Mai come in questa stagione il Delfinato acquista un’importanza particolare. Non solo perché da questa edizione cambia denominazione assumendo quella di Tour Auvergne-Rhone-Alpes (con riferimento alla regione che lo ospita) ma perché la presenza di Paul Seixas rappresenta un momento importante anche in vista del Tour de France.
- Baudin a sorpresa: tappa e maglia
- Seixas gioca a nascondino ma finisce sotto accusa
- L’allenamento in Sierra Nevada di Pogacar
Baudin a sorpresa: tappa e maglia
Una prima giornata che già presenta 3000 metri di dislivello, al Tour Auvergne-Rhone-Alpes si comincia subito con una tappa che promette battaglie. Ma per una volta i big decidono di rimanere a marcarsi. E allora è la giornata giusta per gli attaccanti di giornata e sulle strade di casa a coronare il sogno è il 25enne francese Alex Baudin che dopo una lunga fuga, firma l’attacco decisivo sulla Cote de Rousset e rimane solo fino al traguardo andando a conquistare la tappa e anche la maglia di leader della classifica generale (ovviamente per lui ci sono anche quella di miglior giovane, miglior scalatore e la maglia della classifica a punti).
Seixas gioca a nascondino ma finisce sotto accusa
La corsa a tappe francese in questa edizione rappresenta un antipasto del Tour anche più di quanto lo sia normalmente. Il motivo è presto spiegato, dal 1985 e dalla vittoria di Bernard Hinault, la Francia sta cercando un suo portacolori capace di conquistare la corsa a tappe più importante del mondo. E da qualche tempo ha una nuova speranza che porta il nome di Paul Seixas. Il francese è stata la grande rivelazione degli ultimi mesi ed ha scelto il Delfinato per mettere alla prova la sua condizione. Nella prima tappa è subito l’osservato speciale (lui e la sua Decathlon) e in tanti si aspettano da lui subito l’attacco decisivo sulla Cote de Rousset. Il francese, insieme ad altri big della classifica, però decide di non accendere la miccia. Una scelta che sui social non è piaciuta ai tanti fan del francese: “Pogacar avrebbe dato a tutti un minuto di distacco”, il commento che si legge. E sono proprio i paragoni con lo sloveno che hanno tenuto la sua squadra indecisa fino alla fine sulla partecipazione al Tour.
L’allenamento in Sierra Nevada di Pogacar
Niente Giro e niente Delfinato per Tadej Pogacar che dopo un’estensiva campagna di primavera, ha deciso di seguire un piano di allenamento molto dettagliato e preciso in vista del Tour de France. E a quanto pare gli allenamenti stanno dando i riscontri necessari. A testimoniarlo non è la sua squadra ma gli avversari. La Red Bull ha scelto l’altitudine sulla Sierra Nevada in Spagna per preparare l’avvicinamento al Tour e con la presenza di Van Gils, Gianni Vermeersch e Van Dijke. Ma è Van Gils a rivelare un retroscena su Pogacar: “In uno degli allenamenti c’era anche Pogacar, ci ha sorpassato un paio di volte e stava andando veloci. Più che altro abbiamo cominciato a domandarci cosa stava succedendo, visto che noi non stavamo andando piano. Ma sulla salita stava tenendo un ritmo impressionante. All’inizio pensavamo ci stesse prendendo in giro, che si fosse fermato e nascosto per poi sorpassarci. Invece non era così, lo ha fatto di nuovo evidentemente era la sua scalata normale. E ci è sembrato molto magro”.
