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Coronavirus, Serie A: salta l'accordo sul taglio agli stipendi

Risposta di fuoco dell'Aic dopo che i club avevano trovato l'intesa: "Proposta vergognosa".

06-04-2020 19:34

Il calcio italiano, alle prese con veleni e discussioni già da prima che venisse stoppato il campionato per la pandemia da Coronavirus, sembrava aver trovato un’oasi di pace dopo che i club di Serie A avevano raggiunto l’accordo per il taglio degli stipendi dei giocatori.

Ma quando tutto sembrava fatto è arrivato il no dell’Assocalciatori, che rimette tutto in discussione e allunga un’ombra preoccupante sulle settimane che separano dalla ripresa della Serie A e degli altri campionati, scenario che sembra sempre più probabile.

Nell’Assemblea di Lega andata in scena lunedì, le società avevano votato all’unanimità una soluzione che prevedeva la riduzione di un terzo della retribuzione totale annua lorda qualora non si riprendesse l’attività e di un sesto se nei prossimi mesi si completerà la stagione. Particolare fondamentale, come chiarito dalla stessa Lega, era che i club avrebbero poi dovuto trovare gli accordi con i singoli calciatori. E qui è arrivato l’altolà.

“In linea con le azioni volte a diminuire il costo lavoro adottate a livello nazionale e internazionale – le parole del comunicato della Lega – la Lega Serie A ha deliberato oggi, all’unanimità con esclusione della Juventus che ha già raggiunto un accordo coi propri giocatori, una comune linea di indirizzo per contenere l’importo rappresentato dagli emolumenti di calciatori, allenatori e tesserati delle prime squadre”.

Questo invece il comunicato di risposta dell’Aic, che usa termini molto duri per stroncare la bozza d’accordo: “È una proposta vergognosa e irricevibile” il commento del vicepresidente Umberto Calcagno spiega: “E’ chiara l’indicazione che si vuol far pagare solo ai calciatori gli eventuali danni della crisi. L’unica parte rilevante del comunicato della Lega è l’inciso con cui si dice che le squadre dovranno negoziare le modifiche contrattuali con i singoli giocatori”.

La discussione riparte quindi da capo e il clima nel calcio italiano è sempre più pesante.

 

SPORTAL.IT

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