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Cristiano Ronaldo jr, dalla Juventus al Real Madrid sulle orme del padre: il sogno di CR7 e il dubbio Mondiale

Il figlio 15enne di Ronaldo in prova al Real, dove il padre ha fatto la storia: che cosa si dice di Cristianinho e l'ultima pazza idea del 5 volte Pallone d'Oro

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Quando il talento è un affare di famiglia, da tramandare di padre in figlio. Cristiano Ronaldo jr sulle orme del papà cinque volte Pallone d’Oro: dai primi passi mossi alla Juventus fino al Real Madrid, passando per il Manchester United e l’Al Nassr. Quindici anni e un futuro assicurato nel grande calcio: in Portogallo, dove sta svolgendo tutta la trafila nelle giovanili della nazionale, ne sono sicuri. E – a quanto pare – anche in Spagna. ‘Cristianinho’ – professione attaccante come l’illustre genitore – è in prova a Valdebebas con la squadra Under 16 e le probabilità che possa lasciare l’Arabia Saudita per trasferirsi a Madrid, dove CR7 ha scritto la storia, sono altissime.

Cristiano Ronaldo jr: dalla Juventus al Real Madrid

Il primogenito di Cristiano Ronaldo ha iniziato a giocare a calcio in Italia, quando il papà indossava la maglia della Juventus, nelle tre stagioni dal 2018 al 2021. Dunque, le basi della sua carriera sono state gettate nel Belpaese, poi ha seguito il padre al Manchester United e infine all’Al Nassr, dove milita nella settore giovanile.

Ora, però, Ronaldo jr sembra pronto a spiccare il volo, a ‘smarcarsi’ dal genitore per intraprendere una nuova avventura nel luogo in cui il padre ha dato il meglio di sé dando vita a una rivalità infinita a colpi di gol, trofei e Palloni d’Oro con Leo Messi. CR7 sr ha militato nella corazzata della capitale spagnola dal 2009 al 2018, segnando la bellezza di 450 reti in 438 partite, bisogna aggiungere altro?

Che cosa si dice di Cristianinho

Il classe 2010 è in prova con i ‘Cadetti’ del Real Madrid da lunedì e, secondo le norme della Fifa, potrà allenarsi con la squadra iberica fino a un massimo di otto settimane. Durante questo lasso di tempo agli ordini di mister Carlos Cura, la Casa Blanca avrà modo di valutare il calciatore che attualmente fa parte del settore giovanile dell’Al Nassr.

Come rivela il quotidiano sportivo As, il primo impatto con la squadra e i nuovi compagni di squadra è stato più che positivo, tanto che tutti lo definiscono “super umile ed educato”. Fisicamente già strutturato per un ragazzo della sua età, Cristianinho, impiegato nelle prime sedute come ala destra, si contraddistingue per velocità, agilità e tecnica, tutte qualità in comune col papà.

Il sogno di papà Cristiano

A 41 anni, Cristiano Ronaldo non ne vuole sapere di appendere gli scarpini al chiodo. Sono ancora tanti gli obiettivi nel mirino, perché fame e ambizione non tramontano mai. Questione di dna, di una mentalità votata alla perfezione. Atleta esemplare, una macchina. L’ex Juventus punta ai mille gol in carriera: al momento ha raggiunto quota 965.

Poi il Mondiale, che sarebbe la ciliegina sulla torta dopo aver già condotto il Portogallo sul tetto d’Europa nel 2016, senza dimenticare le due Nations League nel 2019 e nel 2025. Visto che di ritiro almeno per ora non se ne parla, chissà che papà Ronaldo non culli anche un altro sogno, il più romantico: giocare almeno una partita con il figlio.

Il dubbio Mondiale

La carta d’identità e l’infortunio che lo ha costretto a saltare il doppio appuntamento del Portogallo contro Messico e Stati Uniti hanno aperto il dibattito in patria: Cristiano Ronaldo deve giocare titolare ai Mondiali? Sì, c’è chi nutre dubbi in merito.

Fermo ai box da un mese per un problema al bicipite femorale della coscia destra, la stella lusitana ha lasciato l’Arabia Saudita – proprio in concomitanza dello scoppio della guerra in Medio Oriente – per curarsi a Madrid presso il suo fisioterapista di fiducia e prepararsi al meglio al grande appuntamento estivo. Difficile, anzi impossibile immaginare che il ct Roberto Martinez possa far accomodare in panchina il capitano e il leader della squadra: i rischi supererebbero decisamente i benefici.

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