Chi col fiatone e chi trovando una strada un po’ più spianata, ma è la sostanza che conta: il lunedì del doppio tricolore si compone di un paio di sorrisi e una delusione “forzata”, perché nel derby tra Errani e Paolini da una parte e Paganetti e Maduzzi dall’altra qualcuna doveva cedere per forza. Come logica voleva, ad avanzare sono state le campionesse in carica del torneo romano, che pur senza brillare di più tanto hanno fatto valere la maggiore predisposizione a giocare certi tipi di partite. La stessa che è tornata utile a Bolelli e Vavassori nella complicatissima sfida contro l’indiano Bhambri e il neozelandese Venus, battuti soltanto al match tiebreak (e soprattutto in rimonta dopo essersi ritrovati sotto di un set).
- Chicco e Wave col brivido, ma la rimonta è quella giusta
- Errani e Paolini fanno valere tutta la loro esperienza
Chicco e Wave col brivido, ma la rimonta è quella giusta
Dopo la battuta d’arresto di Madrid, torneo nel quale facevano il loro ritorno in campo a un mese di distanza dalla vittoriosa trasferta americana a Miami, Chicco e Wave hanno subito ritrovato la via maestra, seppur non senza qualche patema d’animo di cui avrebbero voluto fare anche a meno. Perché contro Bhambri (numero 22 del mondo nella classifica di doppio) e Venus (51) per la coppia azzurra (attualmente Vavassori è 11 e Bolelli 13) c’è stato da sgobbare, e mica poco: il gioco perso in apertura di partita al deciding point ha subito messo in allerta gli italiani, che hanno faticato nelle prime battute e nel settimo gioco hanno nuovamente perso il game, sempre al deciding point, cedendo senza troppe velleità per 6-2 e mostrando più di un passaggio a vuoto.
Nel secondo set però l’inerzia si sposta dalla loro parte, col break trovato nel secondo gioco e il servizio tornato assai efficace (appena due punti concessi nei primi 4 turni al servizio del parziale). Quando si ritrovano a servire per andare al match tiebreak (con Bolelli alla battuta) vanno prima sotto 15-30, poi mettono a segno tre punti consecutivi rinviando il verdetto e tenendosi aperta più di una strada.
Nel match tiebreak sono loro a menare le danze (avanti 3-1, poi 7-3), ma un passaggio a vuoto rimette tutto in discussione (7 pari). Alla fine però Vavassori trova un paio di soluzioni vincenti e al secondo match point gli italiani passano il turno (10-8), pronti a sfidare agli ottavi lo statunitense King e lo svedese Goransson.
Errani e Paolini fanno valere tutta la loro esperienza
Avevano un compito sulla carta più semplice Sara Errani e Jasmine Paolini, opposte alle giovane Paganetti e Maduzzi (entrambe ventenni). Ma al netto del maggior tasso tecnico e di esperienza la partita di debutto nel torneo di doppio della coppia vincitrice della passata edizione è stata “vera”, e pure combattuta: 6-4 6-3 il risultato finale, con tanti break (5 operati da Sarita e Jas, tre dalle avversarie) e qualche momento nel quale il gioco delle due azzurre di riferimento nella disciplina è sembrato meno fluido del solito.
Insomma, dopo la deludente corsa madrilena, arrestatasi al secondo turno contro Zvonareva e Siegemund, (in precedenza c’era stata la finale persa a Miami), il debutto romano ha ribadito che non tutto funziona a meraviglia per la coppia testa di serie numero 1 del seeding, ma comunque la strada per poter risalire la corrente è tracciata, con la sfida agli ottavi contro Noskova e Valentova che promette di rivelarsi un test attendibile e non certo semplice.
Va da sé che Paganetti e Maduzzi hanno fatto la loro bella figura: nel primo set hanno tenuto botta egregiamente, cedendo soltanto nel decimo gioco quando Maduzzi ha sbagliato due rovesci non impossibili mandando le avversarie a palla break e set, mentre nel secondo c’è stata più bagarre, con 4 game consecutivi persi da chi serviva (dal terzo al sesto) prima dell’allungo decisivo perfezionato da Errani nell’ottavo gioco, poi confermato nel turno successivo di battuta di Paolini. Alla fine la differenza l’hanno fatta le percentuali con la prima: 69% per Sarita e Jas (entrata con l’86%), 56% per le due classe 2006, che però l’hanno trovata solo nel 68% dei casi. Insomma, un debutto con più luci che ombre, aspettando per di alzare di nuovo l’asticella.
