Il triste passo d’addio di Cristiano Ronaldo, all’ultimo Mondiale della sua carriera. La sconfitta contro la Spagna nei minuti di recupero cancella definitivamente il sogno di CR7, inasprisce gli interrogativi sul suo utilizzo quasi forzato e accentua le polemiche in patria.
- CR7, l'ultimo passo di danza Mondiale
- CR7 e quel paragone forzato
- Le critiche dal Portogallo, ma i numeri non mentono
- CR7 e il suo curriculum Mondiale
CR7, l’ultimo passo di danza Mondiale
A capo chino fuori dal campo, evitando contatti, abbracci e qualsiasi altra manifestazione d’affetto, dai compagni e dagli avversari. Gli si avvicina il solo Rodri: gli batte la mano sul petto, poi lo lascia andare. Cupo, deluso, sicuramente arrabbiato Cristiano Ronaldo: quasi un lutto l’eliminazione del Portogallo dai Mondiali, non tanto per il risultato (1-0 per la Spagna, gol di Merino al 91’), quanto per il significato di questa sconfitta.
Tutto confermato: quello in corso è l’ultimo Mondiale del campione portoghese. Nella sua ricca bacheca mancherà per sempre il titolo più ambito, ricercato, ma mai conquistato. Non sarà l’ultimo passo di danza della sua carriera, quasi certamente continuerà a giocare per un anno ancora, forse due, finché il fisico reggerà. Ma con la Nazionale potrebbe aver chiuso ogni discorso ieri sera.
CR7 e quel paragone forzato
Sei Mondiali disputati, ha segnato in tutti e sei, rimane questa magra consolazione: “Ho la coscienza tranquilla, ho dato il massimo. Sì, è stato il mio ultimo Mondiale, ora penserò alla famiglia, è la vita”, ha commentato a caldo CR7. Poi, per abbassare la tensione e riportare su di sé la luce, ha spiegato: “Ho vinto tre titoli col Portogallo, il più importante è l’Europeo del 2016, che per me vale più di un Mondiale”. Passo e chiudo.
Un tentativo forzato di alleggerire la disperazione dell’ennesimo flop Mondiale. Un tentativo a vuoto, perché in Portogallo vogliono CR7 fuori dalla Nazionale. Impietoso il confronto con il quasi coetaneo Lionel Messi, mattatore con la sua Argentina, autore di 7 gol e di giocate da fuoriclasse. Cristiano ne ha provate qualcuna, ma è apparso decisamente appannato. La brillantezza, ovviamente, non è quella di un tempo. Tantomeno la velocità d’esecuzione.
Le critiche dal Portogallo, ma i numeri non mentono
Già dopo un’ora dalla fine della partita, sul principale organo di stampa portoghese, A Bola, in un editoriale durissimo, forse pure troppo, nei confronti di CR7, si sono spenti i riflettori sul capitano lusitano, sicuramente in maniera ingenerosa considerato quanto ha dato alla sua Nazionale: “È imperativo chiudere il suo ciclo, che si è protratto ben oltre il dovuto”, si legge, senza possibilità di replica.
Cristiano Ronaldo, al di là delle difficoltà incontrate a 41 anni al suo ultimo Mondiale, rimane il miglior marcatore di sempre nella storia delle Nazionali di calcio, avendo segnato 146 gol in 233 presenze. Nessuno, nel mondo, ha fatto come o meglio di lui. Inoltre è uno dei quattro calciatori ad aver disputato almeno 200 partite con la Nazionale.
CR7 e il suo curriculum Mondiale
Aveva 21 anni nel 2006 quando ha disputato il suo primo Mondiale, quello vinto dall’Italia in Germania. Il Portogallo arrivò in semifinale e lui divenne il più giovane marcatore portoghese di sempre in una fase finale di una Coppa del Mondo. Nel 2010 uscì agli ottavi di finale, segnò solo alla Corea del Sud, perdendo proprio contro la Spagna (un altro 1-0).
Nel 2014 trascinò i lusitani alla qualificazione segnando 4 volte nei playoff contro la Svezia, ma non riuscì a superare il turno eliminatorio. Un gol in tre partite. Ne segnò tre alla Spagna nel 2018, ma agli ottavi si arrese all’Uruguay, quindi il flop in Qatar nel 2022, sorpreso dal Marocco con un solo gol all’attivo, mentre Messi alzava al cielo la sua prima Coppa del Mondo.
