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Da Dortmund a Liverpool: Klopp

"Io credo in una filosofia di gioco molto emotiva, molto veloce e molto forte. Le mie squadre devono giocare con grande intensità e sempre al limite in ogni singola partita".

“Io credo in una filosofia di gioco molto emotiva, molto veloce e molto forte. Le mie squadre devono giocare con grande intensità e sempre al limite in ogni singola partita”: queste le prime dichiarazioni di Klopp da neo allenatore del Liverpool. Il tecnico tedesco è famoso e riconosciuto per il gioco espresso dalle sue squadre, lo confermano le sue parole dove esprime che non è solo importante vincere ma anche come si vince. Lo ha dimostrato sia nel Borussia Dortmund che nel Liverpool dove ha sempre mantenuto e perseguito la sua idea di calcio.

Nel 2013 il Borussia Dortmund arriva in finale di Champions League, poi persa contro il Bayern Monaco: questo anno il Liverpool si trova già in finale con la possibilità, battendo il Real Madrid, di alzare la coppa dalle grandi orecchie. Due percorsi molto simili, di due squadre simili e con lo stesso allenatore: il Dortmund non era favorito per la vittoria finale così come il Liverpool non lo era alla vigilia del cammino in Champions League. I giocatori presenti nelle due squadre sono i migliori interpreti per esprimere il gioco di Klopp, basato su verticalizzazioni, pressing asfissiante e giocate di qualità: l’allenatore tedesco cura molto la fase offensiva rispetto alla fase difensiva, lo confermano i reparti d’attacco con Gotze, Reus, Blaszczykowski e Lewandowski da una parte e Salah, Firmino e Manè dall’altra. Sia il Borussia Dortmund che il Liverpool hanno un tratto distintivo comune al suo allenatore: il Gegenpressing. Il Gegenpressing  è un modo di intendere calcio, fatto di pressing alto e asfissiante atto a non far giocare l’avversario che non ha tempo per pensare e gestire il pallone. A conferma di ciò, Subotic, ex difensore giallonero attualmente al Saint Etienne, dichiara: “Se la squadra fosse stata in cerchio e avessero lanciato un pezzo di carne nel mezzo ci saremmo buttati sopra come dei piranha. Eravamo così entusiasti di giocare. Abbiamo acquisito una mentalità speciale, altrimenti avremmo fatto fatica ad adattarci al nostro allenatore, Jürgen Klopp. Chi non voleva combattere non aveva possibilità. Tutti hanno pensato che fosse una cosa speciale giocare per il Borussia Dortmund“.

La tenacia e il temperamento di Klopp non si manifesta soltanto sul terreno di gioco e negli spogliatoi ma anche durante gli allenamenti e al di fuori del rettangolo verde. Lo testimonia un aneddoto raccontato dallo stesso allenatore tedesco in un’intervista rilasciata al Guardian: durante il suo periodo al Mainz prima di approdare al Borussia Dortmund, ha portato il Mainz in ritiro su un lago in Svezia senza elettricità e senza cibo, perché voleva che la squadra sentisse di poter sopravvivere a qualsiasi cosa. Avrà fatto lo stesso con il Borussia e il Liverpool? Questo non lo sappiamo però la cosa certa è che l’allenatore di Stoccarda riesce a trasmettere le proprie idee e la propria personalità ai propri giocatori.

Per ultimo, anche lo stadio offre una linea di continuità  tra Dortmund e Liverpool. Il Signal Iduna Park e Anfield non sono semplici stadi, si respira calcio, ogni volta che si mette piede in campo si ha la pelle d’oca. Il calore e l’appoggio stupendo di queste due tifoserie è sottolineato anche dal premio “Fifa Fan Awars 2016” che la Fifa ha consegnato al miglior momento di tifo: nel pre e nel post partita di Liverpool- Borussia Dortmund di Europa League, tutto lo stadio ha intonato all’unisono il coro you’ll never walk alone”.

SPORTAL.IT | 25-05-2018 12:50

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