Liegi-Bastogne-Liegi 2026
| km | Ordine d’arrivo |
| 259,5/259,5 | 1. Tadej Pogacar 2. Paul Seixas 3.Remco Evenepoel |
Ultimo aggiornamento:
| km | Ordine d’arrivo |
| 259,5/259,5 | 1. Tadej Pogacar 2. Paul Seixas 3.Remco Evenepoel |
Tadej Pogacar conquista la Liegi-Bastogne-Liegi 2026, con un modus operandi ormai consueto per il campionissimo sloveno, arrivato in solitaria al traguardo ma dopo aver duellato con Paul Seixas sulla Côte de la Redoute. E proprio questa è la novità , perché il corridore della UAE per una volta tanto ha trovato pane per i suoi denti, ovvero il giovanissimo prospetto della Decathlon CMA CGM che a 19 anni ha dimostrato di poter battagliare ad armi pari con uno come Pogacar e conquistare un notevole secondo posto in una corsa monumento come la Liegi (dopo aver vinto la Freccia Vallone).
Terzo posto per Remco Evenepoel, che ha provato ad approfittare nelle prime fasi della corsa portandosi nel gruppo di testa con tutti i favoriti, per poi cedere all’andatura di Pogacar all’inizio della salita della Redoute. Sono rimasti così solo il campione del mondo e Seixas quando mancavano circa 30 km al traguardo: il francese però ha dimostrato come abbiamo detto di avere la stoffa, pur cedendo (ma senza affondare) ad un corridore di maggiore esperienza e palmarès quale è Pogacar (che ricordiamo nei due anni precedenti sulla Redoute rimase da solo, a differenza di quanto avvenuto oggi).
Nella top ten della Liegi-Bastogne-Liegi 2026 ci sono anche due italiani: Christian Scaroni è ottavo, Filippo Zana è decimo. Entrambi, essendo nel primo gruppo inseguitore che ha deciso in volata le posizioni sotto al podio, sono a a 1’42” da Pogacar.
1.Pogacar (UAD) 05h 50′ 28″
2.Seixas (DCT) + 00′ 45″
3.Evenepoel (RBH) + 01′ 42″
4.Verstrynge (APT) + 01′ 42″
5.Bernal (IGD) + 01′ 42″
Ai -5 km Pogacar continua la sua marcia solitaria e ormai trionfale, Seixas va verso il secondo posto con un ritardo di poco inferiore al minuto. L’altro inseguitore, Skjelmose, è staccato di 2’10”, mentre il gruppo con un nervoso Evenepoel è attardato di 2’20”.
Quando mancano 10 km al traguardo la situazione è questa: Pogacar comanda solitario e va verso il trionfo alla Liegi 2026, Seixas è staccato di una trentina di secondi e lavora per conquistare un comunque notevole podio. Il resto del gruppo è diviso in due: anzitutto c’è quello con Skjelmose con un distacco di quasi due minuti, poi quello con Evenepoel a due minuti e venti.
Ai -13,8 km Pogacar, sulla la Roche-aux-Faucons, sferra un altro attacco ed è quello decisivo: questa volta Seixas non riesce a resistere né a rispondere alla fiammata del campione del mondo, e si stacca. Il corridore della UAE va verso la vittoria in solitaria.
Proprio all’inizio della salita della Côte de la Roche-aux-Faucons Pogacar non perde tempo e prova a sorprendere Seixas attaccando, ma il 19enne non si lascia staccare e sta con la mezza ruota attaccato al campione del mondo. Mancano 14 km al traguardo
A -20 km al traguardo Pogacar e Seixas continuano a scavare un solco sempre più profondo con il primo gruppo inseguitore (dove c’è Evenepoel): ora il distacco supera il minuto e si aggira sull’1’10”.
Pogacar e Seixas, il duo al comando, stacca di quasi un minuto il gruppo con Evenepoel. Dopo la Côte des Forges, 1,3 km al 7,8% di pendenza media, un’altra salita che potrebbe essere decisiva (anche perché sarà l’ultima) sarà la Côte de la Roche-aux-Faucons da 1,3 km, e con una media dell’11%. Intanto le medie restano sempre alte per questa gara, 44 km/h.
Evenepoel paga una quarantina di secondi da Pogacar e Seixas, e assieme a lui si forma un gruppo di inseguitori dove il belga sta tirando, composto tra gli altri anche da Skjelmose e Scaroni.
Pogacar e Seixas sono quindi in testa, con Skjelmose staccato di 20 secondi in qualità di primo inseguitore. Evenepoel paga invece 35 secondo dai due battistrada, che collaborano con cambi regolari, per ora. Mancano 32,5 km al traguardo.
Comincia l’ascesa della Côte de la Redoute, 1,6 km con pendenze medie del 9,4%: può essere la salita che imprimerà la svolta alla corsa. UAE sempre in testa, si crea un piccolo buco tra un gruppetto di corridori (dove c’è anche Seixas) da cui si stacca Evenepoel. E Pogacar inizia subito ad attaccare, seguito proprio da Seixas.
Grande vivacità nel gruppo di testa per cercare di non perdere le posizioni e approcciare la Redoute nelle prime, in modo da poter ottenere subito un vantaggio concorrenziale sugli altri corridori.
Scollinamento dalla Côte de Desnié, con una discesa molto veloce che condurrà ai piedi della Redoute, dove apriranno la strada una trentina di corridori con in testa la UAE di Pogacar. Mantengono la posizione anche Evenepoel e Seixas. Mancano 45 km al traguardo.
I corridori hanno superato anche il Col du Maquisard: tocca quindi alla Côte de Desnié (1,6 km con pendenza media 8,1%) e successivamente l’attesa Côte de la Redoute (1,6 km al 9,4%). La situazione resta quella, con un gruppo con i tre principali favoriti (Pogacar, Evenepoel e Seixas) nel gruppo di testa. Le medie orarie sono di 44 km/h.
In testa al gruppo che comanda la corsa c’è Pavel Sivakov, che con la sua UAE sta dettando i ritmi. Mancano 63 km al traguardo, ci stiamo avvicinando alla Redoute. Ancora nessun attacco che possa cambiare volto alla corsa.
I corridori adesso affrontano il Col du Rosier, 4,4 km con pendenza media al 5,7%. Mancano 70 km, e in testa c’è sempre un gruppone compatto con i principali favoriti (Pogacar, Evenepoel e Seixas, più italiani come Ciccone, Covi e Mosca).
Maximilian Schachmann attacca sulla Côte de la Haute-Levée (2,2 km al 7,5%) e si porta in testa in solitaria, pur con un vantaggio esiguo sul gruppo con Pogacar, Seixas ed Evenepoel, che riprende facilmente il corridore della Soudal Quick-Step. Attardato di un minuto e mezzo l’altro gruppo con Tom Pidcock, alle prese con un problema meccanico alla propria bici.
La corsa è entrata subito nel vivo nei primo chilometri con un nutrito gruppo di fuggitivi, tra cui uno dei favoriti, Remco Evenepoel. Ai -95 il gruppo, con Tadej Pogacar (con la fascia a lutto al braccio per ricordare l’ex compagno di squadra Camilo Munoz, scomparso dopo una caduta al Tour de Jura dello scorso 18 aprile), riesce a riprendere i battistrada, proprio quando la corsa inizia la successione di nove colli.
La primavera delle classiche giunge al termine con la Doyenne, la decana di queste corse nonché l’ultimo atto del Trittico delle Ardenne e della Campagna del Nord. Parliamo della Liegi-Bastogne-Liegi, giunta alla sua 112esima edizione e che si svolge su un percorso di 259,4 km (in aumento di 7,5 rispetto allo scorso anno) nel territorio belga e che si presta alle caratteristiche degli scalatori. Prima della stagione estiva dei grandi giri il calendario del ciclismo prevede la quarta delle classiche monumento che presenta undici côte, alcune di esse iconiche come il Col du Rosier, la Côte de la Redoute e la Côte de la Roche-aux-Faucons.
In gara Tadej Pogacar, che quest’anno mancherà l’impresa della vittoria di tutte e cinque le monumento dopo essere stato battuto da Wout van Aert alla Parigi-Roubaix, ma è ovviamente il favoritissimo oggi oltre che essere il trionfatore uscente e anche nel 2024 e nel 2021. Chi ha conquistato la Liegi nel 2022 e nel 2023 è stato invece Remco Evenepoel, idolo di casa e reduce dal successo alla Amstel Gold Race di quest’anno. Atteso poi Paul Seixas, prospetto del ciclismo contemporaneo che si è tolto anch’egli una soddisfazione nelle corse del nord e delle Ardenne di questa stagione, trionfando alla Freccia Vallone. Tra gli outsider citiamo anche Tom Pidcock, Romain Grégorie e Mattias Skjelmose.

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