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Conte non si nasconde e trova la chiave della sconfitta

L'allenatore dell'Inter commenta il ko in rimonta subito all'Olimpico contro la Lazio.

Perdere appena due partite su 24 in campionato, ma farlo contro le due rivali per lo scudetto non è il massimo per un allenatore. Se il tecnico in questione si chiama Antonio Conte, poi, che ha notoriamente un pessimo rapporto con le sconfitte, è ancora peggio. Fatto sta che la sua Inter cade in campionato dopo quattro mesi cedendo in rimonta alla Lazio. Il ko dell’Olimpico è pesante perché costa ai nerazzurri il secondo posto e punti preziosi nella lotta al titolo: ora l’Inter è terza a -3 dalla Juventus e a -2 dalla Lazio.

Ovvio che l’umore del tecnico salentino non sia dei migliori: "Veniamo da situazioni dove siamo stati rimontati dopo essere andati in vantaggio, come avvenuto a Barcellona o Dortmund: partite che avevi in pugno e alla fine hai perso – ha detto Conte a 'Sky Sport' – Dobbiamo fare un percorso, questi ragazzi devono migliorare per affrontare le situazioni nella giusta maniera anche oggi come a Barcellona e Dortmund abbiamo perso dopo aver avuto in pugno la partita. Ad inizio ripresa sembravamo impauriti, poi c'è stato grandissimo impegno, ma non è bastato".

“Vogliamo dare un po' fastidio in vetta, essere arrivati in questa maniera ad uno scontro diretto deve renderci orgogliosi ma al tempo stesso dobbiamo capire che c'è strada da fare. Il match è stato sfalsato da due gol evitabilissimi che hanno segnato una partita in cui non ho visto una squadra superiore all’altra. La prestazione c’è stata, ma abbiamo regalato i gol. Abbiamo commesso ingenuità che fanno parte del percorso di crescita”

Ha pesato ancora l'assenza di Handanovic, Padelli non è stato impeccabile: "Non voglio entrare nel dettaglio, dobbiamo però essere più sereni – ha detto Conte parlando delle responsabilità sui gol della Lazio – Ci facciamo prendere troppo dalla frenesia e invece serve grande freddezza, forti del lavoro che facciamo quotidianamente. Ci sono margini di miglioramento importanti, poi i calciatori devono metterci del proprio".
 
L'Inter ha creato poco in attacco: "Dobbiamo crescere anche come personalità; stai vincendo uno scontro diretto e nel secondo tempo devi entrare diversamente. Già nel giro palla eravamo troppo timorosi e non capisco perché. Poi sul 2-1 abbiamo ripreso a fare azioni offensive, ma quando stai vincendo devi comunque attaccare. Sono step che dobbiamo fare, alcuni ragazzi hanno cambiato anche modo di giocare. Comunque non ci fasciamo la testa, è stata una buona prestazione in una partita equilibrata. Dobbiamo lavorare e credere in quello che facciamo".
 

SPORTAL.IT | 17-02-2020 00:08

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