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Dentro la crisi del Milan: squadra scoppiata, riserve non all'altezza, le colpe di Allegri, e ora?

I rossoneri due mesi fa sognavano lo scudetto, ora si guardano le spalle impauriti e rischiano di perdere la qualificazione alla prossima Champions

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Era l’8 marzo scorso quando, grazie a un gol di Estupinan, il Milan vinceva il derby con l’Inter e sognava il sorpasso ai cugini. Si parlava apertamente di scudetto, in casa rossonera, ma da quel momento la squadra di Allegri ha intrapreso un crollo verticale. I numeri delle ultime sette giornate sono allucinanti: due sole vittorie, un pareggio (in casa con la Juve) e quattro sconfitte. Ultima quella del Maipei Stadium col Sassuolo. Ma tutti i dati del Milan nella seconda parte di stagione sono da horror: nel ritorno 16 partite giocate finora, 25 punti raccolti in 16 partite, bilancio di 7 vittorie, 4 pareggi e ben 5 sconfitte, 16 gol fatti e 14 subiti, ottavo posto ipotetico. Il Milan ha segnato di più solo di Cagliari, Bologna, Parma, Lecce, Pisa, Verona e Cremonese ed è terzultimo per rendimento nelle ultime cinque giornate. Il viaggio attraverso la crisi del Diavolo ha radici antiche, affonda in un mercato sbagliato ma come si spiega il rendimento opposto tra andata e ritorno?

La condizione fisica e la crisi dell’attacco

All’andata il Milan volava: 42 punti in 19 gare, secondo a -3 dall’Inter, 12 vittorie, 6 pareggi, 1 sconfitta, 32 gol fatti e 15 subiti. Cosa è successo dopo? Allegri ripeteva all’infinito il suo mantra: “arriviamo a marzo e vediamo dove siamo, è in quel periodo che si decide tutto”. Marzo è arrivato, il Milan l’8 marzo ha vinto il derby e poi è scomparso. Il primo dato che emerge è la media di gol fatti a gara che è scesa da 1,7 a 1,1 a partita. La crisi profonda degli attaccanti milanisti è sotto gli occhi di tutti. In particolare chi è venuto meno è stato Pulisic. Un sol gol nell’anno solare 2026 (al Torino il 21 marzo), poi il buio, le liti, le partite sotto tono e alla fine – come ieri – anche la panchina.

Chi segna nel Milan?

Stessa cosa per Leao, sballottato nel ruolo e sempre più irritante agli occhi dei tifosi. Tutta la squadra nelle ultime gare è apparsa scoppiata e svuotata e qui si passa al secondo punto. Con Modric (che ora è out fino a fine stagione), Rabiot, Saeleamekers e Loftus Cheek prima e Fofana poi a cantare e portare la croce la squadra ha retto per mesi, poi però i nodi sono venuti al pettine. Già prima bastava la sola assenza di Rabiot per vedere una squadra meno incisiva. Ora è anche peggio e il motivo è che la rosa è debole, la panchina è scarsa in tutti i ruoli. Dall’attacco dove Nkunku e Fullkrug si sono rivelati due flop al centrocampo dove si aspettano ancora segnali di vita da Jashari, deludente anche dal 1′ come vice Modric – e Ricci.

Il mercato è stato totalmente sbagliato e se ne stanno pagando ora le conseguenze. Allegri ha paura di buttare a mare dieci mesi di lavoro e di sicuro il calendario ora non lo aiuta nella volata per la Champions che “sposta 100 milioni sul mercato”. Anche il tecnico ha le sue colpe, dal modulo all’ostinazione nel togliere Leao dalla fascia fino a qualche scelta di formazione ma forse Max è il meno colpevole, visto che nonostante tutto è ancora terzo in classifica.

La classifica a tre giornate dalla fine

Questa la classifica a 270′ dal termine

1. INTER: 82 punti (82 gol fatti, 31 gol subiti)
2. NAPOLI: 70 punti (52 gol fatti, 33 gol subiti)
3. MILAN: 67 punti (48 gol fatti, 29 gol subiti)
4. JUVENTUS: 65 punti (58 gol fatti, 30 gol subiti)
5. COMO: 62 punti (59 gol fatti, 28 gol subiti)
6. ROMA*: 61 punti (48 gol fatti, 29 gol subiti)
7. ATALANTA: 55 punti (47 gol fatti, 32 gol subiti)
* Una gara in meno

I criteri in caso di arrivo a pari punti

Se per la questione scudetto ci sarebbe stato uno spareggio a decidere il vincitore del campionato in caso di arrivo a punti in testa alla classifica, per la qualificazione alle coppe europee saranno altri i criteri da seguire se due più o squadre dovessero arrivare alla fine della Serie A con lo stesso numero di punti. Di seguito i criteri in ordine:

Scontri diretti
Differenza reti negli scontri diretti
Differenza reti generale
Reti segnate
Sorteggio

Chi vince la Coppa Italia, inoltre, avrà garantito un posto in Europa League. Ma se la squadra vincitrice dovesse già risultare qualificata attraverso il campionato, a quel punto anche la sesta classificata andrebbe in Europa League, mentre la settima giocherebbe i playoff di Conference.

I calendari a confronto

Il calendario del Napoli

Napoli-Bologna
Pisa-Napoli
Napoli-Udinese

Negli scontri diretti:

in vantaggio contro: Inter, Roma e Atalanta
in parità contro: Milan e Como
in svantaggio contro: Juventus

Il calendario del Milan

Milan-Atalanta
Genoa-Milan
Milan-Cagliari

Negli scontri diretti:

in vantaggio contro: Inter, Roma e Como
in parità contro: Napoli e Juventus
in svantaggio contro nessuno

Il calendario della Juventus

Lecce-Juventus
Juventus-Fiorentina
Torino-Juventus

Negli scontri diretti:

in vantaggio contro: Napoli, Roma e Atalanta
in parità contro: Inter e Milan
in svantaggio contro: Como

Il calendario del Como

Verona-Como
Como-Parma
Cremonese-Como

Negli scontri diretti:

in vantaggio contro: Juventus
in parità contro: Atalanta, Roma e Napoli
in svantaggio contro: Milan e Inter

Il calendario della Roma

Roma-Fiorentina
Parma-Roma
Roma-Lazio
Verona-Roma

Negli scontri diretti:

in vantaggio contro nessuno
in parità contro: Como
in svantaggio contro: Milan, Napoli, Juventus, Inter e Atalanta

Il calendario dell’Atalanta

Milan-Atalanta
Atalanta-Bologna
Fiorentina-Atalanta

Negli scontri diretti:

in vantaggio contro: Roma
in parità contro: Como
in svantaggio contro: Napoli, Inter e Juventus

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