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Doha, Alcaraz parte con una vittoria convincente su Rinderknech: è la numero 150 sul cemento (Sinner è a 233)

Debutto vincente per Alcaraz a Doha: Rinderknech gli dà filo da torcere ma cede 6-4 7-6. Per lo spagnolo è la 150esima vittoria sul veloce: Sinner è a 233, ma la sfida è lanciata.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Non una passeggiata di salute, di certo però un bel test per far capire al mondo intero che il numero 1 è sempre e soltanto lui. Anzi, il numero… 150, come le vittorie ottenute in carriera sul cemento da Carlos Alcaraz, traguardo festeggiato nel successo al debutto a Doha contro Arthur Rinderknech, superato 6-4 7-6 in coda a un match che ha vissuto momenti di assoluta qualità e spettacolo, ma nel quale lo spagnolo alla fine ha saputo volgere a proprio favore gli scambi che contavano di più. Un Alcaraz cinico, spietato ma anche sfrontato, proprio come impone il copione.

Sinner e Auger restano lontani, ma a Carlitos ora piace il veloce

In verità il francese s’è un po’ buttato via da solo, pensando all’unico break subito in tutto il match arrivato quando era sopra 40-0 nel quinto gioco del parziale d’apertura. Su quella rimonta coronata con successo il murciano ha costruito il resto dello spartito: ha concesso pochissimo al servizio (85% di punti vinti con la prima), ha saputo incidere come da abitudine in risposta (appena il 48% di punti vinti con la seconda da Rinderknech), ha impresso il suo marchio di fabbrica con 27 vincenti, sebbene il rivale ne abbia ottenuti appena un paio di meno (ed entrambi hanno commesso 15 gratuiti).

Ha portato dalla sua parte i punti che pesavano di più, come solo i campioni sanno fare: con questa, come detto, fanno 150 vittorie sul veloce, lontano comunque dalle 233 di Sinner e dalle 194 di Auger-Aliassime, che sulla carta (ma solo sulla carta, a quanto pare) sul cemento sanno essere più efficaci e continui. O forse sarebbe meglio parlare al passato, perché Alcaraz pare aver alzato sensibilmente i giri del motore anche sul veloce.

Rinderknech si complica la vita, ma esce a testa alta

Rinderknech ha provato a tenere botta per tutto l’incontro affidandosi a tanto serve and volley, riuscendo così a disinnescare la proverbiale volontà dello spagnolo di allungare gli scambi. Il piano ha funzionato fino al già citato quinto gioco, che pareva chiuso a doppia mandata e che invece s’è rivelato una terribile buccia di banana, con 5 punti di fila per un break quanto mai decisivo. Rischia grosso il francese anche due game dopo (stesso copione: da 40-0 a 40 pari), ma alla fine Alcaraz si fa bastare i suoi solidi giochi al servizio per chiudere sul 6-4.

Nel secondo i servizi dominano incontrastati, con il copione che si mantiene fedele al primo set, ma con il numero 1 del mondo che un po’ a sorpresa si ritrova a concedere due palle break pericolosissime, perché travestite da set point nel dodicesimo gioco: la prima l’annulla con un servizio a uscire, la seconda complice anche un errore di Rinderknech che sbaglia un recupero con coefficiente di difficoltà non troppo elevato.

Si va al tiebreak, dove Alcaraz sale 5-4 con due servizi a disposizione, ma la prima palla match viene rispedita indietro dal transalpino con una risposta di rovescio alle righe. Sulla seconda Carlitos va di diritto in corsa e chiude la contesa.

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