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Djokovic avvicina al ritiro, ma mette in guardia Sinner: “A Wimbledon non ho recuperato, agli US Open sarò al massimo”

Nole ammette le difficoltà incontrare sull'erba londinese in semifinale contro Jannik e avverte i rivali in vista degli US Open

3 min di lettura

Lorenzo Marsili

Lorenzo Marsili

Giornalista

Giornalista pubblicista, redattore, divulgatore. E' una delle anime video del sito: racconta in immagini un evento e lo fa come pochi altri

Presente a New York per presentare il documentario Prime Video “Novak Djokovic – Il lupo d’inverno, nel corso della trasmissione tv CBS Mornings, Nole ha, di fatto, aperto all’eventualità di appendere presto la racchetta al chiodo. Nonostante il buon cammino a Wimbledon che lo ha portato fino alla semifinale poi persa con Jannik Sinner, il serbo, che lo scorso 22 maggio ha spento 39 candeline, non ha nascosto le difficoltà nel continuare a calcare i campi del circuito, ma invia un messaggio forte e chiaro in vista degli US Open.

Djokovic e il rapporto con l’età

Tra ricordi d’infanzia “ho chiesto a mio padre di comprarmi una racchetta ed è iniziata così la mia storia d’amore con il tennis” e il tennis vissuto, oltre che come passione, come una missione per regalare ai genitori “la migliore vita possibile”, Djoko ha parlato del suo rapporto con gli anni che passano: “Se penso alla mia età? No, penso a giocare un buon tennis. Sono le persone a ricordarmi la mia età. A dire il vero, però, quando non lo fanno loro, ci pensa il mio corpo…”.

Il vantaggio di Sinner e Wimbledon

“Provo però – prosegue Nole – a sfruttare ogni minimo vantaggio per riuscire a competere ancora ad alto livello. Contro i giovani non è facile e il corpo risponde in modo diverso rispetto al passato. Ma è normale, è biologia, no? Se mi guardo indietro, ho giocato oltre 20 anni al livello più alto e ora ci metto molto più tempo a recuperare. Dopo le 5 ore e un quarto nel quarto contro Auger-Aliassime a Wimbledon non sono riuscito a recuperare come avrei voluto. E con questo non voglio togliere meriti a Sinner, che poi ha vinto la finale, ma adesso per me è diverso”.

La promessa verso gli US Open

La volontà di continuare ancora però resta intatta. Archiviata l’erba inglese, Djokovic inaugura la stagione americana sul cemento al Masters 1000 di Cincinnati, antipasto degli US Open, che in carriera lo hanno incoronato in ben quattro occasioni: “A New York voglio competere al massimo livello. Il mio più grande nemico, come sempre, sono io. Gli US Open sono una delle ragioni principali per cui continuo a competere”, ha ammesso l’attuale numero 7 del ranking.

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