intorno alla top-100. La finale raggiunta al Challenger 125 di Manama e le buone prestazioni offerte a Montpellier fanno però ben sperare Luca e soprattutto gli appassionati di tennis, che certamente avranno bene in mente la sua incredibile impresa contro Novak Djokovic nel 2024 e quella sfiorata l’anno scorso contro Alcaraz.
