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Hamilton approva il test di Doriane Pin: dopo Hannah Schmitz e Laura Mueller tempi maturi per una donna in F1

Dorian Pin ha riportato una donna in F1 dopo qualche anno, il test sulla Mercedes ha ricevuto il plauso di tutto il circus, in particolare di Hamilton mentre lei sogna di ricalcare il percorso di Antonelli e sfatare il tabù

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Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Donne e motori è uno stereotipo che fortunatamente è stato buttato nel baule dei ricordi belli e brutti di una società che cambia, in meglio. Le ombrelline col passare degli anni hanno lasciato spazio a figure femminili sempre più professionali, ingegneri, meccanici, fisioterapiste, giornaliste. C’è ancora un ultimo tabù da far cadere. Se sarà Dorian Pin a farlo lo dirà solamente il tempo. Intanto una donna si è rimessa al volante di una F1 dopo diversi danni dall’ultima. E tra i tanti complimenti è arrivato quello di Lewis Hamilton mentre lei sogna di ripetere le gesta di Kimi Antonelli.

Il test di F1 con Dorian Pin

La francese Doriane Pin (nata a Ivry-sur-Seine, claase 2004) ha riportato dopo diversi anni una donna su una F1. Il pilota della Mercedes Academy ha provato la W12 a Silverstone. Un riconoscimento per una carriera in ascesa, culminata con la vittoria del titolo della F1 Academy riservata a sole donne lo scorso anno La 22enne ha completato 76 giri del circuito inglese per un totale di 200 km percorsi nella giornata.

Dopo aver gareggiato in tutte le categorie giovanili, ha già un programma confermato con le vetture LMP2 del Team Duqueine nella European Le Mans Series ed è anche parte del team di sviluppo Peugeot nel WEC. La Formula 1 era ed è il suo obiettivo finale e a Silverstone ha fatto il primo passo.

“Guidare una monoposto di F1 per la prima volta è stato incredibile. È stata un’occasione unica e mi sono assicurata di godermi appieno la giornata, dando il massimo. Anche se essere una pilota donna non mi definisce, è stato fantastico dimostrare cosa possiamo fare”

Hamilton approva, lui che si è circondato di donne

Sono tanti i piloti e gli addetti ai lavori che hanno commentato positivamente o messo “like” ai vari post della Mercedes che celebrano il test di Dorian Pin. In particolare è arrivata l’approvazione e la benedizione da parte di Lewis Hamilton che su quella monoposto ha sfiorato l’ottavo titolo mondiale piloti perso poi all’ultimo giro di un Gp di Abu Dhabi quanto mai controverso contro Max Verstappen.

“Love This, well done” (“Adoro, ben fatto”) ha scritto Hamilton nei commenti. Proprio lui che di donne si è circondato, da Angela Cullen fisioterapista storica al fianco dell’inglese richiamata proprio per l’esperienza in Ferrari a Gabriela Kwaku Yeboah ed Ella che hanno ricoperto il ruolo di addetto stampa e pubbliche relazioni per il 7 volte campione del mondo.

Donne in F1: l’ultimo tabù da far cadere

Nel corso degli ultimi anni sono diventate tantissime le donne ad abbattere il muro di un preminente maschilismo all’interno del paddock. Viste originariamente come solo un orpello estetico da mettere in vetrina con abiti succinti in griglia, ora la donna in F1 è un fattore.

Basti pensare a ruoli sempre più apicali, da Hannah Schmitz capo delle strategie Red Bull di cui si è pure parlato di un futuro in Ferrari a Laura Mueller diventata la prima ingegnere di pista di un pilota, alla Haas con Esteban Ocon. Per non parlare delle tante professionalità che seguono i team al box e nelle factory in fase di progettazione.

Da Maria Teresa de Filippis a Lella Lombardi

Era dal 2021 che una donna non saliva su una monoposto di F1. L’ultima è stata Jessica Hawkins all’Hungaroring a bordo dell’Aston Martin. Si contano sulle dita di una mano le donne che ce l’hanno fatta per davvero a coronare il sogno di una Formula 1 al femminile. Nel 1958 Maria Teresa de Filippis ha preso ufficialmente parte al Gp di Monaco a bordo della Maserati 250F con cui Fangio aveva conquistato il titolo l’anno precedente.

Nel 1975, Lella Lombardi andò (finora prima e unica) addirittura a punti in Spagna. Nella seconda metà degli anni ’70, la britannica Divina Galica si iscrisse, senza mai riuscire a qualificarsi a tre Gran Premi. Nel 1980 fu, infine, la volta della sudafricana Desiré Wilson, su Williams mentre nel 1992, un’altra italiana Giovanna Amati fu guida della Brabham in Sudafrica, Messico e Brasile ma senza mai qualificarsi per un GP.

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