Virgilio Sport

Mondiali 2026, il ct della Corea del Sud si dimette dopo le critiche del presidente: minacce di morte per Hong Myung-bo

Hong Myung-bo lascia la nazionale dopo essere stato definito "incompetente" dal presidente Lee Jae-myung. Un caso che ricorda da vicino le dimissioni di Dino Zoff

5 min di lettura

Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Web editor

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

Ci sono parole che pesano più di una sconfitta. E ci sono allenatori che, quando si sentono messi in discussione sul piano personale prima ancora che professionale, preferiscono fare un passo indietro. È ciò che è successo in Corea del Sud, dove il commissario tecnico Hong Myung-bo ha rassegnato le dimissioni all’indomani dell’eliminazione dal Mondiale 2026 e dopo il durissimo attacco del presidente della Repubblica, Lee Jae-myung. Una storia che, inevitabilmente, riporta alla memoria quanto accadde in Italia nel 2000, quando Dino Zoff lasciò la panchina azzurra dopo le parole di Silvio Berlusconi.

L’eliminazione dal Mondiale e la scelta di lasciare

La Corea del Sud ha chiuso il proprio Mondiale già nella fase a gironi. Inseriti nel Gruppo A con Messico, Sudafrica e Repubblica Ceca, i sudcoreani hanno raccolto appena tre punti, frutto della vittoria contro i cechi e delle sconfitte con messicani e sudafricani. Una delusione enorme per una nazionale che sperava almeno di raggiungere la fase a eliminazione diretta.

La decisione che più di tutte è stata contestata a Hong Myung-bo è stata quella di lasciare inizialmente fuori il capitano Son Heung-min nella delicatissima sfida contro il Sudafrica, partita nella quale alla Corea sarebbe bastato un pareggio per restare in corsa. Una scelta che ha alimentato polemiche e critiche già nelle ore successive al ko.

Le parole del presidente: “Persone incompetenti”

La situazione è precipitata quando il presidente della Corea del Sud, Lee Jae-myung, ha pubblicamente attaccato la gestione tecnica della nazionale. Parole durissime, che hanno colpito direttamente il commissario tecnico.

“Quando si valorizzano la lealtà e il favoritismo più della competenza e si nominano persone incompetenti in posizioni di leadership, il risultato è praticamente inevitabile”, ha scritto il presidente sui social, prima di aggiungere: “Porgo le mie più sincere scuse al pubblico per la profonda delusione causata da questo risultato inaccettabile. Agiremo rapidamente per riformare l’amministrazione sportiva e garantire che una cosa del genere non accada più”.

Dichiarazioni che hanno avuto l’effetto di una sentenza e che hanno reso praticamente inevitabile l’epilogo.

La risposta di Hong: “Ho sempre pensato al calcio coreano”

Poche ore dopo è arrivata la decisione di Hong Myung-bo, che in conferenza stampa ha annunciato le proprie dimissioni, difendendo però il lavoro svolto negli ultimi due anni.

“Negli ultimi due anni mi sono posto la stessa domanda ogni volta che ho dovuto prendere decisioni importanti: è la scelta giusta per il calcio coreano? Non posso dire che tutte le decisioni siano state corrette, ma posso assicurare di averle prese pensando al calcio coreano”, ha spiegato il tecnico.

Poi il saluto alla sua nazionale: “Tiferò per la nazionale dal profondo del mio cuore e spero che la squadra possa ritrovare la fiducia e l’affetto della gente”.

Da Seul a Roma, il precedente di Dino Zoff

La vicenda ricorda inevitabilmente quanto accadde nell’estate del 2000. Dopo la finale dell’Europeo persa contro la Francia, Silvio Berlusconi criticò duramente l’operato del commissario tecnico Dino Zoff, parlando di “scelte indegne” e sostenendo che “lo avrebbe notato anche un dilettante” il modo in cui andava marcato Zinedine Zidane.

Quelle parole colpirono profondamente l’ex portiere della Nazionale, che rassegnò immediatamente le dimissioni nonostante la fiducia confermata dalla FIGC. Anni dopo, Zoff spiegò così la propria scelta: “Le critiche le accetto tutte, ma fu usato il termine indegnità e questo non potevo accettarlo da chi aveva responsabilità pubbliche”.

Ventisei anni dopo, dalla Corea del Sud arriva una storia diversa nei dettagli ma simile nella sostanza: quando le critiche diventano un attacco personale e pubblico, per alcuni allenatori la dignità viene prima della panchina.

Minacce di morte a Hong Myung-bo

Nel frattempo per Hong Myung-bo è scattato anche l’allarme in patria, con la polizia che – stando a Radio Seoul – ha avviato un’indagine per minacce di morte in seguito a un messaggio online di un utente che si dichiarava di essere un cittadino statunitense e che ha affermato di voler uccidere l’ormai ex ct della Corea del Sud all’aeroporto internazionale di Incheon al suo ritorno nel paese. La polizia ha messo sotto sorveglianza il sito nel quale era apparso il messaggio e starebbe cercando di identificare l’autore.

Mondiali 2026, il ct della Corea del Sud si dimette dopo le critiche del presidente: minacce di morte per Hong Myung-bo Getty

Leggi anche:

Gioielleria Delfino

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

 SPORT TREND

Caricamento contenuti...