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Coronavirus, Inter senza pace: il calendario può cambiare ancora

Il presidente del Geafe preme perché non si giochi la gara di andata degli ottavi di finale a Siro: la reazione dei nerazzurri.

11-03-2020 01:35

Attesa come una delle sfide più spettacolari degli ottavi di finale di Europa League, la vigilia di Inter-Getafe potrebbe anche, clamorosamente, non disputarsi.

La causa è sempre quella, l’emergenza per la diffusione del Coronavirus che sta mietendo un numero di vittime significativo per Francia e Spagna, che hanno visto propagarsi sempre negli ultime ore le cifre sui contagi. Milano, come si sa, è a tutti gli effetti una zona rossa, quasi come il resto dell’Italia, ma è fatale che a livello sportivo e politico si debba provare ad andare avanti, sfruttando magari gli spiragli lanciati dal Decreto governativo dell’8 marzo.

Per le manifestazioni sportive sono previste deroghe per permettere agli atleti e ai componenti delle squadre di raggiungere zone che non sarebbero raggiungibili proprio dopo l’inasprimento delle misure e tutto questo vale ovviamente anche per le gare di Champions e Europa League.

A tale proposito il presidente del Getafe, Angel Torres, ha usato parole molto chiare annunciando la volontà della società di non partire alla volta di Milano dove giovedì 13 marzo alle ore 21 sarebbe in programma l’andata degli ottavi di Europa League contro l’Inter: “Il governo spagnolo ha emesso un decreto che ci sembra buono, vedremo cosa dirà il governo italiano. Se dirà lo stesso, non saremo in grado di viaggiare e la partita sarà annullata o rinviata, ha detto Torres, in riferimento al blocco dei voli charter tra le due nazioni.

“Manca ancora la decisione definitiva – ha aggiunto Torres –  L’Uefa non ha detto nulla, siamo in contatto ma entro oggi deve decidere”.

In realtà, secondo quanto risulta, le società stanno provando a forzare la mano dell’Uefa al fine di ottenere una deroga ai blocchi ai voli. Non sorprende che anche l’Inter sia in prima fila per provare a far giocare la partita, dal momento che, qualora l’attività riprendesse davvero il 3 aprile come anticipato dal Governo nel Decreto dello scorso 8 marzo, l’ultima parte di stagione dei nerazzurri sarebbe piena di incontri su due fronti, campionato e Europa in caso di qualificazione, costringendo i giocatori di Conte a scendere in campo ogni tre giorni e di concludere l’annata in piena estate.

“Paura del viaggio? Non c’è paura, ci sono responsabilità e cautela – ha concluso il presidente del Getafe. Il virus c’è anche a Madrid, non è necessario andare in Italia”. E proprio quest’ultima considerazione potrebbe spingere l’Uefa a rivalutare la possibilità di rinviare le partite sull’asse Spagna-Italia in programma questa settimana, scenario che aumenterebbe “l’isolamento” del calcio italiano. Anche la trasferta della Roma a Siviglia sempre di giovedì 12 marzo è a serio rischio così come quella del Napoli a Barcellona del 18 marzo.

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