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Davide Ancelotti, prima il Mondiale con il Brasile di papà poi il Lille: in Italia aveva l'etichetta di "raccomandato"

Il figlio del ct della Seleçao si prepara a tornare in sella dopo l'esperienza al timone del Botafogo: prima volerà in America, poi allenerà in Ligue 1 e Champions League

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Pietro De Conciliis

Pietro De Conciliis

Giornalista

Giornalista pubblicista e speaker radiofonico, per Virgilio Sport si occupa di calcio con uno sguardo attento e competente sui campionati di Serie B e Serie C

Davide Ancelotti si prepara ad iniziare una nuova avventura lontano da papà Carlo. Dopo l’esperienza agrodolce alla guida del Botafogo, andata in archivio lo scorso 18 dicembre, il tecnico classe ’90 è ormai ad un passo dal Lille, club della Ligue 1 che ha chiuso il suo campionato al terzo posto in classifica, staccando il pass per la prossima Champions League. Un’opportunità importante per Ancelotti Jr, che in Italia è sempre stato accompagnato dalla fastidiosa etichetta di “raccomandato”. Quale occasione migliore per dimostrare all’Europa tutto il suo valore. Prima, però, il Mondiale con l’ex allenatore del Milan.

Davide Ancelotti, il Lille lo aspetta: prima il Mondiale con papà Carlo

Dopo aver accompagnato papà Carlo nelle esperienze vissute alla corte di Psg, Real Madrid, Bayern Monaco, Everton e Napoli, Davide Ancelotti è di fronte ad una nuova sliding door della sua carriera da allenatore. Per il 36enne originario di Parma, infatti, è il momento di affrontare il Campionato del Mondo insieme all’attuale ct, nelle vesti di collaboratore tecnico, e poi spiccare il volo verso una panchina europea.

Chiusa la parentesi Botafogo all’alba delle festività natalizie, dopo aver messo a referto una media di 1,67 punti a partita su un totale di 33 apparizioni, Ancelotti jr ha scelto di affiancare nuovamente il padre nello staff della Seleçao, così da vivere sul campo l’esperienza Mondiale e aiutare “Re Carlo” anche con la lingua portoghese, imparata già prima di approdare nel campionato brasiliano.

Successivamente, però, le strade di Carlo e Davide si separeranno ancora una volta, forse in maniera definitiva. Sì, perché il classe ’90 è atteso dalla dirigenza del Lille per aprire un nuovo ciclo in Ligue 1 e allenare in solitaria in Champions League, visto il terzo posto conquistato dalla formazione transalpina al termine di questa stagione. Salvo sorprese, come confermato da Sportmediaset, sarà lui il successore di Bruno Genesio, ex Lione e Rennes che potrebbe presto sposare la causa dell’Olympique Marsiglia. La voglia di riscatto di Davide è palpabile, così come la voglia di incidere e dimostrare. A se stesso e all’Italia, che fatica a dargli con coraggio una chance.

Pronto per una nuova esperienza: “Voglio un club che mi intrighi”

Sempre pronto a “buttarsi in acqua e a muovere le braccia” per guadagnarsi opportunità e soddisfazioni, Davide Ancelotti non ha mai nascosto le sue ambizioni, una volta lasciato papà Carlo per la prima volta. L’esperienza accumulata gli è servita a diventare un uomo e un tecnico differente, ma ora è inevitabilmente cresciuto il livello di autostima e consapevolezza nei propri mezzi. Davide non è più un ragazzo o un semplice collaboratore. È un allenatore fatto e finito, che ha già avuto la fortuna di convivere con grandi campioni e spogliatoi straordinari.

Anche quella al Botafogo, del resto, non è stata un’avventura banale: “Un’esperienza che mi ha formato e mi ha reso più forte”, aveva ricordato a inizio anno alla Gazzetta dello Sport. E dopo il Mondiale, sarà tempo di rimettersi in gioco: “Spero in un club che mi intrighi”, aveva sottolineato Ancelotti Jr, confermando di voler “decidere già prima del torneo di giugno”.

Adesso, riflettori puntati sulla kermesse organizzata dalla FIFA di Gianni Infantino, dove le pressioni saranno tante per il Brasile di papà Carlo: “Noi pensiamo che fuori dall’Italia non ci sia la cultura del competere a ogni costo, ma la passione che ho visto in Brasile, per la Seleçao ma anche al Botafogo che ho allenato, è incredibile. Tutti vogliono vincere e quando vedi la maglia verdeoro non puoi non sentire una grande responsabilità”, parola di Davide.

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