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Come sta Rocchi dopo la tempesta e i veleni: il legale svela tutto e il messaggio di Zappi

Il designatore travolto dall’indagine che ha scosso di nuovo il calcio italiano: condizioni e dubbi sulla comparizione. Il legale dell'ex fischietto allo scoperto

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

C’è una domanda che finora nessuno si è posto: come sta Gianluca Rocchi? Come sta vivendo la tempesta che lo ha travolto all’improvviso e che lo ha portato ad autosospendersi dal ruolo di designatore arbitrale? Accusato di concorso in frode sportiva, l’ex fischietto non ha ancora deciso se rispondere all’invito a comparire fissato per il 30 aprile: quella di giovedì potrebbe essere una giornata chiave per l’inchiesta condotta dal pm Maurizio Ascione che ha scosso i vertici dell’AIA. Di tutto questo ha parlato il legale di Rocchi, Antonio D’Avirro, a Radio CRC.

Caos arbitri, come sta Gianluca Rocchi

Soltanto lunedì scorso Rocchi era tornato a Open Var dopo una lunga assenza, giustificata dai tanti impegni sui campi che lo avevano costretto ad affidare il timone del format in onda su DAZN alla sua squadra. Poche ore dopo è esplosa la bomba, l’ennesimo terremoto che ha colpito il calcio italiano, già scosso dalla mancata qualificazione al Mondiale e dalle sue conseguenze, che hanno portato agli addii a catena di Gianluca Gravina, Gigi Buffon e Gennaro Gattuso.

La bufera si è ora estesa anche al mondo arbitrale, con un’inchiesta che presenta ancora molti lati oscuri ma che ha già prodotto i primi effetti: gli indagati Rocchi e il supervisore Andrea Gervasoni si sono autosospesi. “Rocchi non sta bene, si trova coinvolto in una tempesta”, ha dichiarato D’Avirro a CRC. “Pur essendo una persona forte e capace, è rimasto molto colpito dalla contestazione di frode sportiva, che è pesante”.

L’invito a comparire: la decisione

Giovedì 30 aprile Rocchi dovrebbe comparire davanti ai pm, ma al momento non è stata ancora presa una decisione definitiva. “Domani decideremo se andare oppure avvalerci della facoltà di non rispondere”, spiega il legale del designatore.

E aggiunge: “Ci troviamo in una situazione di totale oscurità, perché non conosciamo i dettagli dell’accusa di concorso in frode sportiva. Non essendo a conoscenza degli elementi contestati, non presentarsi può essere un’ipotesi valida”. Gli indagati appartengono tutti alla classe arbitrale, mentre non risultano coinvolti club. “Attendo che vengano depositati gli atti, dopodiché difenderò il mio cliente”.

Il messaggio di Zappi a Rocchi

Sulla situazione di Rocchi e Gervasoni si è soffermato anche Antonio Zappi, presidente dell’AIA, a margine dell’udienza al Coni davanti al Collegio di Garanzia dello Sport sul ricorso contro la sua inibizione di 13 mesi. Zappi ha rivelato di aver “inviato un messaggio” a entrambi: “Sono molto vicino e solidale con loro. Sono inibito, ma c’è anche un aspetto umano”.

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