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Coppa d’Africa folle, il Senegal lascia il campo dopo un rigore al Marocco: poi la figuraccia e le lacrime di Diaz

Finale di partita regolamentare assurdo in Coppa d'Africa, con il Senegal che prima abbandona il campo per protesta contro un rigore in favore del Marocco e poi fa dietrofront e rimane in partita grazie a un errore grossolano errore di Brahim Diaz

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Matteo Morace

Matteo Morace

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Clamoroso quanto successo nella finale di Coppa d’Africa. Richiamato dal Var al 95’ l’arbitro ha assegnato un rigore discutibile in favore del Marocco, scatenando la rabbiosa reazione del Senegal, che su iniziativa del proprio allenatore abbandona il campo facendo ritorno nello spogliatoio per protesta, salvo poi fare dietrofront per far sì che la partita si concluda regolarmente. Dal dischetto però Brahim Diaz si rende protagonista di una figuraccia, in seguito alla quale scoppia in lacrime, consapevole dell’enorme occasione persa in favore della sua nazione.

Il Senegal lascia il campo dopo un rigore in favore del Marocco

Una finale di Coppa d’Africa bellissima e combattutissima, scaduta poi nell’assurdo nei minuti di recupero. È il 95’ quando l’arbitro viene chiamato dal Var per vedere un fallo in area di rigore del Senegal, con le immagini che mostrano Brahim Diaz finire a terra dopo un contatto con Diouf. Nonostante il contatto fosse molto leggero il direttore decide di assegnare un rigore in favore del Marocco che potrebbe essere decisivo visti i pochi minuti rimanenti e il risultato ancora fisso sullo 0-0.

Questa decisione scatena le accesissime polemiche da parte del Senegal – anche per via di un gol annullato pochi minuti prima per un fallo su Hakimi -, con l’allenatore Pape Thiaw che dopo qualche minuto di discussione decide di ritirare la propria squadra, invitando i giocatori a lasciare il campo e rientrare negli spogliatoio, accettando di perdere la sfida a tavolino, ma non di uscire sconfitti per quella che considera una clamorosa ingiustizia sportiva.

Il dietrofront del Senegal, l’erroraccio e le lacrime di Brahim Diaz

Non tutti però decidono di seguire il proprio allenatore, come Sadio Mané, che rimasto sul rettangolo di gioco ha provato prima a convincere i propri compagni a non uscire e poi a rientrare in campo, riuscendoci e permettendo dunque al match di riprendere. Dal dischetto si presenta allora Brahim Diaz, che sui piedi ha una palla d’oro per rompere la maledizione della sua nazione e regalare la Coppa d’Africa al Marocco.

L’ex trequartista del Milan, probabilmente innervosito anche dalla lunga attesa prima di calciare il penalty, però dal dischetto si rende protagonista di una vera e propria figuraccia, calciando uno scavetto molto debole e poco alto che diventa facilmente preda dell’immobile Mendy. Consapevole della gravità dell’errore Diaz scoppia in lacrime, con i suoi compagni che accorrono a confortarlo dopo che l’arbitro ha fischiato la fine dei tempi regolamentari.

Beffa Marocco, il Senegal conquista la Coppa d’Africa

Giusto per non smentire il detto “gol mangiato, gol subito”, poco dopo l’inizio del primo tempo supplementare il Senegal trova il gol del vantaggio con Pape Gueye, con il Marocco che cerca inutilmente il pareggio nei minuti restanti (ad andare più vicini al gol sono in realtà i giocatori di Thiaw). A laurearsi campioni d’Africa sono dunque i senegalesi, con i marocchini che dovranno ora digerire la loro ennesima sconfitta-beffa nella storia di questa competizione, che non vincono da esattamente 50 anni.

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