Roberto De Zerbi è pronto a rimettersi in gioco in Premier League. Il Tottenham Hotspur ha sciolto gli ultimi dubbi e scelto il tecnico bresciano – reduce dall’esperienza all’Olympique Marsiglia – per la panchina. Una decisione arrivata dopo settimane di tensioni interne e pressioni dei tifosi con il tentativo Igor Tudor andato completamente a vuoto. Gli Spurs sono in piena crisi e il rischio retrocessione è concreto. Ora toccherà all’allenatore italiano provare a cambiare il destino del club nel pochissimo tempo a disposizione.
- Il ciclone Tudor e la necessità di ricomporre i cocci
- Il coraggio del club nella scelta del nuovo allenatore
- La salvezza nelle idee: la scommessa degli Spurs
Il ciclone Tudor e la necessità di ricomporre i cocci
La scelta di De Zerbi nasce da una situazione diventata ormai insostenibile. L’esperienza di Igor Tudor è durata appena 41 giorni, con risultati disastrosi. Il bilancio sotto la guida del tecnico croato è stato di cinque sconfitte, un pareggio e una sola vittoria. Un bottino davvero misero che ha fatto precipitare ancora di più la squadra. Il Tottenham è infatti scivolato al diciassettesimo posto, a un passo dalla zona retrocessione. La dirigenza ha così deciso di rompere gli indugi e cambiare guida tecnica.
Il coraggio del club nella scelta del nuovo allenatore
Non sono mancati i retroscena nella trattativa per portare De Zerbi a Londra. Una parte della tifoseria spingeva per un profilo più “conservativo” e meno rischioso, alcuni gruppi avevano addirittura posto una sorta di veto su De Zerbi, reo di aver “difeso” Greenwood ai tempi del Marsiglia dalle accuse di violenza sulla compagna. Il club, invece, ha scelto una linea opposta, puntando su un calcio propositivo, nonostante il pochissimo tempo a disposizione per provare ad attuarlo. Decisivo il passato in Premier con il Brighton, dove ha convinto per idee e identità. Alla fine è stata la società a imporsi, convinta che servisse coraggio per salvarsi.
La salvezza nelle idee: la scommessa degli Spurs
De Zerbi arriva dopo l’ultima esperienza al Olympique Marsiglia, chiusa tra alti e bassi. In Inghilterra, però, aveva già lasciato il segno con 70 partite alla guida del Brighton. Il suo calcio offensivo e organizzato rappresenta una scommessa per gli Spurs che negli ultimi anni hanno cambiato tanto senza ottenere i risultati sperato. Il contratto quinquennale dimostra la fiducia del club nel progetto a lungo termine. Adesso, però, conta solo una cosa: salvare il Tottenham e riscrivere il finale di stagione.
