Solo nella serata di ieri è arrivata la parola fine alla telenovela su date e orari della penultima giornata di serie A. Il lunghissimo braccio di ferro, dopo una battaglia mai vista prima tra Lega e Prefettura con la figura del presidente della Federtennis Binaghi sullo sfondo, la diplomazia e il buon senso hanno partorito la soluzione. No allo spostamento del derby e di altre 4 partite al lunedì sera alle 20.45 (orario che cozzava peraltro con i problemi di ordine pubblico) nella giornata dello sciopero generale, sì alle partite alla domenica con l’anticipo di mezzora. Si giocherà alle 12 anzichè alle 12.30.
La battuta di Fiorello
Era diventata una barzelletta (che non faceva ridere) questa precarietà assoluta (e Fiorello ne ha approfittato per un’uscita divertente: «Facciamo giocare la Roma domenica e la Lazio lunedì…») ma il tavolo tecnico tra le parti in Prefettura ha portato alla soluzione migliore, quella indicata dalla Lega Serie A, grazie al buon lavoro diplomatico svolto dal presidente Simonelli. La Lega di A e Sport e Salute, proprietaria dell’area del Foro Italico, hanno garantito un’implementazione straordinaria delle misure di sicurezza previste. L’anticipo della sfida dell’Olimpico consentirà di gestire al meglio il deflusso dallo stadio in previsione della finale degli Internazionali di tennis nell’antistante campo Centrale confermata alle 17, perché Binaghi non ha voluto superbamente abbassare la testa e far slittare la finale alle 17.30.
Il ruolo dei tifosi
A fare la differenza rispetto al rifiuto della Prefettura di mercoledì, oltre alla scelta del Tar del Lazio di rinviare il ricorso della Lega di A all’Avvocatura di Stato, è stata anche la protesta dei tifosi organizzati della Roma di restar fuori dallo stadio in caso di derby lunedì. Con quelli biancocelesti già presenti all’esterno dell’Olimpico, si è deciso che il rischio per l’ordine pubblico fosse inferiore giocando domenica. Nel festival delle polemiche si ricorda la rabbia di Sarri (“io alle 12 non vengo, Lotito mandi la Primavera”) e le uscite al veleno di Binaghi (“Un calendario fatto con i piedi, noi non possiamo spostare quello della finale di tennis, il tennis non si muove, è più importante del calcio, chiedete alla gente cosa vogliono spostare”).
La polemica divampa sul web
E i tifosi hanno risposto. Via social. Fioccano i commenti: “Hanno capito che due tifoserie fuori lo stadio alle 2045 di lunedì sera avrebbero creato non pochi problemi. E comunque è giusto giocare domenica, anche perché senza internazionali si sarebbe giocato di domenica e mai di lunedì.” e poi: “Proposta più sensata ma ovviamente i racchettari dovevano fare i fenomeni sfogando il loro complesso di inferiorità verso il calcio” e anche: “Quindi il signor prefetto ha preso una tranvata clamorosa. Come volevasi dimostrare, l’unico problema di questa storia è il prefetto di Roma. Ottimo risultato per la Lega Serie A, cui molti devono delle scuse”.
Le parole di Binaghi dividono i fan. C’è chi lo vorrebbe come presidente della Figc ma in tanti lo contestano: “Così parlò quello che se ne frega degli spettatori e sposta incontri come gli pare per ingraziarsi il n. 1 del tennis di turno. Serve rispetto, quello che giustamente pretende deve anche darlo. Sic transit gloria mundi” e poi: “Ho sentito il delirio di onnipotenza di Kim Jong-un Binaghi, leader supremo del tennis in Italia, ed il mio non richiesto commento è: anche meno. Dimostrazione plastica di come, col 100% della ragione, con poche parole si riesca a fare una figuretta da poco” e ancora: “Sulla cosa di chiedere all’opinione pubblica, facesse meno il fenomeno che se non scoppiava la moda Sinner se li filavano sono gli appassionati come è successo negli ultimi 30 anni”.
Altro bersaglio è Sarri: “Sarri guarderà dalla televisione mentre inzuppa il cornetto nel cappuccino al bar” oppure: “Sarri la vedrà da casa si?” o anche: “Il benzinaio farà il turno di mattina oppure una volta tanto terrà fede alla sua idea?”. Infine la chiosa sarcastica: “Filini fissò il campo per la domenica più rigida dell’anno, dalle 6 alle 7 antelucane!”.
