Domenica contro l’Udinese Antonio Conte siederà per l’ultima volta sulla panchina del Napoli. Manca solo l’ufficialità, ma la decisione ormai è stata presa. Una decisione consensuale, presa di comune accordo tra il tecnico salentino e il presidente Aurelio De Laurentiis. I rumors, le indiscrezioni, le “voci di dentro” coincidono, anche se c’è chi ricorda che anche l’anno scorso, subito dopo lo Scudetto, l’addio sembrava vicinissimo, con Conte destinato al clamoroso ritorno alla Juve. Stavolta c’è una novità: De Laurentiis, infatti, ha già sondato la disponibilità del successore. Un altro cavallo di ritorno: Maurizio Sarri.
- Conte, le parole dopo Pisa e la chiamata di De Laurentiis a Sarri
- Le ragioni del divorzio tra Conte e il Napoli: Nazionale alla finestra
- I veleni di Corona: la rivolta della squadra e le maldicenze sul tecnico
Conte, le parole dopo Pisa e la chiamata di De Laurentiis a Sarri
Ad anticipare l’addio era stato lo stesso Conte subito dopo la vittoria sul Pisa e l’aritmetica certezza della qualificazione in Champions. Frasi sibilline, che non lasciavano trasparire ancora certezze. Eppure, come riportato da Sky, in realtà dopo l’ultima di campionato sarà tempo di annunci e di svolte. Al posto di Conte, che in due anni a Napoli ha conquistato uno Scudetto, un secondo posto (manca un punto per l’aritmetica certezza) e una Supercoppa italiana, siederà l’allenatore in rotta con la Lazio, che in un triennio sotto il Vesuvio – dal 2015 al 2018 – ha collezionato due secondi e un terzo posto, con una media punti di 86-87 a stagione.
Le ragioni del divorzio tra Conte e il Napoli: Nazionale alla finestra
Ma perché il Napoli e Conte si separano proprio nell’anno del centenario della società azzurra, in quella che dovrebbe essere una stagione di nuovi investimenti e che invece sembra animata dall’esigenza di contenere le spese? Fondamentalmente, De Laurentiis dopo due annate insolitamente “spendaccione” per i suoi canoni intende tornare al passato, all’austerity e alla valorizzazione delle risorse interne. Il tecnico, invece, più che altro è rimasto ferito dalle critiche – anche interne alla società – relative ai troppi infortuni. E adesso, magari, potrà dire di sì alla Nazionale. Difficile pensare a un riavvicinamento last minute, anche perché arrivano echi di spogliatoio in subbuglio.
I veleni di Corona: la rivolta della squadra e le maldicenze sul tecnico
Il personaggio è quello che è. Stanno facendo discutere, però, le rivelazioni di Fabrizio Corona a “Falsissimo”. L’ex paparazzo ha parlato di un blocco consistente della squadra azzurra contrario all’allenatore e ai suoi metodi da “despota”, di allenamenti “nazisti”, di emarginazione del presidente – “non può parlare della squadra” – e del figlio Edo – “cacciato da Castel Volturno” e di infortuni provocati dai suoi metodi brutali. Meret, secondo Corona, sarebbe stato messo fuori squadra per una domanda sugli allenamenti e avrebbe capeggiato una sorta di sommossa: dall’entourage del portiere assicurano che la denuncia per le illazioni non tarderà ad arrivare. “Mi pagano per sputt… Conte”, la rivelazione di Corona. Nutrita la lista di big contrari al tecnico. Congetture, ovviamente, di cui l’ex paparazzo si assume tutte le responsabilità.
