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Dentro la crisi della Juventus: le tensioni tra Spalletti e Comolli, la scelta di Elkann e lo spettro di Tether

I motivi che hanno logorato il rapporto tra l'allenatore e l'ad e la scelta che dovrà prendere Elkann dopo il derby col Toro. Sullo sfondo un nuovo possibile assalto di Tether

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

E pensare che con Giuntoli la Juventus era riuscita a conquistare un posto in Champions League. Un anno dopo, i bianconeri rischiano seriamente di rinunciare ai circa 70 milioni garantiti dalla coppa dalle grandi orecchie. Novanta minuti ancora, il derby, poi il verdetto finale che anticiperà le scelte definitive di John Elkann. Tra Damien Comolli e Luciano Spalletti, uno dei due è di troppo: nessun litigio, per carità, ma un rapporto segnato da una freddezza totale, frutto di una diversa visione – soprattutto sul mercato – che ha creato una distanza siderale tra amministratore delegato e allenatore. In questo momento di crisi, che potrebbe essere acuita dalla mancato raggiungimento del quarto posto, attenzione al ruolo di Tether, il socio di minoranza che punta alle quote di Exor.

Crisi Juventus, Spalletti e Comolli sempre più distanti

Alla base del rapporto ormai logoro tra Spalletti e Comolli non c’è uno scontro diretto come quello avvenuto, ad esempio, a Roma tra Ranieri e Gasperini. Ma, per certi versi, la dinamica è simile. Lo dimostra il fatto che, dopo la sconfitta con la Fiorentina, l’ex ct della Nazionale ha annunciato che avrebbe parlato direttamente con Elkann, bypassando la figura dell’amministratore delegato. Un po’ come accaduto nella Capitale, dove l’allenatore di Grugliasco ha sempre mantenuto un filo diretto con i Friedkin, senza passare dal senior advisor.

Il punto di non ritorno tra il manager francese e Spalletti si è però registrato sul mercato. A gennaio il tecnico aveva richiesto con forza un attaccante (Kolo Muani su tutti), che non è arrivato. E ora le visioni divergono anche sulla prossima campagna acquisti. Secondo quanto scrive Tuttosport, per Comolli servirebbero 2-3 innesti per aumentare il tasso tecnico della rosa, mentre per il tecnico toscano sarebbe necessario investire su 5-6 elementi di caratura internazionale, come Alisson e Bernardo Silva (vicino all’Atletico Madrid), per poter davvero ambire alle posizioni di vertice.

La richiesta di Spalletti a Elkann: Comolli rischia grosso

Tutto lascia pensare che, senza Champions League, Elkann possa optare per l’addio a Comolli. Intanto Spalletti, che poco più di un mese fa ha firmato il rinnovo del contratto fino al 2028, ha già avuto un primo contatto telefonico con il rampollo di casa Agnelli, chiedendo garanzie precise sul mercato.

Tra i due, come già raccontato, il rapporto non è cambiato. Anzi, Elkann è convinto che l’ex Napoli sia la persona giusta per riportare in alto la Juventus. Ma resta da chiarire il nodo Comolli, a quanto pare poco propenso a fare un passo indietro. Ancora pochi giorni e poi il ceo di Exor dovrà decidere: se dovesse saltare l’ex Tolosa, andrebbero via anche alcuni dei suoi uomini di fiducia, come François Modesto (dt), Darren Burgess (Head of Performance) e Peter Silverstone (Chief Business Officer).

Più ‘juventinità’ con Chiellini e Tognozzi

Fin dal primo istante, la “Juventus francese” concepita da Elkann nel post Giuntoli non ha riscosso particolare simpatia tra i tifosi. E i risultati hanno finito per dare ragione ai timori del popolo bianconero. Appartenenza e identità sono i fattori su cui Exor potrebbe decidere di puntare per la svolta.

Non è un mistero: da anni lo Stadium invoca il ritorno di bandiere come Alex Del Piero, ma l’ipotesi più concreta è che Giorgio Chiellini, attuale Director of Football Strategy, possa assumere un ruolo di maggiore peso. All’ex difensore potrebbe essere affiancato Matteo Tognozzi, attualmente ds del Rio Ave ed ex osservatore della Juventus per sei anni, dal 2017 al 2023. Il 39enne, seguito anche dalla Roma, sarebbe un profilo gradito a Spalletti, visto che i due hanno già lavorato insieme ai tempi dello Zenit San Pietroburgo.

Tether si prepara a un nuovo assalto?

Sui social i tifosi invitano Paolo Ardoino, ceo di Tether, a uscire di nuovo allo scoperto dopo la prima e finora unica offerta da circa 1,1 miliardi presentata lo scorso dicembre per rivelare le quote azionarie di Exor. Il socio di minoranza della Juventus potrebbe approfittare del momento no che stanno attraversando squadra e dirigenza per tornare alla carica con un nuova proposta, mentre Elkann valuta un nuovo aumento di capitale. Basta dare uno sguardo all’ultimo post su X di Ardoino dedicato alla Juve per capire il sentiment della piazza.

“Serve una svolta radicale per la Juventus. Investire oggi nel club non significa solo comprare una squadra, ma scalare un asset globale unico tra merchandising e futuro digitale. Da tifosi ti chiediamo di valutarlo: ridacci l’orgoglio e la solidità che meritiamo” ha scritto Alessandro. “Ti prego, Paolo, sei un appassionato tifoso della Juventus e ami il club. Salva la Juventus! La Juventus ha bisogno di qualcuno che tenga alla Juve” ha aggiunto Ibrahim. “Se amate davvero la Juve, fate un’offerta irrinunciabile a Elkann” conclude Roberto.

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