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Cucchi svela le proposte Uefa, tifosi scatenati: “Sono sciacalli”

L’intervista al vicepresidente Michele Uva crea una nuova ondata di polemiche tra i fan

Il calcio non è la priorità. E’ questo il messaggio che molti tifosi vogliono mandare in questo momento. I campionati, sia nazionali che internazionali, sono fermi. Ma c’è chi prova a guardare avanti. Il vicepresidente della Uefa, Michele Uva, in un’intervista a Repubblica ha svelato l’intenzione di portare a termine le competizioni in modo da limitare i danni anche da un punto di vista economico.

Il tweet

A rilanciare l’intervista è stato il giornalista Riccardo Cucchi che ha invitato alla riflessione sugli spunti di riflessioni lanciati da Uva. “Ci sarà una perfetta integrazione tra Europa e campionati nazionale. C’è un tavolo aperto di lavoro tra noi, i club, le leghe che discute dei calendari. L’obiettivo è di concludere tutto ovviamente, anche se si dovesse ricominciare a giocare a maggi. Ma davvero non ci sono precedenze, si tratta di armonizzare le attività. Non è importante per noi finire il 30 giugno ma per i club. In quella data scadono i contratti dei giocatori e ci sono migliaia di svincolati in Europa che hanno già firmato accordi per cominciare a giocare con i nuovi club dal 1 luglio. Una soluzione andrà trovata”.

Altro tema all’ordine del giorno è quello dei conti dei club. In molti potrebbero andare in difficoltà nel corso di questa lunga pausa, ma l’Uefa non mette in discussione alcuni principi: “Il fair play finanziario? I vicoli restano, per l’accesso alle competizioni del prossimo anno valgono i conti della stagione 18/19, più il primo semestre del 19/20. Ovviamente terremo in considerazione quello che sta succedendo ma mai come adesso sono necessari controlli sul rigore dei conti. Annullare il FFP significherebbe condannare il sistema al disastro finanziario. Sarebbe una follia”.

Le reazioni

Le parole di Uva hanno trovato reazioni discordanti. Sono tanti i tifosi che in questo momento credono che il mondo del calcio debba fare un passo indietro ma è lo stesso Cucchi a ricordare: “Il calcio produce passione ma anche lavoro. E non mi riferisco solo ai calciatori. Le società sono aziende e che tutte le aziende se si fermano falliscono.  E con loro chi lavora anche nell’indotto”.

Ma c’è chi dissente: “Sinceramente non mi interessa minimamente di che fine facciano campionati e coppe. Possono metterla come vogliono mala verità è che per loro è solo un problema economico e mi pare più che fuori luogo”.

Ma c’è anche chi approfitterebbe di questa situazione di crisi per ripensare il sistema: “Dal punto di vista della serie A – scrive Fulvio – non c’è occasione migliore per rifare tutto dalle fondamenta, meno politica e più manager, meno televisione e più diversificazione. Più ricchezza e meglio distribuita. E’ un’utopia farlo al 100% ma si può mettere qualche mattonino”.

E Alex pensa al futuro: “Non si può nemmeno non pensarci proprio per non peggiorare la situazione rimandando tutto a “poi si vedrà”. La priorità è chiaro quale sia, ma non dobbiamo nemmeno passare da una crisi all’altra. Meglio farsi trovare pronti”.

SPORTEVAI | 26-03-2020 11:51

Cucchi svela le proposte Uefa, tifosi scatenati: “Sono sciacalli” Fonte: Ansa

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