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Diventa papà nell'intervallo della partita: la magica notte della stella NBA

"Aspettavo da tanto tempo", ha sorriso Damian Lillard, che dopo aver segnato 41 punti a New Orleans è tornato di filato in Oregon, 4000 km più a ovest.

Ci sono notti più magiche delle altre: vale per tutti noi, ma anche per chi è un campione dello sport e di notti magiche ne vive in media più degli altri. Ma ciò che è capitato all’intervallo di New Orleans Pelicans-Portland Trail Blazers di NBA, Damian Lillard se lo ricorderà per sempre.

Il 27enne playmaker nato ad Oakland (California) è una delle stelle più splendenti dei Blazers, unica franchigia per cui ha militato sin dal suo debutto in NBA. E anche la partita contro i Pelicans stava confermando le sue già note qualità, con i rossoneri tranquillamente in vantaggio contro gli avversari della Louisiana. Durante l’intervallo della partita, però, una ordinaria seppur vincente serata si è tramutata in uno dei momenti più belli della sua vita.

“Torna a casa”, il messaggio che ha trovato sul suo cellulare. Immediatamente Damian ha capito: il suo primogenito aveva deciso di venire al mondo proprio nel momento in cui il babbo stava giocando dalla parte esattamente opposta degli Stati Uniti, a oltre 4000 km di distanza. Otto giorni di ritardo per il piccolo, con tutte le preoccupazioni del caso per la famiglia Lillard. Fino al messaggio liberatorio.

C’era però ancora un intero tempo da giocare e Lillard è tornato sul parquet dello Smoothie King Center di New Orleans in quello che non è azzardato definire uno “stato di grazia”: 41 i punti a referto a fine partita, di cui ben 20 nell’ultimo quarto. Quando il pensiero era probabilmente ormai tutto proiettato sulla famiglia, sulla sua compagna, sul piccolo neonato. Sulla consapevolezza di essere un papà.

“Aspettavo da tanto tempo”, ha sorriso a fine partita, cercando di sbrigare nel minor tempo possibile gli obblighi con la stampa mentre ai piedi già era pronto il bagaglio che avrebbe portato con sé nel lontano Oregon, volando a casa con un aereo privato già messogli a disposizione dai Blazers.

“Ora sarà meglio che io mi dia una mossa, e anche che mi faccia una bella dormita in volo. Ho la sensazione che d’ora in poi non avrò più tante occasioni di riposare”, l’ultima dichiarazione pubblica. Prima di sparire da microfoni e telecamere e vivere una delle notti più magiche della sua vita. Senza che i 41 punti c’entrino nulla.

SPORTAL.IT | 28-03-2018 11:20

Diventa papà nell'intervallo della partita: la magica notte della stella NBA Fonte: 123RF

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