Notte amara a San Siro, dove le luci dello stadio non sono bastate a nascondere le ombre di un Milan smarrito e, soprattutto, di un protagonista annunciato che si è trasformato nell’uomo più discusso. Nella debacle contro l’Udinese, gli occhi sono tutti finiti su Leao: da trascinatore a enigma, il passo sembra sempre più corto. Fischi e critiche hanno accompagnato l’uscita del portoghese, simbolo di un momento che va oltre la singola prestazione e investe identità, ambizioni e priorità. A riaccendere il dibattito ci ha pensato anche Paolo Di Canio, che lo ha criticato per vare aspetti. Poi la sua analisi è passata anche dall’altra sponda di Milano, dove non ha risparmiato neanche alcuni giocatori dell’Inter, nonostante la vittoria a Como.
Il declino di Leao
L’anti eroe a San Siro nella debacle contro l’Udinese è stato Leao. Il portoghese non è mai entrato in partita e ha dimostrato tutte le sue difficoltà spalle alla porta, anche nel 4-3-3. E al momento del cambio è stato divorato dai fischi dei tifosi. Anche Di Canio a Sky Calcio Club ha criticato la sua prestazione, andando ad approfondire il momento del numero 10: “Può giocare come centravanti uno come Leao che appare quasi sempre svogliato quando non ha la palla? Già è difficile fare il centravanti per quelli veri. Quattro anni fa è esploso. Poi si è seduto, è stato coccolato e accarezzato e non ha avuto più la determinazione, la fame e la voglia di migliorarsi, anche solo per mantenere quello status, di quando ha la palla. Bastava mantenere il livello nelle giocate positive: prima era 8 volte su 10 ti salto, oggi è 1 su 10″.
La musica, le sfilate e le distrazioni di Leao
Di Canio ha poi allargato il campo alle passioni nella vita quotidiana: “La priorità poi è diventata qualcos’altro, non più il campo. Non ricordo in quegli anni di aver visto così tanti suoi video di sfilate di moda come ne vedo adesso. Si è messo a registrare per 8 ore dei dischi, negli anni ha prodotto 32 tracce. Dicono che non bisogna guardare la vita privata, ma lo sappiamo tutti che quando uno sta 4 o 5 ore in un ambiente vizioso o in sala di registrazione le energie psicofisiche si bruciano! Mica sta giocando alla Playstation mezz’ora. E già sarebbe dispendioso. Se stai 5, 6, 7 ore a parlare al telefono con la casa discografica per andare a registrare o per andare alle sfilate di moda, le energie per giocare a questi livelli e stare attento e concentrato come fai a trovarle?”.
La critica ai veterani dell’Inter
Di Canio ne ha avuto anche per l’Inter, nonostante la vittoria contro il Como al Sinigaglia: “Calhanoglu e Barella al 30′ erano ancora fermi nell’area di rigore a fare ‘Tu? Tu?’, a capire cosa stava succedendo e sono stati anticipati. A tre metri dalla porta! La palla rimbalza e fanno ‘Tu? Calmo!’. E gli avversari vanno al tiro. Non può essere un aspetto fisico di stanchezza, è un atteggiamento. Calhanoglu il giorno prima aveva fatto una bella intervista in cui ha detto che non volevano perdere il campionato per un punto. E poi l’atteggiamento è quello? Sul gol del Como lui è più alto della linea della palla, arriva in ritardo, in corsa, e Nico Paz va via e vanno a segnare. L’atteggiamento è sbagliato”.
Non ha risparmiato neanche Acerbi per come ha difeso sul secondo gol del Como, quello realizzato a fine primo tempo da Nico Paz: “Fa un errore gravissimo sulla seconda rete del Como. La palla non può passare a giro sul secondo palo davanti alla tua linea del corpo. Rimane troppo fermo e lo fa tirare a giro. Doveva andare un metro verso l’esterno, così per fare gol dovevi farla proprio girare…”.
