Giro d’Italia 2026, Tappa 8: Chieti – Fermo (156 km)
| KM | Situazione |
| 156/156 | Jhonatan Narváez conquista la vittoria giungendo solitario al traguardo, seguito ad una trentina di secondi da Andreas Leknessund. Terzo posto per Martin Tjotta. |
Ultimo aggiornamento:
Giro d’Italia 2026, Tappa 8: Chieti – Fermo (156 km)
| KM | Situazione |
| 156/156 | Jhonatan Narváez conquista la vittoria giungendo solitario al traguardo, seguito ad una trentina di secondi da Andreas Leknessund. Terzo posto per Martin Tjotta. |
Jhonatan Narváez vince da favorito l’ottava tappa (nonché la seconda di questa edizione 2026) del Giro d’Italia, da Chieti a Fermo: una frazione, quella odierna, disturbata dal vento nella prima parte e che è stata abbastanza caotica nel gruppo.
Dopo vari tentativi di scatti e controscatti, tra cui all’inizio anche quelli di Alberto Bettiol e Filippo Ganna, alla fine tre corridori (Leknessund, Bjerg e Narvaez) hanno messo a segno la fuga prima che la tappa, disturbata dal forte vento laterale, si accendesse sui muri fermani. In seguito si è creato un gruppo di 21 contrattaccanti, seguiti da quello maglia rosa con Vingegaard (attuale maglia azzurra). La situazione è rimasta stabile, ma sul penultimo muro di giornata, quello di Capodarco, Narvaez ha attaccato e lasciato dietro di sé gli altri due fuggitivi. Leknessund ha provato a non perdere la scia dell’ecuadoriano, e alla fine riesce a chiudere secondo a 32 secondi di distacco.
Afonso Eulálio sul finale sprinta nel gruppo maglia rosa, che ovviamente conserva. Jonas Vingegaard e Giulio Pelizzari non hanno risposto allo scatto dell’attuale leader di classifica, che resta comunque pressoché invariata: il danese però guadagna 2 secondi sul portoghese, Pellizzari a 4 minuti e 28.
1-Afonso Eulalio (POR, Bahrain – Victorious) 34:28.42
2-Jonas Vingegaard (DEN, Team Visma – Lease a Bike) +3:15
3-Felix Gall (AUT, Decathlon CMA CGM Team) +3:34
4-Christian Scaroni (ITA, XDS Astana Team) +4:18
5-Jai Hindley (AUS, Red Bull-BORA-hansgrohe) +4:23
6-Giulio Pellizzari (ITA, Red Bull-BORA-hansgrohe) +4:28
7-Ben O’Connor (AUS, Team Jayco AlUla) +4:32
8-Mathys Rondel (FRA, Tudor Pro Cycling Team) +4:56
9-Thymen Arensman (NED, Netcompany INEOS) +5:07
10-Michael Storer (AUS, Tudor Pro Cycling Team) +5:11
1-Jhonatan Narvaez (ECU, UAE Team Emirates – XRG)3:27.26
2-Andrea Leknessund (NOR, Uno-X-Mobility) +0:32
3-Martin Tjotta (NOR, Uno-X-Mobility) +0:42
4-Thomas Guillermo Silva (URU, XDS Astana Team) +0:44
5-Lorenzo Milesi (ITA, Movistar Team) s.t.
6-Christian Scaroni (ITA, XDS Astana Team) +0:48
7-Corbin Strong (AUS, NSN Cycling Team) +0:55
8-Juan Pedro Lopez (ESP, Movistar Team) s.t.
9-Wout Pouls (NED, Unibet Rose Rockets) +0:58
10-Markel Beloki (ESP, EF Education EasyPost) +1:00
Dentro Fermo la maglia rosa Afonso Eulálio si pone in testa al gruppo, in cerca degli abbuoni per la classifica. Intanto Leknessund conquista il secondo posto.
Narvaez supera il durissimo muro di via Reputolo e va verso la vittoria, Leknessund è a 20 secondi dall’ecuadoriano. Il gruppo maglia rosa, con in testa anche Vingegaard e Pellizzari, è a 2 minuti e 38.
Narvaez stabilizza il suo vantaggio anche in discesa, con 15 secondi su Leknessund. Il gruppo maglia rosa è a 3 minuti e mezzo.
Leknessund cerca di non perdere di vista Narvaez, con un ritardo dall’ecuadoriano di 14 secondi. Il battistrada intanto scollina da Capodarco: segue una breve discesa e poi l’ultimo muro di giornata.
I fuggitivi si avvicina al penultimo muro di oggi, il GPM di quarta categoria di Capodarco. Il tratto iniziale vede protagonista Narvaez, al suo primo attacco odierno nei confronti degli altri battistrada. L’ecuadoriano porta con sé Leknessund. Mancano 10 km al traguardo.
I corridori affrontano i muri fermani: si comincia col Muro del Ferro, 540 mt all’11,1% e che ha in cima il Red Bull KM. La situazione in corsa è pressoché stabile: tre fuggitivi (Leknessund, Bjerg e Narvaez), un gruppo di una trentina di contrattaccanti a un minuto e quello maglia rosa a tre minuti e mezzo.
Non c’è accordo tra i contrattaccanti per riprendere i fuggitivi: qualche fiammata, che però non va a buon fine.
Superata la salita di Monterubbiano di quarta categoria, con Narvaez che transita per primo. Ora 6 km di discesa, i tre battistrada hanno un vantaggio di 54 secondi sugli inseguitori e di 3 minuti e 34 sul gruppo maglia rosa. Mancano 35 km al traguardo.
Garofoli ora ci prova da solo: il corridore della Soudal va all’inseguimento in solitaria dei tre fuggitivi. Intanto il distacco del gruppo maglia rosa sale a 3 minuti tondi.
Quando mancano 50 km al traguardo, Gianmarco Garofoli della Soudal Quick-Step prova a dare slancio al gruppo dei contrattaccanti mettendosi in testa. Ma la fuga sembra ormai andata.
Questi i contrattaccanti dei tre fuggitivi, con un distacco di 48 secondi (1 minuto e 22 quello della maglia rosa):
Filippo Magli e Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber)
Cyril Barthe e Johan Jacobs (Groupama-FDJ)
Simone Gualdi (Lotto Intermarché)
Alessandro Pinarello e Corbin Strong (NSN Cycling Team)
David González (Q36.5 Pro Cycling Team)
Fabio Van den Bossche (Soudal Quick-Step)
Christopher Juul-Jensen (Team Jayco AlUla)
Chris Hamilton e Frank van den Broek (Team Picnic PostNL)
Mirco Maestri, Andrea Mifsud e Thomas Pesenti (Team Polti-VisitMalta)
Igor Arrieta (UAE Team Emirates-XRG)
Niklas Larsen e Wout Poels (Unibet Rose Rockets)
Johannes Kulset (Uno-X Mobility)
I battistrada iniziano la scalata della prima asperità di oggi, un GPM di terza categoria: i 10 km di Montefiore dell’Aso, con pendenza media del 3,6% e massime al 10%.
Dietro ai tre fuggitivi si crea un gruppo di 21 contrattaccanti, che si porta a 42 secondi dai battistrada. Il gruppo maglia rosa invece è a un minuto e 22 secondi. Ci avviciniamo al traguardo volante di Cupra Marittima, e mancano 60 km al traguardo.
I tre contrattaccanti vengono ripresi dal gruppo maglia rosa, ora compatto alle spalle dei tre fuggitivi principali con un ritardo di 50 secondi.
I tre in fuga hanno un vantaggio di 45 secondi sul gruppo maglia rosa e 30 secondi su Christen, Bayer e Kopecky, primi inseguitori.
In fuga Leknessund, Bjerg e Narvaez. Quest’ultimo ha le caratteristiche ideali per il finale sui muri fermani
Dopo che si è formato un gruppo più folto di una trentina di uomini al comando, tra cui la maglia rosa, si avvantaggiano tre fuggitivi. Il vento sta sparigliando la corsa, corridori che procedono in fila indiana.
Ad andare in fuga Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Bjerg (UAE Team Emirates XRG), Ulissi (XDS Astana Team), Bayer (Alpecin Premier – Tech), Crescioli (Team Polti VisitMalta), Hoelgaard (Uno-X-Mobility), Valgren (EF Education EasyPost) e Gualdi (Lotto Intermarchè).
Un drappello di otto-nove corridori riesce nell’intento di formare una fuga che pare resistere, ma subito sulle loro tracce si mette Filippo Ganna, portando con sé il resto del gruppo. Evidentemente la NetCompany Ineos non intende far andare via i battistrada.
Ancora scatti e controscatti, nessun tentativo di fuga sta andando in porto.
I tentativi di fuga vengono inibiti anche dal vento contrario, inoltre è prevista pioggia nei tratti verso il fermano.
Ritmi molto alti in questo avvio di gara: adesso siamo su una media di 52 km/h. Per il momento i tentativi di fuga non riescono ad andare a segno.
Dopo essere raggiunti da un terzetto di corridori, tra cui Diego Ulissi (XDS Astana) e Jensen Plowright (Soudal Quick – Step), Bettiol e Ganna vengono ripresi dal resto del gruppo. Si esaurisce per ora la fuga quando mancano poco più di 100 km al traguardo. Si ritira intanto Fabio Christen dopo una caduta nelle prime fasi di gara.
Dopo un primo tentativo di fuga alla partenza, con protagonisti Francesco Busatto (Alpecin-PremierTech), Mattia Bais (Polti VisitMalta), Iván García Cortina (Movistar), Alberto Bettiol (XDS Astana), Simone Gualdi (Lotto Intermarché) e Filippo Turconi (Bardiani CSF 7 Saber), il gruppo ha riassorbito quasi immediatamente i fuggitivi. Ci prova poi Giulio Ciccone, ripreso pure lui immediatamente, e quindi Bettiol e Filippo Ganna (NetCompany Ineos). Fuga per il momento che è andata a segno, con i due che iniziano a guadagnare sui 20’ sul gruppo. Intanto cade Mark Donovan della Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team.
Dopo il primo arrivo in salita, e che salita visto che parliamo del GPM di prima categoria del Blockhaus, il Giro d’Italia 2026 concederà forse un po’ di respiro ai corridori nella prima parte della tappa 8, la Chieti – Fermo da 156 km. La seconda parte, invece, sarà all’insegna degli strappi e dei muri. Difficoltà non certo da alta montagna, ma che saranno molto insidiose e assolutamente da non sottovalutare, neanche per gli uomini di classifica. Classifica dove, ricordiamo Jonas Vingegaard dopo la vittoria di ieri è balzato al secondo posto dietro Afonso Eulálio, con un ritardo di 3 minuti e 17, laddove Giulio Pellizzari per il momento è quinto a 4 minuti e 28 dalla maglia rosa.

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