Non è passata inosservata l’intervista di Davide Ancelotti, figlio dell’attuale ct del Brasile Carlo, concessa al podcast Tripletta in un frame della sua carriera alquanto delicata per via dell’impegno, gravoso, al fianco del padre e la prospettiva che ha esternato non senza una certa spregiudicatezza. L’impatto mediatico, anche sui media nostrani, si è rivelato notevole per via dell’affetto nei riguardi dell’indimenticato ex allenatore del Milan, società che attraversa una fase di innegabile difficoltà. Per l’obiettivo Champions, per la possibile triangolazione che vede al centro Max Allegri e le cessioni che verrebbero per questioni di bilancio già a giugno.
- Davide Ancelotti si candida
- Il legame con il Milan
- Il ruolo di Allegri
- Il ritorno di Carlo Ancelotti
Davide Ancelotti si candida
Insomma, la candidatura di Davide alla guida tecnica della squadra che ha segnato l’avvento dell’Ancelotti pensiero non va sottovalutata né ridotta a una mera enunciazione di principio. Il vice del Brasile ha precisato un sentiment, uno stato mentale dopo esperienze entusiasmanti e intense a Napoli, Madrid e altrove con l’obiettivo rossonero sempre sullo sfondo. la sua prima panchina “in solitaria” da allenatore al Botafogo.
“Un’esperienza che mi ha formato e mi ha reso più forte”, ha dichiarato Davide. Il Mondiale con papà Carlo e poi… “E poi spero in un club che mi intrighi. Qualche proposta sul tavolo c’è, io vorrei decidere già prima del torneo di giugno, ma vediamo”.
Il legame con il Milan
La fatidica domanda sul desiderio di tornare a occupare un posto di primo piano nel suo Milan è diretto, non celato perché è ovvio che vorrebbe misurarsi anche con questa esperienza. Accetterebbe il ruolo di allenatore rossonero? “Certo, e mi sento anche pronto per farlo”, la risposta.
Ma è una eventualità concreta? Ragionando sulla situazione Allegri, lo sarebbe se e solo se Max accettasse di interrompere il proprio rapporto lavorativo, rescindere il contratto che lo vincola al Milan che ha scadenza formale nel 2028, eventualità possibile nella prospettiva Nazionale che rimane lì, alla sua portata una volta proseguito l’iter inevitabile che ci attende.
Il ruolo di Allegri
E con l’assenza di un obiettivo, economico oltre che sportivo, quale la Champions League il senso sarebbe anche politico, nel senso del mantenimento di una propria posizione, di una individualità che risiede nella professionalità mai mancata nel lavoro di Allegri su un Milan a cui manca il carattere non certo l’autore, ora.
Il ritorno di Carlo Ancelotti
Gerry Cardinale potrebbe spingere e assecondare le ambizioni dell’attuale tecnico rossonero. I candidati alla panchina sono diversi, il nome di Davide Ancelotti scatenerebbe una indubbia operazione di marketing che potrebbe giovare a livello di effetti commerciali, ma con il dubbio legato all’esperienza e alla pressione indubbia legata all’ambiente.
Qualora si aggiungesse l’ingresso di Carletto, il quale ha rinnovato fino al 2030 come annunciato giovedì 14 maggio, in un ruolo complementare – dirigenziale, ad esempio – o addirittura di affiancamento a Igli Tare sarebbe una soluzione ottimale. I contratti possono essere rivisti, in particolare per una buona causa.
Sul versante giocatori, reggerebbe l’impatto così anche l’addio a Rafa Leao che, oggi, non corrisponde più alle aspettative della società e dei tifosi e trarrebbe più giovamento che altro da una diversa esperienza professionale in un club diverso, sia esso in Premier (come spera) oppure in Arabia.
