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Coronavirus: Serie A in estate, la posizione degli arbitri

Il presidente dell'AIA Nicchi si è espresso sull'emergenza Coronavirus e la ripresa dei campionati.

07-04-2020 18:41

Coronavirus: Serie A in estate, la posizione degli arbitri Fonte: 123RF

Intervenuto a TMW Radio, Marcello Nicchi ha parlato delle problematiche relative al Coronavirus: “Il momento è particolarmente difficile, non avrei mai pensato di ritrovarmi in una situazione del genere, passare le giornate a lavorare in video-conferenza davanti al pc e al telefono per portare un sorriso, un abbraccio e un incoraggiamento a questi ragazzi chiusi in casa, che stanno rispettando alla grande le direttive varie”.

“Bisogna tutti essere cauti, riflessivi, senza farsi prendere da sconforto e facili ottimismi. La situazione è brutta, complicata e difficile. Come tutti auspichiamo un giorno, chissà quando e lo deciderà chi è addetto alla salute, di tornare alle nostre attività“.

“Quando lo sport ripartirà tutti dovranno capire che la componente arbitrale sarà da attenzionare, perché siamo quelli più a rischio. Non abbiamo solo la A, la B, la C. Ci preoccupano di più le realtà dilettantistiche. Il rischio ancora è alto, gli arbitri si muovono in tutta Italia tramite treni, stazioni ed entrano in contatto con tanta gente che non conoscono. Chiediamo tutela: non vogliamo fare gli eroi, ma neanche i piagnoni”.

Sui problemi che potrebbero sorgere se la stagione dovesse finire in estate: “Io ho diecimila problemi al giorno. Tra le altre cose era l’anno elettorale, sia per noi che per la FIGC che per il CONI. Dovremo chiaramente prorogare perché ora di assemblee non se ne possono fare. Se la stagione di solito finisce al 30 giugno, questa volta potrebbe finire più avanti. A noi va benissimo, non c’è problema. Agiremo con deroghe, farò quello che la mia autorità mi impone di fare”.

Quando riprenderà la serie A potrebbe non esserci più la Var: “Non me ne frega niente, e lo dico in franchezza. Se ci sarà sarà ancora più bello, perché anche in tempo di guerra non si buttano via le conquiste. Ma se non ci sarà è perché non avremo ambienti in cui si possa operare. Quando dicevamo della sala Var a Coverciano è per questo, sarebbe tutto diverso se operassero tutti da lì. Ma oggi si lavora in stanzine piccole, e anche lì serve sicurezza, perché ci sono anche gli operatori. Dobbiamo tutti fare dei sacrifici: pure se il calcio ripartisse senza Var, non ce ne preoccuperemmo. Se c’è bene, sennò si va avanti lo stesso”.

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