Cos'è lo short track: a che velocità arrivano, come funziona una gara e caratteristiche della pista
Per l’Olimpiade invernale di Milano Cortina, lo short track è concentrato in un blocco molto “televisivo”: dal 10 al 20 febbraio 2026. Si gareggia al Milano Ice Skating Arena all’Unipol Forum
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Virgilio Sport
Redazione
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C’è un’immagine che spiega lo short track meglio di mille definizioni: una curva da prendere al limite, gomito a gomito, con il rumore delle lame sul ghiaccio e una balaustra protetta da padding pronta a “prendere” chi sbaglia di un nulla. È uno sport rapidissimo, tattico e spesso imprevedibile: non è solo cronometro, è posizione, è scia, è tempismo. Per l’Olimpiade italiana, lo short track è concentrato in un blocco molto “televisivo”: dal 10 al 20 febbraio 2026. Si gareggia al Milano Ice Skating Arena dell’Unipol Forum.
Il dato più solido per farsi un’idea arriva dai 500 metri, la distanza sprint per eccellenza: con un record mondiale in 39.505 secondi, la velocità media è circa 45,6 km/h. In gara, soprattutto quando il gruppo si compatta e l’uscita di curva diventa una fiondata, diverse guide del settore riportano picchi che possono arrivare intorno ai 48 km/h. La sensazione di “iperspeed” nasce dal contesto: si corre in un palazzetto, su un ovale compatto, con traiettorie ravvicinate e sorpassi che si giocano in pochi metri.
La pista: un ovale da 111,12 metri
Lo short track vive su una pista standard da hockey: la superficie deve essere almeno 60 × 30 m. Dentro quel rettangolo si disegna l’ovale: la lunghezza ufficiale della pista è 111,12 m, misurata su una linea che passa a 0,50 m dal bordo interno segnato dai “track markers/blocks”.
I marker non sono un dettaglio estetico: sono parte della geometria della pista. In ogni curva ce ne sono sette, e non vengono fissati al ghiaccio (così, in caso di contatto, non diventano un pericolo rigido). La zona di gara in rettilineo deve avere almeno 7 m di larghezza.
Poi c’è la parte che il pubblico percepisce anche senza conoscerla: la sicurezza. Il regolamento ISU richiede sistemi di protezione/padding lungo le balaustre; e per eventi come i Giochi Olimpici indica esplicitamente che il sistema deve includere padding “movable”, cioè capace di assorbire urti e ridurre il rischio nelle cadute ad alta velocità.
Perché proprio 111,12? È una misura standard internazionale: rende ripetibile la gara ovunque e permette di tradurre facilmente distanze e giri. Per orientarsi serve un trucco semplice: nello short track i giri sono pochi, ma ogni giro conta “doppio”. Le equivalenze più utili:
500 m = 4,5 giri
1000 m = 9 giri
1500 m = 13 giri
3000 m = 27 giri
5000 m = 45 giri
Il formato è quasi sempre a eliminazione: si parte da batterie (heats/qualificazioni) e si avanza verso quarti, semifinali e finali. L’ISU chiarisce che il numero effettivo di turni dipende dal numero di iscritti: più partecipanti, più “gradini” prima di arrivare alle finali.
La gestione di partenze e irregolarità è parte integrante dello spettacolo. Una regola importante: in linea generale, l’ISU prevede un avviso alla prima falsa partenza; la successiva falsa partenza nella stessa gara comporta penalità per il responsabile, e il regolamento contempla anche l’impostazione “una falsa partenza per gara” in contesti internazionali.
E quando l’arrivo è in volata, entra in scena la tecnologia: il cronometraggio ufficiale produce tempi in millesimi, e le decisioni si appoggiano a sistemi di foto-finish e revisione video in casi specifici.
Staffette: la velocità con il “cambio”
Se le gare individuali sono scacchi a 45 km/h, le staffette sono la stessa partita… ma con più variabili. A livello internazionale e olimpico, le distanze di riferimento includono:
Staffetta femminile 3000 m
Staffetta maschile 5000 m
Mixed team relay 2000 m
Il mixed, in particolare, è costruito per tenere insieme ritmo e caos controllato: accelerazioni, cambi, gestione della posizione e rischio contatti.
Favoriti e “blocchi di potenza”: cosa dicono i fatti recenti
Nello short track, fare il nome “giusto” è difficile perché una gara può essere decisa da una penalità o da un contatto. Però si può costruire una mappa credibile guardando a due bussole: tradizione olimpica e forma recente.
Sul piano storico, la nazione più medagliata è la Corea del Sud (53 medaglie), davanti a Cina e Canada.
Sul piano della forma recente, i segnali più netti arrivano dai leader della stagione pre-olimpica e dai Mondiali:
William Dandjinou: campione del mondo in carica e vincitore del Crystal Globe per la seconda stagione consecutiva.
Courtney Sarault: stagione 2024–25 chiusa al n. 1 del World Tour, con nove medaglie complessive nel circuito.
Xandra Velzeboer: indicatori fortissimi nei 500, con successi mondiali e una firma su finali di altissimo livello.
Hanne Desmet: oro nei 1000 m ai Mondiali 2025.
In sintesi: Milano–Cortina arriva con uno scenario molto competitivo, dove i “soliti blocchi” storici restano centrali, ma i risultati recenti mostrano gerarchie dinamiche e una densità di contendenti che rende lo short track uno degli sport più imprevedibili del programma.
Short track, spedizione italiana a Milano Cortina
A Milano Cortina 2026 lo short track avrà anche un’Italia molto presente e trasversale, con 10 convocati (5 uomini e 5 donne) e riserve, e soprattutto con l’ambizione di essere competitiva nelle tre staffette oltre che nelle prove individuali. Il volto simbolo resta Arianna Fontana, mentre al maschile la guida è Pietro Sighel, che arriva da una stagione di alto livello sul circuito ISU (tra classifica di specialità e piazzamenti di vertice).
Attorno a loro c’è un gruppo che – tra uomini e donne – ha già dato segnali concreti, anche con podi e risultati di squadra nelle tappe del World Tour (con una staffetta maschile capace di stare con continuità tra le prime e una femminile salita fino al secondo posto nell’ultimo appuntamento citato da FISG), segno che il “pacchetto Italia” non si appoggia più solo ai singoli ma punta forte anche sulla profondità e sull’organizzazione di squadra.
Gli Azzurri dello short track alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina
Di seguito l’elenco dei convocati per i Giochi invernali del 2026 in programma tra Milano e Cortina dal 6 al 22 febbraio 2026.
Uomini: Andrea Cassinelli – Thomas Nadalini – Lorenzo Previtali – Pietro Sighel – Luca Spechenhauser.