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De Laurentiis e Lotito i più virtuosi? Social in rivolta

Fa discutere l'ultimo articolo del "Taccuino biancoceleste" di Arturo Diaconale: i veri egoisti sarebbero i presidenti che non vogliono ripartire.

27-03-2020 10:35

De Laurentiis e Lotito i più virtuosi? Social in rivolta Fonte: Ansa

Quale sarà il destino del campionato di serie A 2019-20? Se ne continua a parlare da settimane e ci si interroga se sia il caso di provare a portare a termine la stagione a tutti i costi, salvando risultati e quattrini, oppure se non sia meglio chiudere tutto e organizzare la ripartenza nel 2020-21. A spingere per la ripresa tra maggio e giugno, costi quel che costi, è soprattutto la Lazio.

Il post di Diaconale

Al riguardo, ha fatto molto discutere l’ultimo aggiornamento del “Taccuino biancoceleste”, la rubrica curata su Facebook dal responsabile della comunicazione biancoceleste Arturo Diaconale. Un lungo e articolato articolo in cui si analizzano minuziosamente tutte le ipotesi al vaglio e si fa un paragone piuttosto marcato tra presidenti “virtuosi ed egoisti”.

Il girone degli egoisti

“Il bizzarro della situazione – scrive Diaconale – è che se Claudio Lotito, Aurelio De Laurentiis e altri presidenti chiedono la ripartenza per concludere regolarmente il campionato ed evitare il rischio di pesanti conseguenze economiche sulle società e sull’intero settore, vengono accusati di egoismo e il presidente della Lazio, che conosce la situazione degli ospedali del Lazio per ragioni di lavoro ma anche perché ha sempre manifestato grande attenzione e solidarietà per chi vi opera e per chi vi è ricoverato, viene irriso come neo-virologo da Andrea Agnelli e dal cugino Lapo Elkann”.

E quello dei virtuosi

In realtà sarebbe vero l’esatto contrario: “Per cui se Lotito spera nell’esaurirsi breve del contagio è un virologo egoista mentre se Agnelli ed Elkann puntano sul contagio prolungato non sono anche loro dei virologi senza titolo scientifico bensì dei difensori della salute e della pubblica virtù. Ma se i giocatori di Juventus e Inter non fossero partiti e non ci fossero stati dei contagiati – si chiede il dirigente laziale – chi sarebbero i virtuosi e chi gli egoisti? Quelli che badano solo ai propri personali interessi proponendo l’annullamento del campionato o quelli che pensano che i propri interessi coincidano con quelli di un settore che oltre alla salute dei giocatori e dei tifosi deve anche preoccuparsi di non cadere nel baratro dei fallimenti?”.

Le reazioni dei tifosi

Le considerazioni di Diaconale hanno scatenato un vero e proprio putiferio, con centinaia di risposte. Molte quelle cariche di indignazione. “Lei non sa minimamente di cosa sta parlando – scrive Samuel – L’insistenza che si ostina a reiterare in merito alla ripresa del campionato e alla difesa del suo orticello bianco-celeste mi fa tristezza e rabbia soprattutto se sul piatto della bilancia c’è un bene universale come la salute pubblica di migliaia di persone”. Alessandro invece posta il comunicato degli ultras atalantini, che hanno chiesto al presidente Percassi di andar via dalla serie A in caso di ripresa, e aggiunge perentorio: “Ecco cosa è lo stile”.

“Ha ragione”

Non manca però chi condivide le tesi dell’uomo-comunicazione della Lazio. Ecco il parere di Orlando: ” È chiaro che chi vuole fermare tutto non ha nel cuore il bene del paese , anzi spera che tutto resti così per un anno con conseguenze catastrofiche”. Mentre Marco propone: “Qualunque sia la data di un possibile ritorno alla normalità, il campionato riparta esattamente da dove si è interrotto. Sia tra un anno, due, dieci. Non importa. Esattamente da dove si è fermato. Non è possibile buttar via ciò che le squadre hanno meritato (o meno) sul campo”. 

 

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