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Maldini risponde a Berlusconi sulle critiche al nuovo Milan

Il direttore dell'area tecnica dei rossoneri ha analizzato il difficile momento di squadra e società dopo il cambio di allenatore.

Intervistato da ‘Sky Sport’ in uno speciale che andrà in onda sabato 26 ottobre, Paolo Maldini, direttore dell’area tecnica del Milan, ha fatto il punto sul proprio lavoro e sul difficile momento della squadra, che ha già subito un cambio di allenatore, da Marco Giampaolo a Stefano Pioli.

“Il momento è delicato, ma fa parte della ricrescita del club. Ci sono stati tre cambi di proprietà in pochi anni, che hanno sicuramente minato questa squadra. Il cambio di allenatore di quest’anno è una cosa che non ci aspettavamo. E’ stata una decisione che abbiamo preso a malincuore, perché comunque è stata una scelta nostra condivisa con il club, che mirava ad avere un tecnico con concetti forti, che potesse sopperire un pochino alla mancanza di esperienza della squadra, che effettivamente è abbastanza giovane”.

Maldini è poi entrato nello specifico del cambio di guida tecnica: “Se si prende una decisione a metà campionato, la stagione è già andata. Se la si prende all’inizio può essere affrettata, è vero, c’è questo rischio, ma c’è anche l’idea di incidere sulla stagione in corso”.

“Alle critiche sono abituato, ma credo in quello che faccio – ha proseguito l’ex difensore – Forse una cosa su cui non siamo stati bravi noi e non è stata brava la proprietà è nel parlare e dire gli obiettivi, e nel dire quello che abbiamo ereditato. Abbiamo ereditato una squadra con un passivo di 125 milioni, abbiamo fatto un mercato a zero l’anno scorso, ci sono tante cose che non sono state dette, siamo stati banditi dall’Europa anche per le gestioni precedenti, abbiamo ricevuto multe, l’anno scorso di 12 milioni, sempre a causa delle gestioni precedenti. Il cammino è difficile e se lo si dice, secondo me, i tifosi e chi guarda il Milan avrebbero un’idea più completa della situazione che si vive qui dentro. Come tutti, la mia permanenza o no sarà figlia dei risultati”.

Il passo più succoso dell’intervista riguarda però la secca risposta di Maldini alle critiche che spesso e volentieri Silvio Berlusconi riserva al nuovo corso rossonero: “Berlusconi è stato sicuramente un grandissimo Presidente, il migliore che io potessi avere all’età di 19 anni, dopo che da tre anni giocavo già titolare con il Milan. E’ una persona a cui voglio bene e sempre gliene vorrò, ma devo dire che questa sua tendenza a risultare spiritoso e fare sempre battute spesso lo rende inelegante. Questa è una cosa assolutamente personale, ma l’affetto che ho provato e che provo per lui rimarrà sempre immutato”.

Infine uno sguardo ottimistico al futuro e una speranza ai tifosi che vogliono tornare a vedere un Milan competitivo ad alti livelli: “Il fatto che io sia qui a lavorare e che con me ci sia una persona come Boban testimonia che non vogliamo tornare a quei livelli alti fra 10 o 15 anni, ma serve tempo. La nostra presenza dovrebbe dare una sorta di garanzia di rientro a determinati livelli in tempi accettabili, anche se quantificarli diventa difficile. Se nell’idea della società, ma non è così, c’è l’idea di tornare competitivi tra 15 anni e fare 12 anni da squadra di media classifica in Serie A, noi non saremo sicuramente quelli che saranno a capo della direzione sportiva”.

 

SPORTAL.IT | 25-10-2019 20:13

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