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Coronavirus, Galliani vuole misure drastiche per salvare il calcio

L'ex amministratore del Milan parla delle misure da adottare per fronteggiare l'emergenza Coronavirus.

L'ex amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, oggi dirigente del Monza, in un'intervista al Corriere dello Sport ha parlato del calcio italiano travolto dall'emergenza Coronavirus, spingendo per misure drastiche.

"La priorità è la salute e in casi come questo si impongono i poteri d’emergenza. Il cambiamento sarà, oltre che sociale, economico, le due cose sono evidentemente collegate. La ripresa sarà lunga, difficile, la riduzione dei consumi mi preoccupa. Potrei farle un sacco di esempi, ma preferisco soffermarmi su un aspetto poco considerato, gli effetti del Coronavirus sull’industria del turismo che ha un’incidenza notevole sul pil del Paese. Per turismo intendo hotel, ristoranti, bar, impianti balneari. La contrazione del pil sarà inevitabile per questo servono strumenti di contrasto e protezione".

L'Europeo spostato al 2021: "L’Uefa ha fatto benissimo a spostare Euro2020 e la Fifa si è adeguata con la Coppa America, anche se da quelle parti il problema è meno avvertito. La ripresa dei campionati potrebbe essere a maggio, ci sarebbero i tempi per concluderli".

Galliani è fortemente contrario ai play-off per decidere scudetti, promozioni, e retroscessioni: "Sono per il rispetto del regolamento. Siamo partiti in un modo e in quel modo dobbiamo finire. Se non si dovessero completare tutte e 38 le giornate sarebbe giusto cristallizzare la classifica al momento dell’ultimo turno disputato, come in altri sport, la F.1, la moto. Mi auguro che non ci sia bisogno di questo e che tutto si risolva nel migliore dei modi". 

"In questa fase tanti tirano la corda dalla propria parte, per questo faccio i complimenti alla Lega Pro che ha preso una direzione unica. Ricordo che sono stato anche presidente della Lega di A, per questo dico che Francesco Ghirelli è stato il primo a istituire un comitato di crisi che assicura assistenza sotto tutti i punti di vista ai club attraverso una società di revisione. Il calcio non è soltanto Ronaldo, Ibra e Messi, è fatto di giocatori che nelle categorie inferiori guadagnano poco più della gente comune. Calciatori, tecnici, staff e direttori sportivi sono lavoratori a tempo determinato, per questo hanno bisogno di misure di sostegno".

L'ex ad rossonero dice la sua anche sugli stipendi dei calciatori: "Mi lasci dire che non ci siamo. Dieci, quindici, venti per cento: ma che senso ha indicare numeri a capocchia? Mi assumo la paternità della proposta e lascio che sia un giornale autorevole come il suo a diffonderla: ci si affidi alla migliore società di revisione del mondo, autonoma e indipendente, e le si chieda nei tempi corretti di fare la conta dei danni. Sulla base delle sue conclusioni si potrà stabilire il taglio dei compensi, magari prevedendo dei premi sulle stagioni successive. Serve un arbitrato". 

"Il calcio perderà alla fine il 5, il 10, il 15? E il taglio dovrà essere del 5, del 10 o del 15. Il resto sono soltanto chiacchiere, demagogia, improvvisazione, non potendo ancora sapere se la stagione finirà".

SPORTAL.IT | 20-03-2020 13:23

Coronavirus, Galliani vuole misure drastiche per salvare il calcio Fonte: 123RF

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