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Coronavirus, Adriano Galliani va all'attacco

Adriano Galliani, dirigente del Monza ed ex Ad del Milan, ha parlato della situazione legata all'allerta Coronavirus.

24-03-2020 18:25

Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza e senatore della Repubblica Italiana, ha parlato dell’attuale situazione di blocco per l’allerta coronavirus nel Paese in un’intervista a ‘TeleRadioStereo 92.7′, senza risparmiare critiche alla gestione iniziale dell’emergenza: “Faccio fatica a dare colpe agli altri Paesi, anche l’Italia ha perso tempo e doveva partire prima con i decreti”.

“Non mi sento di giudicare nessuno, ma se l’Italia avesse chiuso prima si sarebbero visti i risultati. Io vivo in Lombardia e due terzi dei morti arrivavano da questa regione, bisognava chiudere prima” ha ammonito l’ex dirigente del Milan.

“Guarda caso da quando siamo chiusi i contagi e i morti sono diminuiti. Non essendoci vaccini l’unica soluzione è rimanere a casa rinchiusi e isolati. Questo virus se ne andrà completamente quando ci sarà un vaccino, ma ci vorrà comunque un anno o due”.

Il dirigente brianzolo ha aggiunto che la quarantena non gli pesa, al momento: “Sono in casa e non esco assolutamente, ma la giornata vola. Leggo i giornali durante la notte, mentre prima lo facevo la mattina, e durante la giornata ci sono molte più comunicazioni rispetto a prima. Grazie alle nuove tecnologie riesco a fare riunioni e conferenze a distanza. Credo che ci sarà un mondo prima e dopo il Coronavirus, ci si abituerà a vivere con questi mezzi in un modo diverso rispetto a come abbiamo fatto fino a qualche settimana fa”.

Sulla possibile crisi economica, Galliani ha poi dichiarato: “Sono preoccupato come tutti per la salute di ognuno, ci sono ancora centinaia di morti ogni giorno e bisogna pensare a questo. Poi quando la guerra contro questo nemico invisibile sarà finita arriverà il momento di ricostruire il Paese che sta perdendo 100 miliardi al mese di produzione, bisognerà capire se i consumi riprenderanno come prima, cosa che io dubito”.

Galliani ha parlato anche della situazione legata al blocco degli eventi sportivi: “Abbiamo appena appreso che le Olimpiadi sono state spostate all’anno prossimo, bisogna affidarsi alla comunità scientifica e saranno i medici a dirci quando si potrà tornare a giocare. Fare previsioni adesso è inutile. Dipende dall’andamento del virus, certo è che quando usciremo di casa non sarà più come prima, vedo difficile che 80mila persone possano tornare a radunarsi a San Siro“.

“Credo si giocherà per molto a porte chiuse e poi forse uno seggiolino si e uno. Ma certamente ora bisogna pensare solo alla salute e poi a tutte le altre attività e il calcio è una delle altre attività” ha poi concluso l’ad del Monza.

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