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Como si dice Champions? Non Alvaro Morata, l'anno nero del bomber spagnolo che perde anche i Mondiali

L'ex Milan unica nota stonata della stagione magica dei lariani: neanche un gol, 916' giocati e il ct De La Fuente lo fa fuori anche dalla nazionale

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Il Paradiso è biancoblù ma non chiamatelo miracolo. Il Como scrive la storia centrando per la prima volta la Champions League e conta i suoi record: 71 punti con 15 giocatori under 23. Nico Paz la stella polare ma dietro di lui i segreti sono tanti, come i 13 gol dell’attaccante ellenico Tasos Douvikas, l’estro del veterano della squadra Lucas Da Cunha, le geometrie di Perrone e ovviamente le idee di Fabregas che sarà stato anche aiutato dai corposi investimenti del gruppo indonesiano Djarum – il più ricco nel calcio italiano – ma ha saputo creare un mix armonioso che vuole stupire ancora. Una sola la nota stonata: fallita la scommessa Morata.

Il discorso di Fabregas

Dopo il successo di Cremona Fabregas ha stretto a sè la squadra ed ha fatto un discorso breve ma essenziale: «Questo è l’ultimo cerchio della stagione. Ve l’ho detto il giorno prima di Parma: vinciamo entrambe le partite ed andiamo in Champions. Non so perché ve l’ho detto, avevo una sensazione, io reagisco sempre d’istinto. Ma ragazzi, dipende tutto da voi. Il merito è di ciascuno di voi, noi cerchiamo di aiutarvi, cerchiamo di darvi le soluzioni di cui avete bisogno, ma siete voi il motivo per cui tutto questo è così bello. Vi sarò grato per tutta la mia vita. Probabilmente questo sarà il miglior gruppo che io allenerò mai. Non ho dubbi, sarete ricordati per sempre. Ora possiamo dirlo, eccome. E ora, ragazzi, godetevi delle bellissime vacanze. Godetevi una grande festa, vi meritate tutto. In bocca al lupo a chi tra voi andrà al Mondale».

L’ultima delusione di Morata

Tra chi al Mondiale non ci andrà c’è Alvaro Morata, l’ultima goccia di fiele di un anno no per l’ex Milan: 25 presenze (di cui solo 9 da titolare) e 0 gol in campionato con la maglia del Como, 916 minuti giocati e un solo assist. Nervoso, spaesato e impreciso sotto porta il bomber spagnolo è sembrato il fantasma del campione che è stato.

L’anno nero del bomber

Dalla definitiva separazione con Alice Campello («Abbiamo ottimi rapporti – ha detto di recente l’influencer veneta che però non vive più sotto lo stesso tetto di Morata e non è più coinvolta nella società di investimenti immobiliari del giocatore in Spagna, di cui fino a poco tempo fa era amministratrice in solido. – io sto benissimo e ovviamente mi dedico ai miei figli, loro sono la priorità assoluta») è stato un cammino tutto in salita per il giocatore. Un anno da incubo che si è chiuso con l’ultimo sogno spezzato.

La lista della Spagna per i Mondiali

Oggi il ct della Spagna De La Fuente, infatti, ha ufficializzato la lista dei 26 che parteciperanno ai Mondiali e Morata non c’è. Oyarzabal guiderà l’attacco, con Ferran Torres come suo vice. Borja Iglesias rappresenta un’ulteriore opzione. De la Fuente non ha avuto dubbi poi su Lamine Yamal e Nico Williams , né su Merino. Questa la lista definitiva:

Portieri: Unai Simón, David Raya e Joan García.

Difensori: Pedro Porro, Marcos Llorente, Laporte, Cubarsí, Pubill, Eric García, Cucurella e Grimaldo.

Centrocampisti: Rodri, Zubimendi, Pedri, Mikel Merino, Fabián Ruiz, Dani Olmo, Gavi.

Attaccanti: Nico Williams, Baena, Oyarzabal, Ferran, Borja Iglesias, Yeremy Pino, Lamine Yamal e Víctor Muñoz.

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