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Coppa Davis, il messaggio di Sinner prima di Italia-Austria: la promessa a Berrettini, Volandri e agli Azzurri

La rivelazione fatta subito dopo la finale delle ATP Finals: Jannik guarderà i match "da lontano" ma sarà vicino ai suoi compagni attraverso sms e chiamate WhatsApp.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Il suo no per qualche giorno è diventata la notizia più commentata d’Italia. L’argomento di tendenza, quello intorno a cui discutere seduti attorno al tavolino di un bar, piuttosto che nel calderone dei social. Vi ricordate tutte le polemiche per il gran rifiuto di Jannik Sinner alla Coppa Davis? Sembra passata una vita, è storia di una ventina di giorni fa. Nel frattempo Jannik ha vinto prima il Masters 1000 di Parigi, poi le ATP Finals di Torino e tutti quelli che lo avevano duramente bacchettato per la sua “mancanza di italianità” si sono affrettati a salire sul carro dei festeggiamenti, in parata da nord a sud della Penisola.

Sinner, le finali di Davis seguite da lontano

Ora che Sinner coi suoi successi ha fatto dimenticare la sua assenza dalla Davis, che tra un ritiro illustre e l’altro e con la sua formula cervellotica si sta confermando poco più di un trofeo di secondo piano, per giunta esterno alle logiche ATP, viene da chiedersi: Jannik seguirà le partite? Farà il tifo per i compagni di squadra, anche se a distanza? In che modo farà sentire comunque il suo “peso” nel gruppo azzurro, lui che in altre circostanze – ad esempio, il girone dello scorso anno sempre a Bologna – aveva saltato l’appuntamento in campo, ma s’era fatto vedere in tribuna, da “tifoso” vip?

Italia, i messaggini di Jannik agli Azzurri

Alla domanda ha risposto lo stesso Sinner nella sala stampa della Inalpi Arena, subito dopo la conclusione del match contro Carlos Alcaraz che ha chiuso trionfalmente la sua stagione. Il rosso di San Candido ha garantito che cercherà di seguire gli incontri della Davis, anche se “da lontano”, e soprattutto ha dato un’indicazione chiara a proposito della sua partecipazione emotiva al torneo al fianco degli Azzurri: “Manderò un messaggio prima di ogni partita, mi farò sentire coi ragazzi, sarò sempre con loro”. Una sorta di promessa fatta a Berrettini, a Volandri, ma anche agli altri membri della squadra: Sonego, altro suo amicone, e i doppisti Bolelli e Vavassori.

Davis Cup, la proposta di Sinner e Alcaraz

Chissà se nei suoi sms o nelle sue videochiamate Jannik darà qualche suggerimento utile sugli avversari, a cominciare da quelli dell’Austria, o se si limiterà a toccare le corde emotive. Fatto sta che, come ribadito dallo stesso fenomeno altoatesino nel corso delle ATP Finals, questa Davis fatica a farsi apprezzare dal pubblico e dagli stessi tennisti. Soprattutto da quelli top. Il sogno condiviso da Sinner, dallo stesso Alcaraz e da altri big come Shelton sarebbe quello di un ritorno al passato, di una Davis con partite in casa e in trasferta, a cadenza biennale. Un “vero” appuntamento cult, inserito in un calendario armonizzato. Un sogno, ma forse non (ancora) un’utopia.

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