Una volta i primi due mesi dell’anno erano una sorta di campo minato, adesso sono diventati una distesa di fiori. Perché a Carlos Alcaraz quest’anno riesce tutto alla perfezione: ad Arthur Fils nella finale di Doha ha lasciato la miseria di tre game (6-2 6-1), e nel breve volgere di un’oretta e spiccioli s’è preso il secondo titolo stagionale, allungando a 12 gare la striscia di vittorie consecutive da inizio anno. Carlitos è un rullo compresso e così facendo rafforza anche la propria leadership nel ranking ATP, con Sinner che paga dazio e vede allontanarsi di ulteriori 300 punti il rivale spagnolo (13.550 punti contro i 10.400 dell’altoatesino).
- Titolo numero 26, il nono a livello 500: Carlitos è inarrestabile
- Fils senza armi per controbattere: finisce 6-2 6-1
- Carlitos ammette: "Volevo questa grande partenza di stagione"
Titolo numero 26, il nono a livello 500: Carlitos è inarrestabile
Non fosse stato per il tiebreak vinto da Khachanov nel primo set del match di dei quarti di finale, Alcaraz in Qatar non avrebbe lasciato indietro neppure un set. Ma i numeri testimoniano tutti dalla sua parte: nelle 12 partite vinte da inizio gennaio in poi ha perso complessivamente 4 parziali (31 quelli vinti), mostrando una solidità mentale e una condizione fisica invidiabili, specie pensando a quanto faticava in passato tra la fine e l’inizio della nuova stagione.
Un Alcaraz completamente rigenerato e capace di superare indenne il traumatico divorzio da Juan Carlos Ferrero, tanto che più d’uno s’interroga adesso se non fosse davvero l’ex coach il “problema” che teneva bloccato Carlitos in determinati appuntamenti.
Alcaraz che peraltro ha eguagliato il numero di finali giocate proprio da Ferrero (34, e questa e la sua 26esima vittoria), peraltro la nona nei tornei 500 dove solo i Big 3 ne hanno vinti di più in carriera (16 Federer, 15 Nadal, 14 Djokovic: Sinner è a quota 7). Insomma, numeri altisonanti per un ragazzo che tra poco più di due mesi compirà 23 anni appena. Numeri che testimoniano una leadership sulla quale nessuno ad oggi può avere nulla a che ridire.
Fils senza armi per controbattere: finisce 6-2 6-1
Fils ha provato a tenere botta contro lo spagnolo, ma è andato in crash praticamente all’istante. Il break trovato nel primo gioco da Alcaraz suona sinistro come pochi: il francese fatica a tenere negli scambi prolungati e ancor più a incidere al servizio. Ne vien fuori una masterclass da parte del numero 1 del mondo, che affonda ulteriormente i tentacoli sulla finale piazzando un altro break nel quinto gioco, stavolta imperniato su una notevole tenuta difensiva (due gran recuperi girano completamente il game).
Senza concedere alcun gratuito, per Carlitos è un gioco da ragazzi fare un sol boccone del giovane Arthur, che nel secondo set perde nuovamente il servizio nel gioco d’apertura e poi ancora nel successivo, ritrovandosi sotto per 4-0 e senza armi per controbattere. Il terzo break nel set vale anche come lasciapassare per una rapida soluzione: questo Alcaraz è ingiocabile, e a Indian Wells (dove ha vinto nel 2023 e nel 2024) potrà alzare ancora l’asticella.
Carlitos ammette: “Volevo questa grande partenza di stagione”
Al pubblico che sperava di assistere a una partita un po’ più combattuta, Alcaraz ha riservato parole al miele. “Capisco che avreste voluto tutti vederci in campo un po’ più a lungo, ma posso solo dire per mio conto che quest’anno volevo davvero fare il massimo, dopo che un anno fa ero uscito ai quarti di finale e non potevo certo essere felice del mio rendimento.
Stavolta ho abbassato un po’ il mio livello soltanto nella semifinale con Rublev, e per mia fortuna solo in parte, ma poi la chiusura è stata ottima. Ho vissuto una bellissima prima parte di stagione, la migliore della mia giovane carriera, e anche questa settimana è stata entusiasmante. Volevo vincere per ripagare tutto il calore e l’affetto ricevuto qui a Doha già lo scorso anno e credo di esserci riuscito”.
Fils, alla quinta finale in carriera (la seconda persa dopo quella di Anversa nel 2023 contro Bublik), ha chiesto scusa al pubblico per la prova deludente: “Purtroppo sapevo che avrei potuto fare fatica contro questo Alcaraz. Aver saltato gli Australian Open per il problema alla schiena che già mi aveva condizionato tutta la seconda parte dello scorso anno mi ha permesso di giocare a un certo livello, ma personalmente devo essere solo contento di essere tornato a giocare una finale dopo 8 mesi veramente difficili. Il prossimo anno spero di tornare a potermela giocare ancora meglio”.
