In questi anni sei anni segnati dal silenzio, dopo il secondo terribile incidente in handbike, Daniela Manni è stata la voce e l’interprete dei progetti di Alex Zanardi, suo marito, con il quale ha condiviso l’intento di supportare gli atleti paralimpici, i loro obiettivi sportivi e conferire un’identità alla loro squadra, Obiettivo 3. Era con lui quando le sue condizioni sono aggravate e lo hanno condotto a una fine che nessuno riteneva possibile, perché Zanardi aveva già ricevuto il dono dell’immortalità. Nella massima discrezione gli è stata accanto, ha curato con sua sorella Barbara il progetto e così anche Niccolò, loro figlio. Con gli occhi e il sorriso ha ereditato dal padre anche la passione per i motori.
- Alex Zanardi, la moglie Daniela Manni sempre con lui
- L'incontro tra Zanardi e Daniela Manni
- Il matrimonio e l'unione
- Il secondo incidente e il ruolo di Daniela Manni
- Le dichiarazioni sulle condizioni dopo l'impatto
- Il ritorno a casa e l'incendio
Alex Zanardi, la moglie Daniela Manni sempre con lui
Niccolò Zanardi, oggi, segue un percorso tutto suo e si occupa del mondo dell’automobilismo ma da una prospettiva differente rispetto al papà Alessandro e alla mamma Daniela che, a sua volta, aveva lavorato nell’ambiente. Tiene corsi di guida sicura in varie zone e circuiti d’Italia, quando può supporta la famiglia e i suoi genitori come può. Ha seguito ogni dettaglio del percorso riabilitativo, dopo l’impatto devastante di quel 19 giugno 2020 contro il camion che ha segnato il tempo della loro famiglia, dopo il lockdown.
Daniela ha aggiornato, quando lo ha ritenuto giusto e opportuno, il pubblico sulle condizioni di Alex. Lo ha sostenuto e affiancato ed è stata lei, probabilmente, a salvargli la vita – secondo quanto poi ricostruito dai medici – quando Zanardi ha subito i gravi traumi a seguito dell’impatto contro la pedalina del camion che procedeva in direzione opposta su quella strada, in Toscana.
Sempre lei lo ha affiancato nei ricoveri, nelle operazioni che si sono susseguite negli anni, dal ricovero a le Scotte di Siena al San Raffaele e poi i vari ricoveri che si sono intensificati, pur più vicino casa, a causa dell’incendio nella loro villa di Noventa Padovana, per via dell’impianto fotovoltaico, pare. Una sequenza di eventi avversi, drammatici che avrebbero abbattuto chiunque. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è speso commosso nel ricordare Alex Zanardi durante il suo discorso davanti alle Nazionali di tennis al Quirinale. Martedì si celebrerà il funerale, ma sembra quasi incredibile salutare un campione simile.
L’incontro tra Zanardi e Daniela Manni
Daniela Manni ha incontrato Alex Zanardi in un passato remoto, forse per alcuni versi un’esistenza fa quando entrambi coltivavano – per vie diverse – la comune passione per l’automobilismo e la velocità. Erano giovani: Zanardi era pilota di Formula 3, mentre Daniela ricopriva il ruolo di team manager sul finire degli anni Ottanta, quando la carriera del pilota e campione paralimpico era agli albori e probabilmente immaginava per sé solo questo. Guidare una monoposto, per intenderci, e nulla più.
In un’intervista rilasciata alla Rai, antecedente all’incidente in handbike, Zanardi aveva sottolineato le qualità umane e professionali di Daniela definendosi fortunato: “Mia moglie è una donna intelligente, acuta e competente, che ho conosciuto in quest’ambiente (motorsport, ndr)”, aveva detto.
All’epoca del loro incontro, non immaginava che sarebbe diventato il riferimento quale uomo straordinario, esempio di vita prima ancora che di tenacia sportiva che abbiamo imparato ad ammirare e a conoscere, pubblicamente. E al ruolo che Daniela si sarebbe ritagliata, poi.
Il matrimonio e l’unione
Il matrimonio è giunto come conseguenza di questa unione, nel 1996, e due anni dopo sono diventati genitori di Niccolò, il loro unico figlio che è stato, come Daniela, il punto fermo di Zanardi anche nelle prove più complicate e difficili che hanno affrontato assieme.
Daniela Manni è una figura di riferimento assoluto, per Alex e tutte quelle idee alle quali ha dato forma negli anni della sua carriera sportiva, televisiva e anche nelle relazioni di questi ultimi anni con gli sponsor e gli attori che si sono intersecati per sostenere e mantenere attivo il progetto legato a Obiettivo3 a cui lavora anche la sorella, Barbara.
Daniela Manni con Alex Zanardi
Se a seguito dell’impatto tragico con il mezzo pesante di Pienza, l’intervento di Daniela è stato salvifico secondo quanto valutato dall’equipe medica che lo aveva di fatto salvato, anche subito dopo il terribile impatto al Lausitzring fu decisiva.
Allora, in quell’orribile scontro in cui Zanardi ha raccontato di aver perso una quantità di sangue impressionante e che gli è costato l’amputazione delle gambe, al suo risveglio dall’intervento che lo strappò alla fine trovò Daniela accanto. Secondo quanto aveva poi raccontato e che ciclicamente viene rammentato, fu proprio lei a raccontargli tutto, a individuare la chiave per risollevarlo nell’immediato, appreso e capito che lo attendeva un nuovo Alex, una nuova vita.
In un’intervista, poi, il campione ha riferito che dopo lo scontro devastante in pista del 2001, il primo ricordo è stato “la voce di mia moglie Daniela arrivare celestiale come dall’altro mondo. Le ho detto: ‘Non ti preoccupare, ne veniamo fuori”.
In quel “ne veniamo fuori”, c’è solo una minima frazione della forza che ha retto tutto l’universo dell’uomo e della sua famiglia, negli anni a venire. La doppia amputazione ha inciso, mutato la prospettiva e i piani di entrambi, di Zanardi come di Daniela Manni ma hanno camminato comunque insieme verso delle nuove possibilità. Forse non senza momenti di scoramento, ma sempre uniti.
Daniela Manni e Alex Zanardi
Il secondo incidente e il ruolo di Daniela Manni
Ed è lei che gli è stata accanto, anche subito dopo il secondo incidente. “Non lo lascio solo”, disse immediatamente quando si comprese l’entità e la gravità di quel che si era consumato su una strada provinciale toscana in quella giornata che sarebbe dovuta essere di festa, di ritorno alla speranza, alla vita. Sempre a Daniela è toccato rilasciare le dichiarazioni, poi, sulle condizioni di Zanardi e di restituire alla realtà alcune frasi che furono interpretate all’epoca con un certo ottimismo.
Al quotidiano e sito de La Stampa, il 14 gennaio 2021, Daniela Manni rilasciò alcune dichiarazioni per chiarire di quali progressi si doveva parlare, nel caso di Zanardi nell’ambito del programma di cure adottato durante la degenza presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.
“Lui fa delle cose, ma non sempre. Ci sono stati dei momenti in cui quelle cose effettivamente venivano fatte. Ci sono stati dei passi avanti, e ci sono stati dei passi indietro. Il suo è un percorso molto lungo”, ebbe modo di dire per chiarire quanto affermato, prima di lei, dalla dottoressa Federica Alemanno, neuropsicologa del nosocomio dove fu ricoverato.
Le dichiarazioni sulle condizioni dopo l’impatto
La linea è sempre stata quella della discrezione interrotta solo da poche, ma importanti dichiarazioni sui passaggi più importanti. Come avvenuto il 1° luglio 2021, con un’intervista al sito della BMW alla vigilia della partenza della seconda edizione di Obiettivo Tricolore:
“Le condizioni di Alex sono stabili, al momento si trova in una clinica per seguire un programma di riabilitazione guidato da medici, fisioterapisti, neurologi e logopedisti. Tutto questo per facilitare il suo recupero”, ha tenuto a dire. “Abbiamo ricevuto molti messaggi di affetto e supporto, colgo l’occasione per dire ‘grazie’, a nome di Alex, a tutti. La vicinanza degli amici, dei fan e di tutti gli addetti ai lavori del motorsport è stata davvero commovente”. “Dopo aver consultato i dottori, abbiamo ritenuto che questo fosse il momento appropriato per rilasciare delle comunicazioni sulle sue condizioni”, ha commentato.
“Il percorso successivo all’incidente non è stato semplice. Ha dovuto subire molti interventi di neurochirurgia e ci sono state diverse battute d’arresto. Adesso è in grado di seguire programmi di allenamento fisico e psichico. Può comunicare con noi, ma non è ancora in grado di parlare. A seguito del lungo coma, le corde vocali devono riprendere elasticità e sta seguendo delle terapie anche per questo. Possiede ancora una grande forza nelle braccia e si sta allenando intensamente con delle attrezzature specifiche”, ha spiegato Daniela. Non azzarda nulla, su quel che aspetta lei e suo marito: “Si tratta di un lungo percorso e una grande sfida. Non posso prevedere quando Alex possa tornare a casa”.
Il ritorno a casa e l’incendio
Quel ritorno a casa c’è stato, nella villa di Noventa Padovana dove purtroppo un incendio, pare mise a repentaglio nuovamente la sua vita per essere assistito e monitorato, grazie ai supporti adeguati, nel vicino ospedale padovano dove aveva già trascorso alcuni mesi del suo cammino riabilitativo.
Con il tempo, i ricoveri si sono intensificati, ha riportato Claudio Arrigoni sul Corriere della Sera ma Daniela, Niccolò e le persone più care sono sempre state presenti. Impreparate probabilmente, come tutti noi, a capire come ciò e perché sia avvenuto.
