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Compleanno senza Simoncelli: ecco come Marco vive ancora

Il 20 gennaio l'indimenticato campione avrebbe spento 31 candeline. Ma a Rimini la fidanzata e tanti fan lo ricorderanno così.

Marco Simoncelli, il 20 gennaio 2018, avrebbe compiuto 31 anni. Lo avrebbe fatto se non si fosse messo di mezzo il destino, in quella disgraziata domenica 23 ottobre 2011 che pose fine alla sua esistenza in un tragico concatenamento di eventi assurdi ma purtroppo veri.

La MotoGP correva a Sepang e il Sic, come tutti i suoi tifosi lo chiamavano per via delle grafiche televisive (la sigla “Sim” era occupata da Julian Simon), era carico. Quel 2011 era stato un anno difficile per lui, il secondo nella classe regina delle due ruote. Un anno in cui la sua grande passione per le corse, unita a una caparbietà senza pari, lo avevano fatto finire nel mirino di alcuni colleghi. Soprattutto spagnoli.

Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo, in particolare, lo avevano accusato di eccessiva irruenza, a causa di alcuni incidenti verificatisi negli anni precedenti. Ma il Sic si era rimboccato ancora una volta le maniche ed era ripartito. Dal podio di Brno, il primo della carriera in MotoGP. Ma i fasti della Classe 250 e del mondiale vinto nel 2008 erano ancora lontani, il Sic pretendeva molto di più da se stesso. E per se stesso, oltre che per tutti quei tifosi che lo amavano alla follia, in Italia e non solo.

Aveva registrato un filmato, poche ore prima della tragedia. Avvisava tutti di essere pronto per il GP della Malesia, di essersi preparato al meglio e di essere carico. Poi successe l’impreventivabile.

Nelle prime fasi della gara, al secondo giro, la sua Honda scivolò sull’asfalto. Il GP di Simoncelli stava per finire. In questi casi la moto schizza nella via di fuga, molto più veloce del suo centauro che nella caduta si arresta molto prima. Il Sic invece si aggrappò alla sua moto, terribile metafora di una vita concepita in virtù del grande sogno di essere un asso mondiale delle due ruote. Un sogno realizzato, ma che stava per terminare nel peggiore dei modi.

La sua Honda, invece di ruzzolare al suolo, riprese aderenza. Ma in una posizione tale da tagliare la traiettoria al gruppo di piloti che si trovavano alle spalle del romagnolo. E con un’inclinazione fatale per il cranio di Simoncelli, che quasi toccava il suolo.

Marco fu investito da Colin Edwards e Valentino Rossi, lo stesso Valentino che rappresentava per lui un modello, un idolo. E che era diventato collega e grande amico.

Il suo casco fu sbalzato via, il suo corpo esanime finì nella ghiaia. Poi l’agonia, il decesso, la commozione di tutti. Il Milan, la squadra per cui batteva il suo cuore, che poche ore dopo giocò a Lecce con un nodo collettivo allo stomaco.

Ma Marco non è stato dimenticato. I suoi amici, i colleghi e i suoi tanti fan lo ricordano ogni anno, su ogni pista. E ogni anno, il 20 gennaio, tutto il mondo lo ricorda nella sua Coriano in occasione della manifestazione legata alla sua onlus ‘Buon Compleanno Sic’, voluta dai suoi genitori e in cui non manca mai Kate Fretti, la sua storica fidanzata.

“L’ultimo progetto della fondazione è un centro diurno per Casa Santa Marta. I lavori sono a buon punto, a settembre inauguriamo. Era un progetto molto ambizioso, ma dopo tre anni di raccolta fondi ce l’abbiamo fatta”, ha dichiarato Kate a ‘Rimini Today’, non nascondendo la propria emozione per l’affetto generale nei confronti del suo Marco: “Questo evento è sepre incredibile, con tanti amici e tifosi di Marco che si danno appuntamento per ricordarlo. Per l’edizione 2018, inoltre, torniamo a Rimini dove c’è stato il primo appuntamento ed è ancora più emozionante sapere che in tutte queste persone il Sic continua a vivere e a regalare emozioni”.

SPORTAL.IT | 20-01-2018 11:55

Compleanno senza Simoncelli: ecco come Marco vive ancora Fonte: Getty Images

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