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Coronavirus, Serie A in rivolta: spunta la data limite prima del crollo

Club di Serie A in rivolta contro il Governo: se non si riparte, potrebbe crollare l'intero sistema.

28-04-2020 08:00

Coronavirus, Serie A in rivolta: spunta la data limite prima del crollo Fonte: 123RF

Serie A in rivolta contro il Governo dopo l’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che non fa chiarezza sulla ripresa degli allenamenti. I club della massima divisione sono fortemente delusi per la mancanza di una indicazione precisa di una data di ripartenza, e considerano il 14 giugno l’ultima data utile per far ripartire il campionato: sono necessari quindi almeno 4 settimane per rimettere in condizione i giocatori dopo mesi di stop, a rischio c’è la tenuta fisica degli atleti.

Fonti della Lega, sottolinea l’Ansa, sottolineano che al Governo erano state chieste due date, quella per la ripartenza degli allenamenti e quella per il campionato, e che è stato quindi disatteso un accordo politico raggiunto nei giorni scorsi. Non è dello stesso parere l’Esecutivo: “Nessun accordo sul riavvio della Serie A è stato raggiunto nei giorni scorsi”, fa sapere il ministero dello sport all’Ansa.

Stupore e sconcerto anche per le parole del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che ha giudicato il protocollo varato dalla Figc come insufficiente e ha messo ancora in forte dubbio la ripresa del campionato. Si teme inoltre che non arrivi l’ultima rata dei pagamenti delle pay-tv, prevista per il primo maggio, ed è possibile uno scontro legale.

Scintille anche tra i vertici delle istituzioni: Gravina e Malagò sono ai ferri corti. Secondo i club se non si riparte potrebbe crollare l’intero sistema, con effetti devastanti per tutto lo sport e per l’economia del Paese.

A distanziarsi dal coro di critiche contro il Governo è il presidente del Brescia Massimo Cellino, che spinge per uno stop definitivo: “La società Brescia Calcio esprime pieno sostegno nei confronti del Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili, Vincenzo Spadafora, per le decisioni serie e responsabili adottate. In una situazione tanto delicata quale sta attraversando il nostro Paese, siamo certi che il Ministro, seguendo la linea fin qui tenuta, saprà indirizzare la pratica del calcio e della Serie A nelle modalità più corrette e appropriate”.

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