ATP 500 Vienna – Cemento
Semifinale
| Sinner (ITA) | 6 | 6 | – |
| De Minaur (AUS) | 3 | 4 | – |
Ultimo aggiornamento:
ATP 500 Vienna – Cemento
Semifinale
| Sinner (ITA) | 6 | 6 | – |
| De Minaur (AUS) | 3 | 4 | – |
Finale Atp numero 31, Sinner torna nella capitale austriaca e non disattende le aspettative: archivia la pratica De Minaur in due set e attende il vincitore della sfida tra Musetti e Zverev. Derby tricolore oppure scontro al vertice, tra il numero 2 del ranking e il numero 3.
Un’ora e trenta minuti di gioco per vincere la resistenza dell’australiano: un paio di set da 45′ in cui non tutto quel che ha luccicato è stato oro. Evidente il calo di condizione di Jannik nella seconda parte della sfida, quella in cui De Minaur è salito in cattedra in più di un’occasione e che l’australiano non ha saputo sfruttare a dovere, incappando in numerosi errori non forzati.
C’è stato più equilibrio di quanto non lasci intendere il punteggio: Sinner, nonostante non sia stato impeccabile al servizio, l’ha vinta proprio lì. Nel confronto con l’australiano, la percentuale di prime di servizio è nettamente superiore – 67% contro 58% – ma lo è ancora di più il dato relativo ai punti vinti con la prima: 74% a 52%.
Ci sono voluti sprazzi del miglior Sinner, soprattutto nel secondo set, per tenere a bada De Minaur e archiviare la pratica senza ricorrere allo sforzo ulteriore del terzo set. Un po’ stanco? Sì: è il Sinner di sempre, quello che ha due marce in più, ma qualche gioco finito col fiato corto c’è stato.
Al decimo gioco del secondo set Sinner serve per il match e prova a fare in fretta. Subito un ace esterno e, a ruota, il secondo servizio vincente. Jannik si prende il 40-0 con lo smash e porta a casa i lpass per la finale con l’errore di rovescio di De Minaur.
De Minaur non molla niente, è cresciuto di livello nel secondo set e sta onorando al meglio: sfrutta l’errore di Sinner col dritto, poi piazza un rovescio vincente e accorcia sul 5-4 comn i lservizio.
Un rovescio di Sinner che ha fatto alzare in piedi i presenti, un dritto di De Minaur su cui Jannik è rimasto a guardare. Palla sul nastro, poi cade nella metà campo di Sinner e regala a De Minaur il 15-30. 30-30 col dritto, Jannik si riporta in parità e va a chiudere il game col servizio.
Rovescio a rete, poi De Minaur replica. Sinner mette la freccia sfruttando gli errori dell’australiano ma regala un 15 con un dritto da rivedere prima di prendersi due palle break con il dritto lungolinea. Gli basta la prima, altro errore forzato di De Minaur.
Ancora non benissimo con la prima Sinner, che ha percentuali scese al 65%. Quando la trova la sfrutta bene. Arriva il secondo ace della sua partita ma anche un paio di errori che tengono in vita De Minaur. 40-30 Jannik per un rovescio lungo dell’australiano che torna in parità col dritto, trova il vantaggio col rovescio e si prende il game con la palla a rete di Sinner.
Jannik decide che è adesso il momento di blindare il set: tre palle break costruite con sapienza, tra scambi prolungati e traiettorie impossibili per De Minaur che incappa in tre errori consecutivi. Il doppio fallo dell’australiano regala a Sinner il punto del 3-2.
Dritto e rovescio vincenti, poi – a ruota – di rovescio arriva l’errore di Jannik che col dritto si fa a confezionare il punto che gli consente di beneficiare di due game point. Porta a casa il 2-2 sul secondo sfruttando l’errore di De Minaur con il rovescio.
Due ace in un solo game per De Minaur che con il primo fugge via e con il secondo si porta a casa il punto del 2-1.
Solo un 15 per De Minaur che prova a tenere aperto il game sfruttando l’errore si Sinner con il dritto ma è Jannik a vanificare la rimonta: prima il dritto vincente, poi il lungolinea di De Minaur finisce fuori dal campo.
De Minaur parte forte: non lascia punti a Sinner e si prende il primo game del secondo set, mostrando una grande reazione. L’australiano conferma una ripresa netta rispetto alla prima parte della partita, ora si gioca su livelli di equilibrio: sicuramente ne ha guadagnato lo spettacolo.
6-3 per chiudere il set. Sinner lascia a De Minaur solo il rovescio del 30-15 poi chiude il conto con un ace e uno smash.
Il primo 15 è di Sinner, poi De Minaur non gli lascia più nulla. Game veloce, 5-3 per l’azzurro
Sinner al termine del game si reca dal giudice di sedia: il motivo del contendere è il warning subito da Jannik che è visibilmente contrariato.
Il “warning per time-violation” è un avvertimento ufficiale nel tennis dato da un giudice di sedia per una violazione del tempo.
Flessione di Sinner, qualche calo di concentrazione e un calo di efficacia al servizio. La prima non entra più come nei primi game, Jannik viaggia con una percentuale di prime del 67% e di punti con la prima di poco superiore al 50%. Di contro, De Minaur ha superato lo stordimento iniziale, prova a prendere le misure, resta nel game.
Sale in cattedra il rovescio dell’australiano, c’è un warning per time-violation per Sinner che trova il 40-30 con uno smash e un errore di De Minaur al termine di uno scambio prolungato. Jannik blinda il 5-2 col servizio.
L’australiano prova a restare nel set. Al servizio tiene bene e si porta sul 30-0 con scioltezza. Poi Sinner si scuote, accantona qualche errore gratuito di troppo e riacciuffa il game. Sul 30-30 De Minaur torna a lavorare bene con la prima, servizio e dritto per il 40-30. Rovescio vincente lungolinea di Jannik che poi regala a De Minaur il secondo vantaggio con un dritto lungo e riceve il favore restituito dall’australiano, pallina in rete.
Palla break per Sinner, ottimo il diritto lungolinea di De Minaur ad annullarla. Ed è l’australiano a prendersi il game fin qui più lungo – 10′ – con due piazzati.
Il moto d’orgoglio di De Minaur:Â 15 iniziale, un’infilata che Jannik lascia scivolare via; poi il 15-30 che gli consente di tenere a bada la prima dell’azzurro; vanifica il game point di Sinner sul 40-40; si prende il primo vantaggio e sfrutta benissimo la palla break. 4-1.
Non c’è margine per De Minaur: il campo si rimpicciolisce quando colpisce e si espande a dismisura quando gli tocca ricevere. Il repertorio di Sinner è completo: la ricezione sta girando benissimo, nessuna sbavatura. Nello scambio resta sornione fino a che non decide di affondare. L’australiano trova un bel dritto lungolinea che tiene aperto il game sul 30-30, poi Jannik scappa via con un paio di piazzati. 4-0 in 14′.
Game velocissimo: lo strapotere di Sinner non lascia scampo a De Minaur che fatica nella risposta e lascia andare via tre punti con errori gratuiti. Jannik è partito alla grandissima.
Il quarto scambio, quello del 15-40 per Jannik, meritevole per intensità . Sinner chiude di dritto e si prende subito due palle break: a Jannik basta la prima.
Servizio e affondo con dritto, Jannik parte forte e lascia all’australiano solo un 15 intermedio prima di chiudere il game con l’ottima combinata tra la prima di servizio e il rovesciamento di campo alla risposta. La palla al servizio di Jannik ha viaggiato a 203 km/h.
Il Centrale di Vienna celebra nel migliore dei modi la prima delle due semifinali in programma oggi: spalti gremiti, il tifo per Sinner si sente, l’azzurro entra per secondo.
Ultimati i preparativi, classico scatto a rete dei due protagonisti. Tutto pronto: il primo a servire è Sinner
Si parte non prima delle 15.05, tennisti in procinto di cominciare la breve fase di riscaldamento e scambi.
A una manciata di minuti dall’inizio della sfida contro De Minaur, arriva il secondo messaggio lanciato dal giornalista Bruno Vespa a Jannik Sinner, che in precedenza il conduttore di Porta a Porta aveva criticato per la scelta di rinunciare ala Davis. Il nuovo tweet recita così:
Nell’elencare le ragioni di disaffezione di Sinner nei confronti dell’Italia, oltre alla residenza a Montecarlo e al rifiuto di giocare quest’anno in Davis, dimenticavo la rinuncia alle Olimpiadi e soprattutto il rifiuto di incontrare il capo dello Stato. Serve altro?
Per approfondire
Sinner: da Vespa altre frecciate a Jannik via social, scoppia nuova bufera sul web
Subito dopo Sinner, con orario approssimativo intorno alle 17, tocca a Lorenzo Musetti che prova a scrivere da capo una storia che lo vede sfavorito al cospetto di Alexander Zverev, numero 3 al mondo.
Il tedesco non ha giocato i quarti di finale per il forfait dell’olandese Griekspoor. I precedenti sorridono al carrarino: 3-1 negli scontri diretti con striscia positiva di Musetti nelle ultime tre sfide: Olimpiadi di Parigi, Vienna 2024 e Roma 2025.
Cose positive: il ranking racconta cose buone. Non sarà facile per Sinner il controsorpasso repentino ad Alcaraz ma potrebbe allontanarsi dall’Austria dopo aver aperto uno spiraglio.
Perché Vienna è importante: 200 i punti rosicchiati fin qui da Jannik a Carlos, vincendo il torneo ne blinderebbe altri 300 fino a ridurre lo svantaggio da Alcaraz – alle porte di Parigi – a 840 punti.
Il capitolo francese ci dice invece che Jannik lo scorso anno non partecipò mentre Alcaraz difende solo 100 punti dell’ultima edizione.
L’incastro perfetto? Sinner che trionfa a Vienna e Parigi e Alcaraz che non va oltre i quarti di finale del torneo francese.
Mentre occorre ancora mandare in archivio l’Austria, c’è già Parigi che reclama il suo spazio. Prossima destinazione la Francia, da lunedì ci si trasferisce nella capitale transalpina: definito il tabellone, qualche difficoltà per Jannik c’è. Bergs o Michelsen al primo turno; eventuale ottavo di finale contro uno tra Mensik, Kecmanovic e Cerundolo; l’incrocio ai quarti potrebbe portare dritto a Rublev, Shelton o, di nuovo, Cobolli.
Zverev e Musetti sono inseriti nella parte di tabellone che li condurrebbe verso Jannik, la sfida con Alcaraz è possibile sono in una ipotetica finale.
Laila Hasanovic sembra essere riuscita a rinvigorire ulteriormente Sinner: presenza, vicinanza, sostegno. Da ora anche alla luce del sole, senza filtri né preoccupazioni eccessive che un fatto di vita personale possa sfociare nel gossip.
La serenità di Jannik passa anche attraverso la sfera sentimentale, il resto conta meno. Contano meno i giudizi degli altri e contano poco anche le polemiche innescate dal gran rifiuto: il no alle Finals di Coppa Davis, per tanti, è un rifiuto implicito all’Italia.
Sinner ha motivato adducendo la volontà di partire forte, di mettere a fuoco presto un 2026 che gli deve restituire il numero 1 nel ranking. Per alcuni la spiegazione è una toppa più grande del buco – perché, per esempio, Carlos Alcaraz non ha fatto calcoli e alla Spagna ha detto sì – per altri basta e avanza per dare credito incondizionato all’altoatesino.

L’australiano è in forma, anche per lui percorso netto senza set lasciati agli avversari. L’esordio contro Rodionov in scioltezza, secondo turno più equilibrato ma la solidità di Misolic non è bastata a fargli perdere un servizio per set.
Poi la sfida contro Berrettini: dopo un primo set a senso unico, la reazione di Matteo ha portato il secondo set fino al tie break, lucidissimo De Minaur che non ha concesso nulla e posto fine al percorso del romano con un 7-4.
Cobolli nel secondo set del derby a tinte tricolori è l’avversario che più ha impensierito Sinner. Altmaier al primo turno è stata pura formalità , la sfida dei quarti contro Bublik è scivolata più lineare di quanto dica il novero dei game, con Jannik chirurgico nell’assestare i break giusti al momento opportuno.
Mancava in Austria dal 2023, a Vienna vinse lui mentre l’anno dopo ha dato forfait. Sinner e il tennis, peraltro, è diventato un trittico di elementi nel quale occorre inserire la parola record: il vocabolario di Jannik riporta un primato personale: terza vittoria consecutiva senza concedere break. Non gli era mai capitato.
Allargando il discorso al libro delle statistiche generali, invece, per l’azzurro quella contro Bublik è stata la 19esima vittoria consecutiva indoor, ottava di fila nella capitale austriaca.
Sinner-De Minaur, e messa così pare che Jannik abbia già in tasca il pass per la finale. E non solo per lo strapotere dell’altoatesino – che sta macinando gran tennis e si lascia indietro pochi game in concessione – ma anche per i numeri schiaccianti di una statistica che pare non lasciare margini all’australiano.
I precedenti restituiscono un percorso netto, quello di Jannik, che quando vede Alex non ha pietà : 11 sfide tra i due, 11 vittorie dell’azzurro. Qualcuno dirà che il bilancio effettivo è di 12 precedenti per un parziale di 11 vittorie a 1: in parte è così, se si tiene conto del Masters 1000 di Parigi-Bercy 2023, quando Sinner si ritirò prima di scendere in campo.
Il presente di Jannik racconta che l’obiettivo immediato è la finale numero 31 in carriera in un torneo Atp. L’orizzonte che si spalanca davanti all’italiano dice invece qualcosa di più: si è riaperta la caccia al primo posto nel ranking e il percorso – Austria permettendo – si sta delineando in maniera nitida.

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