Nelle prime fasi della gara, verso la prima asperità del Col de la Croix de Fer, si forma una fuga prima di 40 corridori e poi di 15, con dentro tra gli altri Kuss, Piganzoli, Hindley, Ayuso, Carapaz, Riccitello, Paret-Peintre: rappresentate le squadre insomma con velleità di classifica, anche per la maglia a pois. A transitare per primo sull’hors-catégorie del Croix de Fer Carapaz, seguito da Paret-Peintre. Successivamente ai fuggitivi si unisce la maglia verde Pedersen, che oggi aveva l’obiettivo di sprintare sul traguardo volante di Saint-Julien-Mont-Denis: ci è riuscito, assicurandosi i 25 punti e ipotecando il trionfo domani a Parigi come miglior corridore della classifica a punti.
È il momento quindi del Col du Télégraphe, GPM di prima categoria: lungo la scalata restano in 7 fuggitivi, ovvero Carapaz, Ayuso, Hindley, Johannessen, Kuss e Arensman. Si stacca Healy, a 38 secondi di ritardo, seguito a breve distanza dal duo Piganzoli e Foss.
In tutto ciò, il gruppo maglia gialla ha un ritardo di 4 minuti e mezzo circa: tra i fuggitivi ricordiamo che i più alti in classifica sono Ayuso, settimo a quasi sedici minuti di ritardo, e Carapaz, ottavo a ventuno minuti dalla maglia gialla.
Ed è proprio l’ecuadoriano attuale maglia pois che, a circa -5 km dalla vetta, decide di attaccare e scatta per prendere solitario la testa della corsa, e andare così a scollinare per primo sul Télégraphe e dare maggior vigore alla sua leadership tra gli scalatori. Nel frattempo, tra gli inseguitori si stacca Ayuso.