Cosa è successo a Jannik Sinner a Parigi, quando a un game dalla vittoria contro Juan Manuel Cerundolo il rosso di San Candido è andato improvvisamente in riserva piantandosi sul più bello e trasformando il finale in una lunga agonia? Se lo chiedono i tantissimi tifosi del campione azzurro, se lo chiedono in primis lo stesso Sinner e il suo entourage. Il sogno di trionfare al Roland Garros è rinviato, così come quello di completare il Career Slam: bisogna però capire perché Jannik è andato in tilt, anche per evitare che la storia possa ripetersi in futuro. Se per “danneggiare” Sinner basta farlo giocare a mezzogiorno sotto un caldo torrido, i suoi nemici (e non sono pochi nel circuito) potrebbero aver trovato la kryptonite per neutralizzarlo.
- Sinner, i controlli dopo la crisi contro Cerundolo
- La frase urlata da Jannik a Vagnozzi: "Lasciami solo"
- Exertional Heat Illness: la condizione vissuta da Sinner
- Pregliasco abbraccia Jannik: "Anche i campioni restano umani"
- Il fatalismo di Scanagatta: quanti infortuni per i miti dello sport
- Il futuro di Sinner: un mese senza tennis prima di Wimbledon
Sinner, i controlli dopo la crisi contro Cerundolo
“Dobbiamo vedere col team qual è la cosa migliore da fare”, ha detto Sinner dopo il match con l’argentino. “Devo fare dei controlli per vedere cosa è successo al mio corpo“. Chissà che i tanti impegni e il fatto di non aver saltato alcun Masters 1000 non l’abbiano sfiancato prima dello Slam francese: “Ho giocato veramente tanto in questi ultimi due mesi e mezzo”. Difficile anche stabilire se ci siano relazioni tra il malessere accusato al Roland Garros coi malori precedenti, sempre in qualche modo legato al campo: “Secondo me era una cosa diversa, tante cose messe insieme. Non sono riuscito a tirarmi fuori da queste difficoltà, altre volte trovo le soluzioni. Stavolta non avevo energie”. Col riferimento all’aver dormito male che ha provocato mugugni.
La frase urlata da Jannik a Vagnozzi: “Lasciami solo”
La certezza è che Sinner è stato talmente male durante il match contro Cerundolo da aver persino zittito Simone Vagnozzi. Un atteggiamento inconsueto per un campione di stile, oltre che per un ragazzo educatissimo come Jannik. Durante un turno di battuta, il tecnico marchigiano s’è alzato in piedi per dare delle indicazioni e Sinner lo ha interrotto: “Puoi lasciarmi un attimo solo? Un attimo solo“, l’urlo rivolto all’allenatore che si è ritirato in buon ordine nel box accanto a Cahill. Un gesto di disappunto, da parte di Jannik, spiegabile con la tensione e i disagi provocati dal malessere che stava vivendo.
Exertional Heat Illness: la condizione vissuta da Sinner
Ma che tipo di malore ha accusato Sinner? La Gazzetta dello Sport ha interpellato il professor Fulvio Morello, responsabile del Pronto Soccorso dell’ospedale Le Molinette di Torino, secondo cui Jannik ha vissuto una condizione patologica inquadrabile come “Exertional Heat Illness”, un po’ più di un semplice malessere, un po’ meno di un classico “colpo di calore”. “L’atleta diventa tachicardico, ipoteso fino ad arrivare a una sensazione di svenimento. A questi sintomi si sommano delle problematiche di natura muscolare – come i crampi e la perdita della forza muscolare – e gastrointestinale, come il vomito, oltre a mal di testa, confusione, vertigine e difficoltà di coordinamento motorio”. L’unico modo di gestire questi malori, secondo Morello, “è con il raffreddamento dell’atleta e con l’idratazione tramite sali minerali, insieme a una serie di interventi fisioterapici per i crampi”. Finchè non passa il vomito, ovviamente, è tutto più difficile.
Pregliasco abbraccia Jannik: “Anche i campioni restano umani”
Interessante anhe il punto di vista di Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, riportato dal quotidiano Il Mattino. “I sintomi accusati da Sinner, tra cui vertigini, nausea e improvviso calo di energie, potrebbero dipendere da più fattori combinati. Tra le possibili cause ci sarebbero stanchezza accumulata, recupero non completo, pressione agonistica, problemi legati al sonno e condizioni ambientali particolarmente pesanti. Senza dati clinici precisi non è possibile formulare una diagnosi certa, ma eviterei polemiche e ricerca di colpe. Anche i campioni restano esseri umani“.
Il fatalismo di Scanagatta: quanti infortuni per i miti dello sport
Per un addetto ai lavori del calibro di Ubaldo Scanagatta, direttore del sito Ubitennis, infortuni come quello accusato da Sinner fanno parte del gioco. Nel ricordare i casi sfortunati di Jury Chechi, Gianmarco Tamberi, Larissa Iapichino, Vanessa Ferrari, Sergey Bubka, Giancarlo Antognoni o Gigi Riva, il decano dei giornalisti di tennis chiosa serafico: “Chiamasi destino. Che ti premia tante volte, ma che quando decide di punirti lo fa severamente. Lo ha fatto con Carlos Alcaraz per tutta la stagione sulla terra e sull’erba, lo ha fatto con Jannik Sinner nel corso dell’appuntamento cui lui – dichiaratamente – teneva di più. Lo aveva detto mille volte”.
Il futuro di Sinner: un mese senza tennis prima di Wimbledon
E adesso? In attesa che gli esami strumentali e i controlli del caso diano risposte esaurienti, la strategia di Sinner è definita. Lo era anche prima, per la verità: nessun torneo prima di Wimbledon. Complice l’eliminazione anticipata a Parigi, Jannik potrà tirare il fiato per un mese buono visto che il via dello Slam londinese sull’erba è fissato per lunedì 29 giugno. Una pausa utile a ricaricare le batterie e a rimettere un po’ di benzina nelle gambe. “Credo mi faccia bene”, ha sottolineato il numero 1 della classifica ATP. A Wimbledon avrà un titolo da difendere, quello più importante di tutta la sua straordinaria carriera.
